sabato 29 marzo 2014

Soufflè con bûche de chèvre, aglio orsino e cuore blu, con salsa di passion fruit



Il soufflè, a chi non piace?
A me da morire! Come mi piace da morire la Signora bionda che ha vinto l'MTC del mese scorso, la maga del coltello, la dea degli intagli, la più estrosa, eclettica, fantasiosa e anche un po' eccentrica chef della blogsfera, si perchè lei chef lo è per davvero, Fabiana di Tagli e Intagli
Cara Fabiana, 
compagna di merende virtuali, eccomi qua all'ultimo minuto. Non potevo mancare proprio questa volta. Grazie per questa ricetta speciale e goduriosa, che ti somiglia tanto.
Ti abbraccio forte, confidando che prima o poi questa merenda si faccia dal vivo.
Baci. Sabrina 


Soufflè con bûche de chèvre, aglio orsino e cuore blu, con salsa di passion fruit

La ricetta non è quella tradizionale del soufflè con la bechamelle, ma quella di Cyril Lignac , ex enfant prodige della ristorazione francese, allievo di Pierre Hermé e di Alain Ducasse, chef stellato, titolare di un ristorante molto alla page, di un bistrot e di due pasticcerie nella città più romantica del mondo, la sua Parigi.
La formazione importante che ha Lignac sia per quanto riguarda la cucina che la pasticceria, l'ha portato ad avere una profonda conoscenza dei fondamentali, di cui il soufflè costituisce uno degli esempi più classici, potendo essere sia dolce che salato. (cit. mtchallange)




Per 6  monoporzione servono:

Per il soufflé:
300 ml di panna fresca
3 cucchiai da minestra di maizena
30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
6 uova medie
220 g di Bouche de chevre
12 foglie di aglio orsino
noce moscata, sale, pepe
parmigiano a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 3 cucchiai

Per la salsa:
6 cucchiai di olio extravergine dolce
3 passion fruit 
sale - qualche goccia di salsa worcester
qualche foglia di menta
pepe



-Innanzi tutto scaldare il forno a 200°
-Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale!
-Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita.
-Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!!
-Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente
-Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
-Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre.
-Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa.
-Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
-Rompere le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
-Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.
-Sbriciolare la bouche, unire alla massa e mescolare.
-Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e mescolare bene.
-Tritare le foglie di aglio orsino, dopo averlo lavate e asciugate.
-L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi.
Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato.
Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni.
Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura.
-Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant.
-La massa deve risultare ben omogenea.
-Versare negli stampi  arrivando solo ai 2/3 della loro altezza.
-Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.

Intermezzo.


-C'è chi sostiene che sia opportuno passare la lama di un coltello tutt'intorno agli stampi per fare in modo che il soufflé cresca dritto.
-C'è addirittura chi sostiene d'aprire il forno dopo 3/4 minuti per eseguire questa operazione in rapidità.
-E c'è pure chi suggerisce una cottura bagno maria al forno passando dai 200° iniziali ai 180° dopo 10 minuti.

Ma noi seguiamo la scuola classica e quindi proseguiamo decidendo di:


-Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico.
-In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie.
L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido e soffice come una nuvola.
-Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare.
- A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna.
-Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata. 
(tutto cit. Fabiana Del Nero, Tagli e intagli)

Nel frattempo avremo preparato la salsa in questo modo:
Tagliare a metà i passion fruit e svuotarli della polpa che raccoglieremo in una ciotola.
Mettere in un bicchiere l'olio con un pizzico di sale e qualche goccia i salsa worcester.
Con l'aiuto di una forchetta o di una piccola frusta, montare bene la salsa. Aggiungere la polpa di passion fruit e amalgamare bene. Versare la salsa nelle mezze calotte di passion fruit che abbiamo tenuto da parte. 
Guarnire con qualche fogliolina di menta e una grattata di pepe.


domenica 9 marzo 2014

Tatin di lamponi con pasta frolla 321 e frangipane per UnLampoNelCuore

Ieri 8 marzo 2014 in occasione della festa della donna, più di 200 blogger hanno partecipato al progetto UnLampoNelCuore, nato dall'ispirazione suscitata dal  post  di Anna Maria Pellegrino de La cucina di qb.


Che cos'è il progetto UnLampoNelCuore?
E' un'iniziativa attraverso la quale, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" della Cooperativa Agricola Insieme , nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. 
Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. 
A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".

Aiutiamo le donne di Bratunac acquistando i Lamponi di pace e le confetture della Cooperativa Agricola Insieme.


Quest'anno la festa della donna la voglio dedicare oltre che alle donne di Bratunac alle mie amiche che ieri mi hanno sostenuta con la loro presenza reale e virtuale e con il loro affetto in una delle giornate più importanti della mia vita.
Mi hanno commossa e mi hanno resa più forte. La solidarietà femminile quando è vera, sincera e disinteressata ha un potere e una forza indicibile.
Loro si chiamano, in ordine sparso:
Francesca Margherita Patrizia Patrizia Patrizia Monica Bettylove Michela Stefania Stefania Mariella Irene Cinzia Silvia AnnaMaria Nicoletta Maria Raffaella Diana Sandra Sabina Flavia Angela Teresa Aurelia Paola Cecilia Karima Rita 
Grazie, vi voglio bene.

Tatin di lamponi con pasta frolla 321 e frangipane




La ricetta della pasta frolla me l'ha suggerita Flavia:
gr. 300 di farina 0
gr. 200 di burro di centrifuga appena ammorbidito
gr. 100 di zucchero di canna
1 uovo  bio
la scorza di un limone non trattato
un pizzico di sale alla vaniglia 
La frangipane:

gr. 100 di farina di mandorle (o mandorle pelate)
gr. 100 di burro appena ammorbidito
gr. 50 di zucchero di canna
1 uovo bio
30g di fecola di patate

La frutta:

3 cestini di lamponi freschissimi
4 cucchiai colmi di zucchero di canna


Mettere in una ciotola la farina con il burro a pezzetti a temperatura ambiente, il sale e la scorza di limone. Lavorare fino a ottenere un composto granuloso. Aggiungere quindi lo zucchero e subito dopo l'uovo e impastare velocemente. Formare un panetto regolare e riporre in frigorifero a riposare per almeno 30 minuti prima dell'utilizzo. 

(Di questa dose ne è rimasta una pallina dalla quale ho sfornato una decina di piccoli biscotti.)


Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, aggiungervi l'uovo leggermente sbattuto e lo sciroppo sempre lavorando con lo sbattitore, incorporare la farina di mandorle (o le mandorle precedentemente tritate finemente nel mixer con un paio di cucchiai di zucchero) poco per volta e la fecola , continuando a montare.

In uno stampo di alluminio di cm 26 caramellare 4 cucchiai colmi di zucchero di canna. Disporre i lamponi  in circolo sullo zucchero caramellato. 

Fare uno strato di frangipane sopra i lamponi.

Stendere con il matterello la frolla a uno spessore di un centimetro e adagiarla sopra la frangipane.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

Capovolgere sul piatto di portata la Tatin di lamponi appena uscita dal forno.

Ottima calda o tiepida, accompagnata da una pallina di gelato alla crema.



Qui di seguito sono elencati i punti vendita dove si possono trovare i prodotti della Cooperativa Agricola Insieme:
- sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia al confine. I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000mq in su;
- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;
- nel milanese vengono distribuito da MioBio (http://www.mio-bio.it/), un gas molto attivo;
- Rada Zarcovick, la responsabile della cooperativa, sta prendendo accordi con le Coop che si occupano dei punti vendita della Lombardia e della Toscana per poter distribuire anche in queste zone i loro prodotti.
*** per quanto riguarda Coop Adriatica le confetture dei frutti della pace è in assortimento solo nel canale iper:
ADRIATICA BOLOGNA IPER BORGO
ADRIATICA BOLOGNA NOVA
ADRIATICA BOLOGNA LAME
ADRIATICA VENETO SAN DONA'
ADRIATICA VENETO SCHIO
ADRIATICA VENETO CONEGLIANO
ADRIATICA VENETO VIGONZA
ADRIATICA ROMAGNA IMOLA
ADRIATICA ROMAGNA RIMINI
ADRIATICA ROMAGNA LUGO
ADRIATICA ROMAGNA FAENZA
ADRIATICA ROMAGNA RAVENNA
ADRIATICA MARCHE PESARO
ADRIATICA MARCHE CESANO
ADRIATICA ABRUZZO SAN BENEDETTO
ADRIATICA ABRUZZO CHIETI
ADRIATICA ABRUZZO ASCOLI

venerdì 7 marzo 2014

O.T: Inaugurazione Fuocobio, camini a bioetanolo: sabato 8 marzo, Bologna

Sono elettrizzata, emozionata, terrorizzata, nervosa, fisicamente uno straccio ma curiosa, incredula, felice!
Sono onorata di invitarvi tutti all'inaugurazione del mio nuovo punto vendita, che segna l'inizio di fuocobio, calore di casa.

Ho scelto l'8 marzo come data per l'inaugurazione per celebrare non solo la mia nuova attività, ma tutte le donne, in particolare le donne imprenditrici, che lottano per affermarsi e per dimostrare il proprio valore. Per donne imprenditrici, intendo imprenditrici di se stesse, nel lavoro e nella vita privata.

Chi mi conosce sa quanto amo il mio lavoro, quanto lo seguo con passione. 
Questo per me è un nuovo inizio, è la prova del nove, è la mia ultima sfida (in senso temporale eh!).

Per l'occasione ho disegnato un nuovo camino bifacciale, che appenderò con cavi di acciaio in vetrina e Andrea Sancini, un orafo bolognese di gran livello, presenterà un pendente e orecchini ispirati a questa mia nuova creazione! Emozione e onore allo stato puro!

L'inaugurazione comincerà con un tea time e degustazione dei thè di Dammann.
Ho preparato dei dolcetti al cioccolato, crostatine con mostarda, la tatin di lamponi di Knam, sandwich con cetriolo e burro salato e la mia immancabile mousse di mortadella.

Seguirà un aperitivo di festeggiamento con champagne e scaglie di parmigiano.

Ora scappo che oggi abbiamo l'allestimento definitivo.
A chi va di passare, è il benvenuto.
Per le Signore, un omaggio floreale.

Vi lascio l'invito.
Ciao a tutti.

SI ACCENDE LA FIAMMA TRA ART’E E FUOCOBIO


 Inaugurazione evento Sabato 8 marzo, Bologna, Via Frassinago 2/a, ore 17  Sabato 8 marzo a Bologna, in Via Frassinago 2/a, alle ore 17, nella sede storica di ART’E di Luca Righi, prestigioso concept store di prodotti esclusivi e di design per la casa e per la persona, si terrà l’inaugurazione del corner di FUOCOBIO di Sabrina Gasparri, azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e vendita di camini di design a bioetanolo senza canna fumaria e barbecue. 

L’evento, che si aprirà con una degustazione di thé Dammann di benvenuto, segna l’inizio della collaborazione tra ART’E e FUOCOBIO. Luca Righi e Sabrina Gasparri presenteranno, oltre alle loro eccellenze, una suggestiva linea di gioielli creati dal gioielliere Andrea Sancini per celebrare la nuova sinergia. 

FUOCOBIO, che nasce dalla passione e dall’esperienza di Sabrina Gasparri per i camini a bioetanolo – combustibile ecologico dall’elevato potere riscaldante che consente il piacere del focolare domestico abbinato al gusto per il design senza l’intralcio di canna fumaria o altri allacciamenti – trova nello spazio ospitale di raffinata eleganza di ART’E la perfetta location. 

L’8 marzo

SI ACCENDE LA FIAMMA TRA ART’E e FUOCOBIO

per scaldare l’ambiente

stupire la mente

sedurre i sensi

fuocobio
c a l o r e   di   c a s a

Sabrina Gasparri
Via Frassinago 2a - 40123 Bologna – tel +(39) 348 3232976 - info@fuocobio.it –  fuocobio@gmail.com - www.fuocobio.it 







martedì 25 febbraio 2014

Strucolo di ricotta e spinaci crudi, gratinato burro e salvia

Al volo, ma proprio al volo e anche in fretta e furia, arrivo con la ricetta per l'MTC n. 36 - LO STRUDEL
proposto da Mari la Lasagna pazza.
Inutile dire che è uno dei miei dolci preferiti, che faccio spessissimo e il mio è classico, tradizionale, con mele, uvette, pinoli e tanta tanta cannella.
Ma Mari ha proposto anche una versione salata e bollita, lo strucolo, con una pasta di sola acqua e farina, con un goccio di olio. 
Il mio è tradizionale, con un ripieno e un condimento che ricordano quello della mia pasta preferita, i tortelloni di ricotta.

Strucolo di ricotta e spinaci crudi, gratinato burro e salvia


 Ingredienti:

per la sfoglia
150 gr di farina 00
50 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 mezzo cucchiaino di sale all'ibiscus

per il ripieno
250 gr di ricotta di capra
250 gr di spinaci freschissimi
100 gr di parmigiano reggiano
noce moscata

per il condimento
foglie fresche di salvia
burro fuso 
parmigiano reggiano grattugiato a piacere

Preparate la sfoglia.
Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da una tazza.

Preparate il ripieno.
Mettete la ricotta in un recipiente, ammorbiditela con una forchetta, aggiungete la noce moscata.
Grattugiare il parmigiano reggiano.
Lavare e asciugare bene gli spinaci e tritateli grossolanamente con la cortella.

Stendete la sfoglia.
Prima di cominciare a stendere la sfoglia mettete a bollire sul fuoco una pentola abbastanza larga e che possa contenere comodamente lo strudel. Disponete su una spianatoia uno strofinaccio pulito di lino o di cotone bianco (possibilmente lavato con sapone neutro e ben sciacquato) e infarinatelo. Prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi tiratelo aiutandovi con un mattarello. Il risultato finale dovrebbe essere una sfoglia più o meno quadrata di 25 centimetri per lato.

Stendete la ricotta su tutta la superficie della sfoglia lasciando liberi circa due centimetri lungo il bordo. 
Spolverare con una buona manciata di parmigiano.
Coprire la ricotta con gli spinaci crudi e un'altra spolverata di parmigiano.
Cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno, se necessario aiutandovi con il tovagliolo, anche se in questo caso non dovrebbe essercene bisogno visto che l’impasto dovrebbe essere un po’ più spesso e consistente. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine. Avvolgete il rotolo così ottenuto nel tovagliolo senza lasciare vuoti e chiudete, con uno spago da cucina, i due lembi esterni.

Salate l’acqua bollente e adagiatevi delicatamente lo strudel avvolto nel tovagliolo facendo attenzione che non tocchi troppo il fondo della pentola. Fate cuocere sobbollendo per 30 minuti, quindi togliete lo strudel dall’acqua e togliete il tovagliolo.
Tagliate il rotolo a fette spesse circa uno o due centimetri e leggermente oblique, disponetele in pirofile monoporzione, irroratele con il burro fuso, il parmigiano grattugiato e la salvia tritata.

Gratinare in forno per 7/8 minuti e servire.


Chiedo scusa a Mari e alle ragazze dell'MTC per questo post così scarno e povero di dettagli, ma sono ancora nel marasma più completo, ma ancora per poco perchè, qui lo dico in anteprima, l'8 marzo inauguro il mio nuovo spazio fuocobio.
Questo è il motivo della mia latitanza. In preparazione c'è una nuova linea di camini, un nuovo sito e un lavoro rinnovato a trecentosessantagradi!
Però non volevo mancare, anche solo con questa semplice ricetta di tradizione.

Alla prossima! 
Sabrina.



martedì 28 gennaio 2014

Spezzatino di magro di fassona e cardo gobbo, con pane quotidiano.

C'è un tempo massimo per fare gli auguri di buon anno?
Beh poco importa perché questa volta mi sa proprio che sono andata oltre.
E' da Natale che non scrivo nel blog. La mia vita professionale ha avuto una svolta molto importante, alla quale devo dedicare anima e corpo. Sono in quella fase iniziale, il lancio,  in cui non posso concedermi nessuna distrazione e Les Madeleines per un po' ne verrà penalizzata. Non sono ahimè la classica donna che sa fare cento cose alla volta e tutte bene. 
In ogni caso eccomi qua con la ricetta del mese per l'MTChallange, proposta da La cucina spontanea, al quale non volevo rinunciare.

E' una ricetta semplice, che fa parte della tradizione della mia famiglia, uno dei piatti forti della mia mamma e tra i preferiti di mio padre e della sottoscritta: lo spezzatino di magro con il cardo gobbo.
Un piatto senza tante pretese, ma di una bontà infinita, che amo molto, anche per il metodo di cottura. Non per niente un paio di anni fa ho fatto un contest sulle cotture lente che mi ha dato delle grandi soddisfazioni!

Da almeno dieci anni mangio carne rossa ogni dieci giorni, seguendo sempre la stessa  regola aurea: solo carne di prima qualità. Per il mio spezzatino ho scelto la Fassona piemontese del Consorzio La Granda, un presidio slow food che ne garantisce la qualità e la tracciabilità.
La fassona piemontese è una razza millenaria che non deriva da manipolazioni genetiche. La sua origine risale all'epoca quaternaria,  da un intrappolamento di un tipo di bovino Aurochs tra le Alpi e gli Appennini.
La caratteristica principale della Piemontese è l'alta resa calcolata nel 70%  di carne magra, povera di tendini e di grasso, sapida e gustosa. La fine ossatura consente, inoltre, un maggior numero di tagli pregiati rispetto ad altre razze di mole superiore.
Come tutte le razze autoctone, necessita di un allevamento compatibile con il territorio.
Negli ultimi decenni si è verificata una forte diminuzione del numero dei capi, dovuta soprattutto alla politica dei grandi numeri attuata dai grossi importatori di bestiame, di fronte alla quale i piccoli allevatori non sono riusciti a reggere.
I pochi allevatori rimasti si sono riuniti nel Consorsio La Granda per tutelare la sopravvivenza di questa pregiata carne. Gli allevamenti della Granda sono tutti a conduzione familiare e in tutti è presente la linea vacca-vitello, ossia ogni capo dì bestiame nasce e viene allevato in azienda.

Lo spezzatino mi piace lasciarlo molto sugoso, perché è vero, non esiste spezzatino senza tocciata copiosa di pane durante e alla fine!


Ho scelto il mio pane quotidiano, quello che faccio ogni tre giorni con la pasta madre. 
Un pane semplice che preparo con gr. 120 di pasta madre rinfrescata che sciolgo con gr. 240 di acqua. Lascio riposare un quarto d'ora. Aggiungo poi un cucchiaino di malto d'orzo, gr 200 di farina di farro e gr 150 di semola rimacinata, un pizzico di sale e impasto fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Faccio un giro di pieghe e metto a lievitare per un'ora in forno con la luce accesa. 
Riprendo poi l'impasto, lo sgonfio, faccio una palla tonda senza lavorarlo molto, pratico un taglio a croce. Infarino con la semola una teglia coperta da carta forno, adagio la mia pagnotta, la copro con un canovaccio umido e la metto a lievitare in forno con la luce accesa per circa tre ore.
Accendo poi il forno a 220°, tolgo il canovaccio, metto un pentolino di acqua dotto la teglia e cuocio la pagnotta per circa 45 minuti. A metà cottura abbasso il forno a 200°.



Per lo spezzatino per 4 persone:
gr. 600 di magro di fassona tagliato a pezzi
gr. 100 di prosciutto crudo a dadini
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
aceto di mele
un po' di farina
gr. 250 di pomodori pelati
5 grosse coste di cardo gobbo
qualche rametto di timo
olio evo, sale



Mettere in un tegame di alluminio gli odori tagliati a pezzetti, con un paio di cucchiai di olio evo.
Soffriggere per cinque minuti a fiamma alta. Aggiungere il prosciutto.
Infarinare la carne e aggiungerla al battuto, sempre tenendo alta la fiamma per caramellare bene i pezzetti.
Bagnare con aceto di mele e lasciare evaporare.
A parte fare bollire in un tegame il pomodoro con qualche rametto di timo e un pizzico di zucchero.
Unire il pomodoro bollente alla carne, coprirla con un coperchio. Cuocere a fiamma bassissima  per almeno due ore e mezza. 
A tre quarti di cottura aggiungere il cardo gobbo tagliato a pezzetti.
Regolare di sale e pepe.
Servire con fette di pane quotidiano.




Con questa ricetta partecipo al MTChallage di gennaio 2014.




Ne approfitto per segnalare il bellissimo CORSO PASTICCERIA LIEVITATA - LIEVITO MADRE MAESTRO PASTICCERE INTERNAZIONALE MORANDIN, tenuto dalla figlia Francesca MORANDIN, tecnologa alimentare.  




giovedì 19 dicembre 2013

La tradizione per le feste: La torta di Tagliatelle




La Romagna è la patria delle tagliatelle, buone come da noi non si mangiano da nessuna altra parte d'Italia! Le condiamo con il prosciutto per un primo piatto da leccarsi i baffi, ma le facciamo anche fritte e dolci per carnevale.

La torta di tagliatelle invece è tipica emiliana ed è una torta di tradizione.
Mi ha sempre incuriosita ma non l'avevo mai assaggiata fino a poco tempo fa, quando mi sono trovata a pensare ad un dolce nuovo per questo Natale. Così ne ho comprato un pezzetto per assaggiarla dal mio fornaio preferito e devo ammettere che mi è piaciuta tantissimo. Contiene tanti sapori che amo come le mandorle e l'amaretto, l'unica nota troppo stucchevole è stata la forte presenza di burro, tanto per i miei gusti.
Ho confrontato una serie di ricette che avevo trovato un po' nei miei libri di cucina e un po' su internet e in tutte il quantitativo di burro è enorme.

Ho quindi pensato di modificare la torta seguendo una linea più moderna, privilegiando i sapori che caratterizzano questa torta, senza abusare con i grassi, rendendo più leggero tutto l'insieme.
Ho utilizzato materie prime di altissima qualità, come le farine di macina, le uova di gallina ruspante, le mandorle non pelate, lo zucchero di canna, il burro di centrifuga e le arance non trattate, regalo di un mio cliente siciliano.
Per la frolla, ho scelto la ricetta di Montersino che ritengo sia la migliore.
L'insieme è risultato fragrante, dolce ma non stucchevole, molto profumato e poco pesante.
Se vi va di provarla, questa è la mia

Torta di tagliatelle

Ingredienti per uno stampo di cm 18:

per la frolla:
gr. 125 di farina 
di cui gr. 70 di farro Mulino Marino e gr. 55 di semola rimacinata Senatore Cappelli
gr. 70 di burro di centrifuga
gr. 50 di zucchero a velo
1 tuorlo di uovo di gallina ruspante
la buccia grattugiata di mezza arancia non trattata

per la farcia:
gr. 130 di mandorle non pelate
gr. 100 di amaretti
gr. 50 di cioccolato fondente 60%
1 uovo + 1 tuorlo di gallina ruspante
il succo di un'arancia e la sua buccia grattugiata
1 bicchierino di liquore di mandorla amara
2 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di latte intero

per le tagliatelle:
gr. 100 e un po' di farina (metà semola e metà farro come per la frolla)
1 uovo di gallina ruspante

per la gratinatura:
gr 20 di burro di centrifuga
1 cucchiaio di zucchero di canna



Preparare la frolla setacciando le due farine insieme. Unire il burro a pezzetti, freddo da frigorifero e lavorare con la punta delle dita. Aggiungere lo zucchero a velo, il tuorlo, le zeste di arance e lavorare velocemente fino ad ottenere un impasto liscio. Formare una palla, avvolgerla in pellicola e metterla a riposare in frigorifero. (la frolla si può preparare anche prima e conservarla in congelatore)

Preparare le tagliatelle impastando le due farine, setacciate insieme, con l'uovo,  fino ad ottenere un impasto liscio. Formare una palla e lasciare riposare una mezz'ora sul tagliere ricoperta con una tazza.
Stendere poi una sfoglia sottile e lasciarla asciugare una mezz'ora. Tagliare dei tagliolini sottili come quelli da cuocere in brodo. E' necessario che non secchino molto, la pasta deve essere fresca quando si unisce alla torta.

Preparare la farcia.
Prendere le mandorle e passarle velocemente in padella.  Quando sono leggermente abbrustolite toglierle dal fuoco e si strofinarle con le mani, così da eliminare la pelle. Tritarle fini fini con un coltello ben affilato. Metterle in una ciotola.
Schiacciare gli amaretti con le mani e aggiungerli alle mandorle. Sbattere a parte le uova con una forchetta e unire al composto preparato. Aggiungere il succo di un'arancia e le zeste, il liquore, lo zucchero,  il cioccolato tritato e il latte. Mescolare bene.

Prendere uno stampo rotondo e ungerlo con poco burro. 
Stendere la frolla e coprire lo stampo. Forare la base della pasta con una forchetta.
Mettere uno strato di tagliatelline e coprirle con la farcia. 
Metter sopra le restanti tagliatelline e aggiungere qualche pezzetto di burro (20gr).

Infornare a forno caldo 170° per una mezz'ora, coprendo la superficie della torta con un foglio di carta forno.
A questo punto togliere il foglio di carta forno, spolverare con un cucchiaio di zucchero di canna e gratinare fino a doratura.

Spero che vi piaccia. 
A noi è piaciuta tanto.
Buona serata..