martedì 16 aprile 2013

Confettura di banana e rabarbaro.



gr. 500 di rabarbaro
gr. 400 di banana matura (peso senza la buccia)
1 limone
gr. 500 di zucchero semolato

Il sapore e il profumo di questa confettura è qualcosa di totalmente inaspettato.
Me ne parlò anni fa una amica della Cucina Italiana. Era appena tornata dalla Francia e aveva comprato un vasetto di questa marmellata decantandone le lodi.
Subito sono rimasta un po' scettica. Ma poi in realtà riflettendoci,  l'aspro del rabarbaro non può che andare a nozze con il dolce stucchevole della banana, dovevo solo capire come procedere con le proporzioni. Confesso che non ho dovuto fare tanti tentativi,  ho trovato da subito la formula giusta.
Ho proceduto in due fasi, trattando rabarbaro e banana separatamente per poi unirli solo alla fine.
Per il rabarbaro ho utilizzato il metodo Christine Ferber.
La sera ho tagliato a pezzetti il rabarbaro e li ho messi a macerare con metà dello zucchero e il succo di mezzo limone, in una ciotola di vetro ricoperta di pellicola. Ho riposto in luogo fresco, che può essere la cantina per tutta la notte. Il giorno seguente, aiutandomi con una ramina, ho separato il rabarbaro dal liquido, mettendo quest'ultimo in un tegame a fondo spesso, sul fornello a sobbollire per circa 10 minuti.
Ho poi rimesso il rabarbaro nella stessa ciotola, ho unito il suo sciroppo bollente e l'ho di nuovo coperto con la pellicola e riposto in luogo fresco a riposare.
Nel frattempo in una ciotola di vetro ho tagliato le banane a rondelle, bagnandole subito con il succo di limone, in modo che non si anneriscano, ho aggiunto lo zucchero restate, ho coperto con pellicola e messo a riposare sempre in luogo fresco.
La sera ho preso entrambe le mie frutte, le ho unite mescolandole con cura e ho messo sul fornello in un tegame a fondo spesso, tenendo bassa la fiamma. 
Ho mescolato spesso e ho avuto cura di schiumare,se necessario.
Dopo circa una mezz'ora la marmellata è pronta. 
Questa mi piace che abbia la consistenza di una vellutata, quindi mi aiuto con il minipimer per renderla uniforme, senza pezzetti di frutta in mezzo. Ma questo è il mo gusto personale.
Ho versato subito la marmellata nei vasetti sterilizzati (in questo post spiego come sterilizzarli perfettamente), ho chiuso bene e li ho capovolti su un tagliere di legno, coprendoli con un panno di lana. 
Li lascio raffreddare completamente fino al mattino successivo.
Etichetto e ripongo in una fresca dispensa.
Consiglio di aspettare almeno un mesetto prima di consumarla. Più passa il tempo più è buona.

Il formaggio stagionato ne esalta il sapore, ma anche una fetta di pane brioche tostato. Attenzione al cucchiaio: onde non incorrere nella tentazione di finire il vasetto a cucchiaiate, meglio utilizzare un coltello per spalmare. 



Questa è la mia pianta di rabarbaro che sto coltivando in vaso.
La pianta l'ho comprata in un vivaio e l'ho subito trapiantata in questo vaso utilizzando un terriccio che a mio avviso è favoloso, quello della Compo. In primavera la pianta la tengo al sole, mentre d'estate la sposto a mezz'ombra.  
E' al suo secondo anno e quando qualche settimana fa l'ho vista rispuntare, mi sono emozionata! Ho rinfrescato il terriccio, aggiungendone del nuovo, in questo modo non dovrò fare tante concimazioni.
L'anno scorso con il raccolto sono riuscita a conservare quasi un chilo di gambi di rabarbaro, quest'anno vediamo...mi sembra già a buon punto.

Buona serata a tutti.
Sabrina




4 commenti:

  1. Troppo bella la tua pianta di rabarbaro! Qui e' popolarissimo ed anch'io lo uso per farci la marmellata.La combinazione rabarbara-banana mi e' pero' nuova e mi sembra assai intrigante.
    Complimenti!

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    1. Credimi, è veramente buona, particolare, chiaro. Ma se la provi, ti sorprenderà. Grazie. Buona giornata.

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  2. Ciao Sabrina!!! Vado sempre a caccia di rabarbaro, ma qui difficilmente si trova :-( Mi sa che ti copierò l'idea di coltivarlo direttamente, così potrò provare anche io questa meravigliosa confettura ;-)
    Baci
    Anna Luisa

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    1. AnnaLu te lo porto a Siena!
      è buonissima!
      Baci

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