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giovedì 24 settembre 2015

Patatainbo, la festa della patata e Riso pilaf e patate, con cuore di burrata e noce moscata.

Dal 21 al 27 settembre Bologna festeggia la patata, celebrando la 7^ edizione del Festival Nazionale della Patata italiana di qualità, Patatainbo2015.




Lunedì 21 settembre c'è stato il primo appuntamento con una esclusiva serata di gala al Carlton Hotel, durante la quale è stata presentata dalle autorità bolognesi l'edizione 2015 di Patatainbo e dove 19 prestigiosi ristoranti hanno gareggiato in una gustosissima sfida all'ultima patata, facendoci assaggiare piatti eccellenti.
Ho avuto il privilegio di rappresentare l'Aifb, Associazione italiana food blogger www.aifb.it, con alcune socie/amiche ed è stata una serata molto piacevole. 


Trecento ristoranti in tutto il Paese, di cui ben 90 in Emilia-Romagna, dedicheranno almeno una pietanza al tubero, supportati anche dalle associazioni di panificatori, pasticceri, sfogline e salumieri.
Potete trovare l'elenco completo dei ristoranti e tante altre curiosità sul sito www.patatainbo.it
e sulla pagina facebook le notizie in diretta https://www.facebook.com/PatataInBo?fref=ts







Palazzo Re Enzo, in pieno centro a Bologna, il 25, 26 e 27 settembre ospiterà lo Street Food, un'occasione per gustare la patata in tanti modi.
Quest'anno si potranno apprezzare piatti proposti fino a tardi sera e l'organizzazione spera così di raddoppiare i ventimila visitatori dello scorso anno.

Potete utilizzare l'hastag #patatainbo2015 per raccontare la vostra esperienza sui social.

Non vedo l'ora di assaggiare la patata ai 3 sali ma anche il jacked potatoes al cartoccio e la patata sfogliata fritta.













Patatainbo ha tra i suoi obbiettivi quello di dare visibilità e quindi di promuovere la patata, considerata da sempre un prodotto povero, ma estremamente versatile in cucina e ricco di qualità.
Il territorio del bolognese è l'habitat ideale per la coltivazione di questo tubero, diventato Dop nel 2010. Si tratta di una varietà denominata Primura, a pasta gialla, omogenea e consistente, di dimensioni medio grandi e altamente conservabile.
Solo a Bologna esiste la Borsa Patate che ne sottolinea il valore commerciale, 
I produttori appartenenti al Consorzio della patata di Bologna producono dai 60 agli 80 mila quintali di patate all'anno e promuovono un percorso basato sulla filiera corta, dal produttore al commerciante.
Patatainbo, quando il lavoro si fa arte.

Durante la serata di gala di lunedì sera al Carlton Hotel, uno dei piatti che ho preferito è stato il Risotto con patate e macis proposto dallo Chef Ivan Poletti della Cantina Bentivoglio di Bologna, dal quale ho preso spunto per preparare la mia ricetta:
Riso pilaf e patate con cuore di burrata e noce moscata, pochi ingredienti ma di qualità ne fanno un piatto ricco di gusto e nutriente.



Ingredienti per 2 persone:

gr 170 di riso Carnaroli
gr 340 di acqua
1 piccolo scalogno
una patata Bologna Dop di taglia media
mezza noce moscata
un etto di burrata
due cucchiai di olio extravergine d'oliva

Ho messo a bollire l'acqua con un cucchiaino di sale di Cervia.
Ho lavato, pelato e tagliato a cubetti la patata. 
Ho lavato il riso un paio di volte, l'ho messo in una casseruola da forno con lo scalogno e i cubetti di patata, ho aggiunto l'acqua bollente salata, ho coperto con carta stagnola e ho messo a cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti.
Ho poi tolto lo scalogno e ho condito l riso e le patate con l'olio extravergine e la polvere di mezza noce moscata grattugiata.
Ho diviso il riso in due tazze. Centralmente ho fatto lo spazio per la burrata che ho diviso in parti uguali.
Ho compattato bene il riso con l'aiuto di un cucchiaio. 
Ho girato ogni tazza su un piatto e ho servito subito.

lunedì 20 ottobre 2014

Voglia di Gusto, voglia di Salone: i magnifici 10.

Ci siamo, questa è la settimana più hot dell'anno, quella dove le papille gustative possono davvero andare in estasi se si ha la fortuna di passare per Torino.
Questa fortuna ce l'ho grazie a Garofalo e a Aifb che mi danno la possibilità di partecipare con loro al Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre di Torino. 
Due anni fa è stata un'esperienza fantastica  (l'ho raccontata qui) tanto che non vedo l'ora di tornarci. Potevo benissimo tornare al salone da sola ma quando si è presentata la possibilità di rifarlo con Garofalo ho accettato con entusiasmo, proprio per cercare di rivivere quelle emozioni che ho provato due anni fa e che mi hanno accompagnata fino ad ora. 
Ringrazio Emidio Mansi, Giorgio Marigliano e l'Aifb per avermi scelta.


Ho perso la testa per tanti di quei prodotti che elencarne solo 10 è riduttivo. 
Vorrei trovare e quindi ritornare a casa sicuramente con:

Il sedano rosso di Orbassano: Presidio Slow Food di un prodotto di nicchia, coltivato da solo tre produttori in un paese in provincia di Torino. E' un sedano che sa di sedano, molto profumato e di seducente color rosso carminio. Con il sedano rosso ho fatto una stupenda confettura da accompagnare a formaggi forti, come gli erborinati. Quest'anno chissà cosa farò mai? 

Confettura di sedano rosso di Orbassano





Per due vasetti da gr 250:

gr. 500 di sedano rosso
gr. 300 di zucchero
Tagliare il sedano a tocchetti, metterlo in una ciotola di porcellana con lo zucchero, coprirlo con la pellicola trasparente e farlo riposare in frigorifero per 24 ore.
Passato questo tempo, raccogliere lo sciroppo che si è formato e metterlo a bollire, schiumando se necessario, in una pentolina di rame per circa 10 minuti. Versarlo sul sedano, coprire con pellicola e fare riposare ancora 24 ore in frigorifero.
Separare il sedano dallo sciroppo e fare cuocere separatamente in due pentoline di rame per circa 10 minuti, avendo cura di rimestare e schiumare se necessario. 
Trascorso questo tempo, unire di nuovo il sedano allo sciroppo e cuocere per 15 minuti a fuoco lento, fino a quando il sedano non è diventato trasparente. 
Frullare fino a ridurlo una crema, versare la confettura bollente nei vasi lavati e sterilizzati, chiuderli bene, capovolgerli e coprirli con un panno caldo.
Quando si sono completamente raffreddati, mettere l'etichetta e riporli in dispensa.


I porri di Cervere: completamente diversi dai porri che si trovano in commercio, a Cervere la produzione è legata a metodi di coltivazione tramandati di generazione in generazione, che si adattano difficilmente ad ogni tipo di meccanizzazione e quindi conserva una forte componente di lavoro manuale che ne ostacola la produzione su larga scala. Per questo motivo il porro di Cervere ha un sapore completamente unico, molto dolce che non ha nulla a che vedere con l'aglio o con la cipolla. 
Raggiunge altezze di circa 60 cm. Mi sa che quest'anno la marmellata dedicata al salone sarà proprio di porri di Cervere.



Il burro Bordier: ogni tanto mi capita di trovare da Eataly quello classico salato, ma nel mio cuore è rimasto il salato affumicato: un burro straordinario, completamente diverso da qualsiasi altro. Si sente che proviene dalla lavorazione di materia prima eccellente. 




La vaniglia di Mananara:  E' il bacello nero della Vanilla planifolia, orchidea coltivata nella Riserva della Biosfera Mananara Nord (creata da Unesco ed Angap).  I produttori del Presidio coltivano la vaniglia all’ombra delle piante della foresta pluviale, a pochi metri sul livello del mare. 
I fiori vengono impollinati manualmente e il baccello nero, morbido e profumato della vaniglia si ottiene dopo un lungo lavoro di trasformazione. All'origine il baccello verde, viene immerso appena raccolto in acqua calda per pochi minuti e messo ad asciugare per qualche giorno in casse di legno foderate con coperte di lana. Per il mese successivo, le bacche vengono messe al sole per alcune ore al giorno, su graticci di canne.
Così le bacche trasudano umidità e alcuni enzimi endemici liberano la principale componente aromatica della vaniglia: la vanillina. 
La preparazione della vaniglia si conclude all'interno di piccoli magazzini appositi, dove i baccelli vengono sistemati su scaffalature di legno o canna, controllati regolarmente e selezionati.
Dal momento dell'essiccazione fino al termine della trasformazione, i produttori lavorano manualmente i singoli baccelli, massaggiandoli con le dita per distenderli.
Questa vaniglia non ha nulla a che vedere con quella che si trova in commercio qui in Italia, i baccelli sono grossi quasi come un dito e hanno un profumo inebriante. 



Cece nero della Murgia Carsica: l'estate scorsa in vacanza in Maremma, ho mangiato una zuppa di ceci neri chiamata la minestra del carbonaio, che mi ha fatto impazzire. Ho subito pensato a questo piccolo cece pugliese che ha un sapore tutto suo, molto delicato, che dentro a questa zuppa ci starebbe da dio!



Frutti antichi e dimenticati: ci sono nata con le pere volpine, le mele cotogne, le sorbe, gli azzaruoli, le nespole e i marabolani, la Romagna è piena! Ma mi piacerebbe trovare qualche frutto di altre regioni. Ad esempio due anni fa al Salone ho trovato il pero misso della Lessinia, una zona pedemontana in provincia di Verona. Ne esistono solo 200 alberi, coltivati da tre aziende agricole.  A Marano di Valpolicella c'è un esemplare di 200 anni, il più vecchio. duecento alberi sono davvero pochi. Il frutto è una pera di media grandezza, dalla buccia grossa di colore marrone che deve maturare completamente per essere consumata. Si mangia direttamente dal frutto affondando il cucchiaino nella sua polpa succosa: una vera delizia.



I grani antichi e le sue farine, in primis il grano arso. Sono affascinata dal procedimento di lavorazione di questo grano che prima viene tostato e poi macinato. Leggevo in giro che ci sono molini che ricreano le condizioni con cui la farina veniva realizzata un tempo. Ad  esempio c'è chi incendia il grano duro all'interno di un calderone insieme a della paglia e poi il grano ormai "arso" portato nel molino viene privato delle parti più esterne e poi macinato il solo "cuore" del chicco di grano duro tostato. Pare che si ottenga una farina di color grigio cenere ed un aroma intenso che ricorda il caffè appena tostato.



Il raviggiolo: un formaggio fresco, tipico della Romagna montana del forlivese e del cesenate, con il quale si fanno i tortelli di erbe e i cappelletti, ma che è anche buonissimo crudo con un filo di saba. È un formaggio di consistenza leggermente burrosa, a pasta bianca, tenera, dal sapore molto delicato, quasi dolce. E' il formaggio del giorno dopo la cui caratteristica è la non rottura della cagliata.Una volta aggiunto il caglio al latte, che può essere bovino o ovino ma alcuni aggiungono anche un po' di capra,  si ha il caratteristico coagulo comune a tutti i prodotti caseari. In mezz'ora si forma la cagliata anziché romperla, si raccolgono i coaguli con un mestolo e si fa scolare il siero su foglie di felce. Non si sala quasi mai. 



Il salmerino di Corno alle Scale: a Lizzano in Belvedere (Bo) in un antico stabilimento gestito da un gruppo di volontari, si alleva il salmerino. Parente della trota fario e del salmerino alpino è un pesce dalle carni bianche e compatte. Le ricette che ne esaltano al meglio il sapore fine e delicato sono molto semplici, il carpaccio o la cottura al cartoccio, ma molti ristoratori stanno sperimentando con successo anche nuove preparazioni. Curioso l’accostamento con funghi prugnoli e una delicata crema di patate, pisellini novelli e scalogno.



Anguilla marinata tradizionale delle valli di Comacchio: La presenza nel Delta del Po di fabbriche per la marinatura delle anguille è secolare. Il centro più importante di questa lavorazione era a Comacchio, presso la Manifattura dei Marinati, un luogo magico, dove ancora oggi si respira quell'aria di fatica e di forza a cui erano sottoposti i pescatori e i lavoratori di anguille. Le anguille adulte vive arrivavano nel luogo di lavorazione riposte nelle marotte, imbarcazioni chiuse caratterizzate da fenditure che agevolavano il ricambio dell’acqua e, quindi, la sopravvivenza del pesce. Nello stabilimento le anguille venivano selezionate, tagliate, infilzate in schiodoni di ferro e cotte davanti al fuoco a legna di dodici camini. Fino a poco tempo fa, il pescato delle Valli era venduto fresco o trasformato fuori zona. Il Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con il Comune di Comacchio, ha portato a termine il recupero dell’antica Sala dei Fuochi della Manifattura dei Marinati e ora lavora le anguille secondo la più autentica tecnica tradizionale.



..e poi...tanto mondo, tanta terra madre: spezie con cardamomo e cumino in primis, peperoncini d'India, le noci moscate della Giamaica, prodotti dei mari del Nord, Africa, tanta Africa e tutti i colori e tutti i sapori che questo meraviglioso, affascinante ed emozionante appuntamento, regala.
Per una come me che mette davanti a tutto la materia prima e la sua eccellenza, non c'è nulla di più straordinario del Salone del Gusto.

Ci vediamo a Torino.



venerdì 7 marzo 2014

O.T: Inaugurazione Fuocobio, camini a bioetanolo: sabato 8 marzo, Bologna

Sono elettrizzata, emozionata, terrorizzata, nervosa, fisicamente uno straccio ma curiosa, incredula, felice!
Sono onorata di invitarvi tutti all'inaugurazione del mio nuovo punto vendita, che segna l'inizio di fuocobio, calore di casa.

Ho scelto l'8 marzo come data per l'inaugurazione per celebrare non solo la mia nuova attività, ma tutte le donne, in particolare le donne imprenditrici, che lottano per affermarsi e per dimostrare il proprio valore. Per donne imprenditrici, intendo imprenditrici di se stesse, nel lavoro e nella vita privata.

Chi mi conosce sa quanto amo il mio lavoro, quanto lo seguo con passione. 
Questo per me è un nuovo inizio, è la prova del nove, è la mia ultima sfida (in senso temporale eh!).

Per l'occasione ho disegnato un nuovo camino bifacciale, che appenderò con cavi di acciaio in vetrina e Andrea Sancini, un orafo bolognese di gran livello, presenterà un pendente e orecchini ispirati a questa mia nuova creazione! Emozione e onore allo stato puro!

L'inaugurazione comincerà con un tea time e degustazione dei thè di Dammann.
Ho preparato dei dolcetti al cioccolato, crostatine con mostarda, la tatin di lamponi di Knam, sandwich con cetriolo e burro salato e la mia immancabile mousse di mortadella.

Seguirà un aperitivo di festeggiamento con champagne e scaglie di parmigiano.

Ora scappo che oggi abbiamo l'allestimento definitivo.
A chi va di passare, è il benvenuto.
Per le Signore, un omaggio floreale.

Vi lascio l'invito.
Ciao a tutti.

SI ACCENDE LA FIAMMA TRA ART’E E FUOCOBIO


 Inaugurazione evento Sabato 8 marzo, Bologna, Via Frassinago 2/a, ore 17  Sabato 8 marzo a Bologna, in Via Frassinago 2/a, alle ore 17, nella sede storica di ART’E di Luca Righi, prestigioso concept store di prodotti esclusivi e di design per la casa e per la persona, si terrà l’inaugurazione del corner di FUOCOBIO di Sabrina Gasparri, azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e vendita di camini di design a bioetanolo senza canna fumaria e barbecue. 

L’evento, che si aprirà con una degustazione di thé Dammann di benvenuto, segna l’inizio della collaborazione tra ART’E e FUOCOBIO. Luca Righi e Sabrina Gasparri presenteranno, oltre alle loro eccellenze, una suggestiva linea di gioielli creati dal gioielliere Andrea Sancini per celebrare la nuova sinergia. 

FUOCOBIO, che nasce dalla passione e dall’esperienza di Sabrina Gasparri per i camini a bioetanolo – combustibile ecologico dall’elevato potere riscaldante che consente il piacere del focolare domestico abbinato al gusto per il design senza l’intralcio di canna fumaria o altri allacciamenti – trova nello spazio ospitale di raffinata eleganza di ART’E la perfetta location. 

L’8 marzo

SI ACCENDE LA FIAMMA TRA ART’E e FUOCOBIO

per scaldare l’ambiente

stupire la mente

sedurre i sensi

fuocobio
c a l o r e   di   c a s a

Sabrina Gasparri
Via Frassinago 2a - 40123 Bologna – tel +(39) 348 3232976 - info@fuocobio.it –  fuocobio@gmail.com - www.fuocobio.it 







mercoledì 4 dicembre 2013

E' scoccata L'ORA DEL paTE'.

Oggi, giovedì 5 dicembre alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Genova, si terrà un evento straordinario:
la presentazione del primo libro nato dalle fatiche dei blogger che ogni mese partecipano con entusiasmo all' MTChallenge, gara culinaria (virtuale) a tema ideata dalle istrioniche Signore del blog Menù Turistico.

Primo libro perchè si tratta di una collana. I temi trattati in questi anni di MTC sono tantissimi e tutti di grande interesse, una vera scuola sia per chi partecipa che per chi segue il contest. Personalmente mi sono avvicinata a ricette che mai avrei pensato di realizzare e che neppure conoscevo, come ad esempio la fideuà che ho adorato. Ma non solo, ogni volta il tema del mese è arricchito con nozioni tecniche e argomenti attinenti, insomma ripeto, una scuola a tutto tondo.

Per il primo libro è stato scelto un piatto sfiziosissimo, elegante, sciccoso, che si addice perfettamente al momento dell'anno più amato da tutti, il Natale e non esiste un pranzo natalizio senza il Patè!


41 ricette di paté, 8 di burri composti, 33 fra pani e crackers, grissni,muffins, scones chips !
Una pagina ospita anche una mia creazione, ispirata alla fantastica Christine Ferber, l' Aigres-doux di pesche e chiodi di garofano che trovate qui

Da un'idea di Alessandra Gennaro:

L'ORA DEL paTE'
pagine: 144
costo: 18,00 euro
casa editrice :SAGEP EDITORI- GENOVA www.sagep.it
illustrazioni di Roberta Sapino (Le Chat Egoiste- lechategoiste.blogspot.it)
fotografie di Sabrina de Polo

Con questo libro, la community dell'MTChallenge sostiene il progetto “cuore dibimbi”, della Fondazione“aiutare i bambini”: 
Nata nel 2000, per iniziativa dell'ingegner Goffredo Modena, la fondazione si propone di  dare un aiuto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione, che hanno subito violenze fisiche o morali e garantire loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona,nel mondo e in Italia. Sono 71 i Paesi del Mondo in cui  la Fondazione interviene, realizzando progetti mirati, concreti, nati per rispondere a emergenze reali e portati avanti con abnegazione,serietà e competenza. Fra questi, appunto, c'è “cuore di bimbi”, attivo dal 2005 in 10 Paesi, che ha permesso ad oggi di salvare la vita a 857 bambini altrimenti condannati da gravi cardiopatie congenite, con esiti spesso letali.
La Fondazione opera nella più assoluta trasparenza, nella convinzione che sia doveroso certificare  ogni voce con la massima chiarezza, in un dialogo continuo che unisce chi è desideroso di fare del bene con chi ha la possibilità di farlo in modo concreto, rispettoso e consapevole di muovere nella stessa direzione: quella dell'aiuto alle tante vittime di questo mondo, rese ancora più indifese dall'essere bambini.
Da oggi, anche noi remiamo con Goffredo, con Sara e con gli oltre mille volontari sparsi sul territorio italiano - e lo facciamo con questo libro che è il primo tassello di quella che ci auguriamo possa essere una collaborazione duratura e proficua
I LINK SONO:

“Tutte le copie de L' ORA DEL paTE' contribuiscono alla campagna “cuore di bimbi”, in base ad un progetto che è nato contemporaneamente al libro e si è sviluppato in parallelo: potete trovarle in tutte le librerie d'Italia, su amazon e su Ibs, sul sito della casa editrice e, soprattutto, sul sito della onlus, a questo indirizzo http://www.aiutareibambini.it/oradelpate.”

Il libro si trova già nelle librerie dalla fine di novembre, ma è ufficialmente in vendita in tutti i bookstore on-line, vi segnalo i principali:
Se vi va potete seguire nei social attraverso l'hashtag #loradelpate tutte le notizie riguardanti il libro.
Ora non posso fare altro che consigliarvi di correre ad acquistare una copia per voi, ma anche per le vostre amiche, sorelle, mamme, zie! Un bellissimo regalo per questo Natale.
E se siete a Genova, non perdete l'occasione di passare alle 18 da Feltrinelli, dove oltre allo staff fantastico che ha lavorato con abnegazione alla realizzazione di questo progetto, troverete anche un bel gruppo di blogger orgogliose! Io sarò con loro e con voi con il cuore e col pensiero.

Grazie a tutte/i.

sabato 14 settembre 2013

Bologna e dintorni: appuntamenti nel we e Invidia con dolcezza.

Sabato, una bellissima mattina di settembre, aria frizzantina e sole splendente.
Sull'onda lunga delle vacanze finite da poco, voglia di uscire e di godere dell'unico giorno di riposo della settimana, la domenica, per me che lavoro anche il sabato.
Mi guardo un po' in giro e trovo tante belle iniziative tra cui scegliere.

Un angolo della Chiesa della Madonna del Baraccano a Bologna.

  • E' ancora la settimana del Sana e quindi continuano gli eventi del Sana Off di cui ho parlato la settimana scorsa. Questo il programma.
  • Nella splendida cornice dei Giardini del Baraccano a Bologna c'è la 4a edizione del Festival della Salute e del Benessere Olistico: Bologna Ben Essere. La giornata è articolata con una serie di conferenze, un mercatino, prove gratuite e ristorazione naturale, tra yoga, massaggi ed ecologia. Questo il programma.
  • Per gli amanti dei motori, un appuntamento storico nella mia bella Imola: il mercato internazionale di veicoli d'epoca e pezzi di ricambio: la Mostra scambio, organizzata dal Crame ogni anno all'interno dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Questo il link.
  • A Medicina una festa antichissima, la rievocazione storica de Il Barbarossa. Il palio, gli antichi mestieri, tante piccole osterie all'aperto rianimano le strade di questa piccola cittadina romagnola. Un'atmosfera unica. Questo il programma.
  • A Ferrara ultimi giorni del Festival dei Baloon, una manifestazione unica dove lo sport la fa da padrone! Qualche anno fa ho scritto un post dedicato a questo straordinario evento, carico di suggestione. Questo il programma. 
  • A Castenaso, un paese alle porte di Bologna, e' in programma la storica Festa dell'uva, classica sagra, mercato, eventi legati al questo frutto e alla sua lavorazione. Questo il programma.
  • C'è anche un bel evento per gli intellettuali, il Festival Filosofia Amare, un percorso culturale itinerante lungo le strade di Modena, Carpì e Sassuolo tra mostre, installazioni, concerti e spettacoli. Questo il programma.
Beh...c'è n'è per tutti i gusti, no? Se passate da queste parti, sapete dove andare.
Vi lascio con un'altra squisitezza della nostra cara Doris Robbie Day per Salutiamoci.
Un buon fine settimana a tutti! 


Indivia con dolcezza

 



Ingredienti:

2 caspi di indivia
8 gherigli di noci
un piccolo grappolo di uva rossa
un cucchiaino di malto d'orzo
poco vino per sfumare
sale marino integrale, olio evo, aceto balsamico

Cuocere a vapore l'indivia. In una padella insaporire qualche cucchiaio d'olio con uno spicchio d'aglio. Togliere l'aglio, aggiungere l'uva, le noci e il malto. Caramellare qualche minuto e sfumare con poco vino bianco. Aggiungere l'indivia e impiattare, decorando con qualche goccia di aceto balsamico.

sabato 7 settembre 2013

Biscotti al muesli, noci e cioccolato e Il Sana a Bologna.

Oggi a Bologna comincia il Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale, un appuntamento che seguo da tanti anni, che in questa edizione festeggia il 25esimo.
Per questo importante traguardo il Sana ha l'onore di avere per l'inaugurazione la presenza di una donna straordinaria come Vandana Shiva. La “terra madre”, la difesa della biodiversità, del valore e della proprietà dei semi per impedire l’utilizzo di quelli geneticamente modificati nelle coltivazioni, sono le linee guida dell’impegno mondiale di Vandana Shiva. Oggi pianterà alcuni semi indiani di piante autoctone e di piante italiane, a simboleggiare uno scambio fra le due culture.
La tendenza delle fiere negli ultimi anni è quella di integrarsi con la città, proponendo una serie di eventi che si articolano in una lunga passeggiata tra incontri, convegni, orti e degustazioni.
Questa è una cosa che amo, che mi diverte perché mi da la possibilità di godere ancora di più della mia città che adoro, ma anche di informarmi su un tema che mi sta molto a cuore come il bio e il naturale.
Poi c'è la fiera...e qui la nota dolente, ma solo per il mio portafoglio, poiché faccio incetta di ogni cosa, in preda ad una sorta di raptus in puro stile I love shopping!
A chi interessa questo il link del programma del Sana Off.

Una cosa che mi ha colpito molto è il progetto "Bologna Città degli Orti - Da Sana 2013 all'Expo Milano 2015" , messo in piedi dal comune e dal Caab di Bologna.
Di seguito riporto uno stralcio dell'articolo di  Marta Albè scritto su Green me:
Bologna è tra le grandi città italiane che si sono dotate di una mappa interattiva per il censimento e la localizzazione degli orti urbani. Si tratta di Gramigna Map, uno strumento utile per individuare i punti della città in cui gli abitanti si dedicano all'orticoltura urbana. I cittadini stessi possono contribuire ad arricchire la mappa segnalando il proprio orto.

Ora Bologna si pone un obiettivo ambizioso: trasformarsi in una vera e propria Città degli Orti, in vista di Expo 2015. Bologna si sta impegnando nel sostegno, nell'ampliamento e nell'innovazione degli orti urbani in città, valorizzando una tradizione centenaria che ha portato a rendere gli orti un vero e proprio patrimonio della collettività.

Vi lascio con una ricetta in perfetto tema Sana e mi preparo per una bella gita in bici in visita agli orti urbani.
Buon fine settimana.




Biscotti al muesli, noci e cioccolato

La ricetta si ispira a quella di Stella di Sale. Ho aggiunto le noci, il cacao in polvere per attenuare il sapore del grano saraceno che trovo troppo forte e non ho messo il cremor tartaro



Ingredienti:

200 gr di muesli alla frutta bio senza zucchero
150 gr di farina di grano saraceno
2 cucchiai di cacao amaro
100 gr di gherigli di noci
un cucchiaio di uvetta passa frullata
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
150 gr di succo concentrato di mela
mezzo stecca di vaniglia

Mischiare tutti gli ingredienti secchi da una parte, dall’altra tutti quelli liquidi, impastarli insieme e metterli in frigo mezz’ora. Fare delle palline di impasto e schiacciarle a forma di biscotto.
Cuocerli a 180 gradi per 10/15 minuti. 



venerdì 26 luglio 2013

Sapori verdiani con lo chef Luca Ciaffarafà a Siena.

Si avvicina il 30 luglio, data da me molto attesa perché coincide con l'inizio delle mie tanto sospirate ferie che quest'anno cominciano in modo insolito e inaspettato, ma assolutamente gradito.

Il 30 luglio è la serata del concerto dell' IKO INTERNATIONAL ORCHESTRA che eseguirà Giuseppe Verdi 200° Celebrations - Arie e Duetti d'opera, nella suggestiva cornice di Piazza del Duomo di Siena, nell'ambito della manifestazione Siena and Stars.

Avrò l'onore di assistere a questo meraviglioso concerto, ma anche di presentare la cena a tema, con un menù di ispirazione verdiana,  proposto a prezzo speciale, che si terrà al Ristorante Saporidivino.  
Saporidivino è il ristorante, aperto al pubblico, del Grand Hotel Continental prestigioso cinque stelle lusso nel centro storico di Siena, la cui cucina è diretta con maestria dallo chef Luca Ciaffarafà.
L' "incontro" tra Verdi e lo chef si sposa perfettamente con la filosofia del Ristorante Saporidivino che punta si sulla valorizzazione dell’enogastronomia del territorio toscano ma anche sulla riscoperta della tradizione reinterpretata per i buongustai di oggi.

Lo chef Ciaffarafà  per il momento l'ho conosciuto solo al telefono e si è rivelato fin da subito un professionista molto attento e preparato, disponibile a condividere la sua esperienza.
Dalla nostra telefonata è nata questa piccola intervista.
Toscano purosangue, ha cominciato a respirare l'aria della cucina fin da bambino.

Come nasce la tua passione per la cucina?
Ce l'ho nel sangue, la mia famiglia aveva un a albergo ristorante.

Dove trovi l’ispirazione per creare un piatto?
Sono tanti gli spunti che mi portano a creare un piatto. Parto sempre dalle materie prime, fondamentali per la
riuscita di ogni piatto, che devono essere di assoluta eccellenza. Guardo con attenzione piatti e ingredienti di altre zone oltre che a quelli toscani che comunque prediligo. Posso venire attirato da un profumo particolare che poi cerco di riprodurre in un piatto. 

Quanto è importante la tradizione e quanto la sperimentazione?
La tradizione è quella che da le basi senza le quali non si potrebbe sperimentare. Quello che cerco di fare è proiettare la tradizione nel futuro. Ora c'è molta attenzione al cibo rispetto ad un tempo. Si predilige una cucina più leggera e più sana, con preparazioni che non appesantiscano il piatto. Questo va assolutamente tenuto in considerazione, quindi mi piace rivisitare la tradizione con innovazione e creatività.

Quanto è importante la territorialità nella tua cucina?
E' fondamentale, soprattutto per chi come me lavora con i turisti. Quello che desidero è fare conoscere i prodotti d'eccellenza della mia terra come la cinta senese, il chianti, i nostri salumi e formaggi, l'olio extravergine d'oliva.

Nel tuo menù c’è un piatto ispirato ai sapori dell’infanzia e ai ricordi delle tradizioni culinarie di famiglia?
Come ho già detto la famiglia, il territorio e le tradizioni per me sono molto importanti. Non c'è un piatto in particolare, ma tanti piatti e da  ognuno ho preso qualcosa.

Quali sono gli ingredienti indispensabili nella tua cucina?
L'olio extravergine d'oliva, la farina di farro e i prodotti di stagione. Anche le spezie non mancano mai.

C'è qualcosa che vorresti aggiungere?
Sono molto discreto, non amo tanto parlare di me. Mi piace incontrare le persone, sedermi ad un tavolo e chiaccherare piacevolmente davanti ad un buon bicchiere di vino.

Grazie Luca...allora ci vediamo il 30!

Il menù proposto dallo chef è stato pensato prendendo ispirazione da alcuni dei suoi piatti che sono poi stati rivisitati utilizzando ingredienti tipici della cucina parmense, terra di origine di Giuseppe Verdi.

Spuma di parmigiano con tartare di pere marinate nel lambrusco, erbette aromatiche e miele della spiaggia
Tonno di cinta senese con cipolle rosse di Certaldo caramellate e melagre del Chianti
Cremoso scomposto con schiuma di nocino e gelato di amaretti
€ 40 per persona, incluso un calice di lambrusco, acqua e caffè

Vi aspetto per gustare insieme questo menù così ricercato, carico di storia e di poesia.
Ristorante Saporidivino
Banchi di Sopra, 85 - Per prenotazioni: Tel. 0577 56 011


La mia ricetta di oggi è in onore sia dello chef Luca Ciaffarafà che di Giuseppe Verdi.
A Siena si chiamano gnudi. E' il ripieno dei tortelli di ricotta senza la pasta, quindi nudi.
A Parma si chiamano malfatti, sempre per lo stesso motivo, ed era uno dei piatti preferiti da Verdi. 

Malfatti con pomodoro fresco e basilico



Ingredienti per 4 persone:

gr. 300 di ricotta di mucca freschissima e di ottima qualità
gr. 500 di spinaci lessati, tritati e ben strizzati
2 uova
gr. 100 di parmigiano grattugiato
noce moscata

tre pomodori San Marzano
abbondante basilico fresco
erba cipollina
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva toscano

Mettere la ricotta e gli spinaci in una terrina, lavorarli bene. Aggiungere il parmigiano e le uova e una grattugiata abbondante di noce moscata. 
Formare con l'impasto ottenuto delle palline un po' schiacciate e passarle nella farina.
Mettere a bollire abbondante acqua salata. Nel frattempo preparare il condimento, facendo insaporire qualche cucchiaio di olio con lo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungere i pomodori tagliati a cubettini, l'erba cipollina e tre quarti del basilico. Cuocere per qualche minuto. 
Buttare i malfatti nell'acqua bollente e scolarli con la schiumarola appena vengono a galla.
Condirli con il pomodoro appena scottato e il basilico fresco.
A piacere finire con una bella grattugiata di parmigiano reggiano.


Buone vacanze!




venerdì 12 aprile 2013

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