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sabato 7 settembre 2013

Biscotti al muesli, noci e cioccolato e Il Sana a Bologna.

Oggi a Bologna comincia il Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale, un appuntamento che seguo da tanti anni, che in questa edizione festeggia il 25esimo.
Per questo importante traguardo il Sana ha l'onore di avere per l'inaugurazione la presenza di una donna straordinaria come Vandana Shiva. La “terra madre”, la difesa della biodiversità, del valore e della proprietà dei semi per impedire l’utilizzo di quelli geneticamente modificati nelle coltivazioni, sono le linee guida dell’impegno mondiale di Vandana Shiva. Oggi pianterà alcuni semi indiani di piante autoctone e di piante italiane, a simboleggiare uno scambio fra le due culture.
La tendenza delle fiere negli ultimi anni è quella di integrarsi con la città, proponendo una serie di eventi che si articolano in una lunga passeggiata tra incontri, convegni, orti e degustazioni.
Questa è una cosa che amo, che mi diverte perché mi da la possibilità di godere ancora di più della mia città che adoro, ma anche di informarmi su un tema che mi sta molto a cuore come il bio e il naturale.
Poi c'è la fiera...e qui la nota dolente, ma solo per il mio portafoglio, poiché faccio incetta di ogni cosa, in preda ad una sorta di raptus in puro stile I love shopping!
A chi interessa questo il link del programma del Sana Off.

Una cosa che mi ha colpito molto è il progetto "Bologna Città degli Orti - Da Sana 2013 all'Expo Milano 2015" , messo in piedi dal comune e dal Caab di Bologna.
Di seguito riporto uno stralcio dell'articolo di  Marta Albè scritto su Green me:
Bologna è tra le grandi città italiane che si sono dotate di una mappa interattiva per il censimento e la localizzazione degli orti urbani. Si tratta di Gramigna Map, uno strumento utile per individuare i punti della città in cui gli abitanti si dedicano all'orticoltura urbana. I cittadini stessi possono contribuire ad arricchire la mappa segnalando il proprio orto.

Ora Bologna si pone un obiettivo ambizioso: trasformarsi in una vera e propria Città degli Orti, in vista di Expo 2015. Bologna si sta impegnando nel sostegno, nell'ampliamento e nell'innovazione degli orti urbani in città, valorizzando una tradizione centenaria che ha portato a rendere gli orti un vero e proprio patrimonio della collettività.

Vi lascio con una ricetta in perfetto tema Sana e mi preparo per una bella gita in bici in visita agli orti urbani.
Buon fine settimana.




Biscotti al muesli, noci e cioccolato

La ricetta si ispira a quella di Stella di Sale. Ho aggiunto le noci, il cacao in polvere per attenuare il sapore del grano saraceno che trovo troppo forte e non ho messo il cremor tartaro



Ingredienti:

200 gr di muesli alla frutta bio senza zucchero
150 gr di farina di grano saraceno
2 cucchiai di cacao amaro
100 gr di gherigli di noci
un cucchiaio di uvetta passa frullata
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
150 gr di succo concentrato di mela
mezzo stecca di vaniglia

Mischiare tutti gli ingredienti secchi da una parte, dall’altra tutti quelli liquidi, impastarli insieme e metterli in frigo mezz’ora. Fare delle palline di impasto e schiacciarle a forma di biscotto.
Cuocerli a 180 gradi per 10/15 minuti. 



mercoledì 15 maggio 2013

Crema di piselli con l'alga kombu e il suo biscotto.


Questo è un periodo così. Ho voglia di mangiare leggero e vegetariano.
Entro nei negozi bio e perdo la testa. Onde evitare di riempire il carrello e svuotare il portafogli, ci vado con il mio compagno che tiene sotto controllo la situazione. Il film è sempre quello: io in trans agonistica prendo di ogni, lui quatto quatto seleziona quello che ritiene superfluo del superfluo e lo rimette al suo posto. 
Non lo fa per una questione economica (l'altro giorno ha pagato due quadretti di focaccia di Recco 11 euro, senza fare una piega e senza rendersi conto dell'esagerazione!), lo fa solo perché casa è piccola e non vuole che faccia la fine di "sepolta in casa".
L'altro giorno però sono riuscita a portarmi a casa una confezione di alghe kombu, perché da tempo volevo provare una ricetta de "Il giardiniere goloso" di Cristina Bay, la Crema di piselli, dove serviva questo elemento.
C'è un blog che amo molto Asino chi legge ancora. Mi piace perché lei è bravissima, ha fatto la scuola a Parigi e fa delle cose fantastiche, spiegate proprio bene. Tempo fa ha pubblicato una vellutata di lenticchie che mi ha fatto impazzire, sia per il biscotto che l'accompagnava che per la tazza in cui l'ha servita. 

Il piatto di cui parlo oggi è nato dall'idea di queste due ricette, la crema di piselli e il biscotto di lenticchie.
Devo dire che ho sempre la fortuna del principiante, inventato il biscotto di piselli, mi è venuto bene al primo colpo.

Solo due parole sull'alga kombu che non conosco molto, ma che sto cominciando a studiare.
Prima di tutto la trovate nei negozi bio, tipo NaturaSi.
L'aga kombu è particolarmente indicata nella cottura dei legumi, rendendoli più leggeri, digeribili e elimina il problema del gonfiore che possono creare. E questo mi sembra essere molto interessante.
Altra cosa pare che aiuti a stimolare il metabolismo, se assunta regolarmente. E anche questo non è male.



Crema di piselli con l'alga kombu e il suo biscotto.



Crema per 4 persone:

gr. 300 di piselli secchi
lt. 1,2 di acqua
cm. 5 di alga kombu
1 piccolo porro
prezzemolo e santoreggia
sale, olio extravergine

Per il biscotto:

gr. 50 di piselli secchi
1 cucchiaio di farina 0
1 cucchiaio di parmigiano
8 mandorle
1 cucchiaio io olio
latte q.b



Lasciare a bagno per il tempo necessario i piselli secchi, dipende dalla varietà che acquistate. Quelli che ho usato non necessitano di ammollo. Scolarli e metterli in una pentola con l'alga, il porro tagliato a rondelle e cuocete fino a quando i piselli non risultino ben cotti.
Unire il prezzemolo e la santoreggia, frullare fino a rendere le verdure in crema e aggiustare di sale.

Nel frattempo che cuoce la crema, preparare il biscotto.
Tritare i piselli secchi con le mandorle nel tritatutto fino a renderli farina. Aggiungere il parmigiano, la farina, una presa di sale e impastare con un cucchiaio di olio extravergine e un goccio di latte.
Stendere l'impasto alto un mezzo centimetro e tagliarlo a strisce.
Scaldare una padella dal fondo grosso e cuocere i biscotti pochi minuti per parte.
Servire la crema di piselli condita con un filo di olio e il suo biscotto.

A presto.
Sabrina


sabato 12 gennaio 2013

Retrospettiva: Digestive & co.


Questa parola mi piace da impazzire, retrospettiva: 
dal latino retrospectus, participio passato di retrospicere, composto di retro (dietro) e spicere (guardare). Che riguarda indietro, che descrive avvenimenti passati.
Questa è l'etimologia del termine che con i biscotti digestive & co molto probabilmente con ha nulla a che vedere. 
Ma cercando sfumature diverse dello stesso (dio quanto mi piace farlo!), si può intendere anche come: rassegna, mostra che illustra l'evoluzione di un artista, di un movimento artistico, culturale ecc. 

Ora, cosa mi vieta di associarla ai biscotti? Non sono anche loro un'opera d'arte? Non hanno pure loro una storia, un'origine? La loro divulgazione non ha fatto si che la ricetta fosse sottoposta a differenti interpretazioni?
Bene, sempre per restare in tema di detox, mi sono appassionata a questo biscotto e ho cercato un po' in giro, sia nei miei libri di cucina che nel web, trovando tante versioni sia del famigerato digestive che biscotti preparati con i cereali. Ho pensato quindi di provare tutte le ricette che mi hanno colpita maggiormente e di pubblicarle un poco la volta (con la mia ben nota incostanza, non finirò mai :D).

I Digestive sono forse i biscotti made in England più conosciuti. 
Furono inventati dal panettiere di Edimburgo, in Scozia,  Robert McVitie nel 1830 circa. Il figlio che lavorava nel suo panificio, sviluppò ulteriomente la ricetta e cominciò a produrre questi biscotti su larga scala.
Li chiamò Digestive perché contengono bicarbonato di sodio, noto per essere un antiacido che aiuta la digestione. In realtà il biscotto confezionato contiene circa 70 calorie a pezzo e una serie di ingredienti quali lo zucchero, le farine, olio idrogenato e lievito che non lo rendono proprio un prodotto light.
Ma questo è anche tipico dei biscotti confezionati.

Preparandoli in casa, oltre alla soddisfazione di mangiare un prodotto genuino, non dico che le calorie diminuiscano, ma la qualità delle materie prime ci farà comunque ottenere un biscotto migliore e assolutamente più gustoso. Poi contengono avena, che amo molto, perché è un toccasana per la salute essendo ricca di proteine e fibre, con un basso indice glicemico.

Comincio con una ricetta che mi sono trovata nel mio quaderno, ma di cui non ricordo dove l'ho pescata non avendolo scritto da nessuna parte.
Li chiamerò:

Biscotti di aveva e farina di mais bianco.
  


Ingredienti:

100g di fiocchi di avena
50g di farina di mais biancoperla
50g di farina integrale 
35g di zucchero di canna Muscovado
35g di zucchero di canna 
90g di burro di capra
2 1/2 cucchiai di latte
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di fleur de sel 

Nel mixer frullate i fiocchi d'avena per pochi secondi fino a tritarli ma non finemente.  Aggiungere il resto degli ingredienti secchi e mescolare. A questo punto aggiungere il burro freddo di frigo e il latte (magari 1/2 cucchiaio tenetelo da parte e metterlo solo se l'impasto lo richiede). Impastare molto velocemente, come per fare una frolla, per far si che il burro non si scaldi tanto. Coprire con la pellicola e mettere in frigo a riposare per una mezzora.
Stendere poi l'impasto con spessore di 3 o 4 mm tra due fogli di carta forno infarinando un po' il panetto prima di cominciare. Tagliare i biscotti con la forma che preferite e appoggiarli su una teglia coperta di carta forno. Mettete la teglia in frigo per una 20ina di minuti: questo aiuterà a far si che i biscotti mantengano di più la forma. Infornare in forno preriscaldato a 170° per circa 12/15 minuti. 
Sfornare e far raffreddare su una gratella.
Alla prossima e buon fine settimana.
Sabrina

venerdì 18 novembre 2011

Flavia te' possino....! I lime meltaways.

Ho ceduto ad un altro girone infernale, The recipe-tionist, ideato dalla vulcanica Flavia di Cuocicucidici e anche di qua non ne uscirò più. 
Questo mese si pesca nel blog delle altre due infernali del Menu turistico e anche se questo blog non è un laghetto, ma un vero e proprio oceano di ricette meravigliose, da romagnola un poco "bragona", già da subito ho saputo cosa scegliere: i lime meltaways. Perché? beh, semplicemente perché sono stata menzionata nel titolo del post ( Sabri te possino..!) a causa di un giochino tipo catena di Sant'Antonio che girava all'epoca tra i blogs e che Alessandra (una delle due turistiche infernali), ha meravigliosamente affrontato con tutta la sua simpatia e dialettica impeccabile. 

lime-meltaways


Perché "Flavia te possino...!"? perché la ricetta è perfetta e anche ad una pasticcera poco pratica come la sottoscritta, son venuti una bontà e ne ho già spazzolato metà scatola. ( mentre scrivo sto leccando le dita dallo zucchero a velo...).
A parte le battute, Flavia cara son tanto contenta di partecipare alla tua nuova sfida, sei veramente una donna vulcanica e non solo perché vivi sotto l'Etna, ma anche per quel sangue bolognese che ti scorre nelle vene. :))
Tu sei quella che ha già messo in pratica il mio sogno. Quando andrò in pensione (??????!!!!!!) mi trasferirò in Sicilia!!!! Spero di vederti presto. Intanto beccati mò questi lime!

Copio e incollo direttamente la ricetta, avendola seguita alla lettera.

I lime meltaways. (martha stewarth)


lime-m


Ingredienti:


170 g di burro morbido
210 di zucchero a velo
2 lime ( solo la scorza grattugiata)
2 cucchiaini di succo di lime
1 cucchiaino di essenza di vaniglia: io ci ho messo un misurino di rum bianco- e secondo me fa la differenza
200 g di farina 00
60 g di fecola
sale

Montare il burro morbido con 1/3 dello zucchero ; aggiungere le scorze dei lime, il succo e il rum o la vaniglia. Setacciare le farine con il sale, aggiungerle al composto di burro, amalgamare bene.
Sulla spianatoia, spolverizzata di farina, lavorare velocemente la pasta con le mani e formare dei salsicciotti, del diametro di 4 cm al max: avvolgerli nella stagnola e metterli a riposare in frigo per un'oretta.
Accendere il forno modalità statica a 160 gradi
con un coltello affilato, tagliare dai salsicciotti tante rondelle, dello spessore di mezzo cm e disporli su una teglia da biscotti rivestita di carta da forno. Infornare per 12 minuti: devono essere ancora chiari e friabili, quando li sfornate. Lasciateli raffreddare bene, poi metteteli in un sacchetto per alimenti con il resto dello zucchero a velo, scuotete bene facendo attenzione a non romperli, però, e servite.


Si conservano fino a due settimane in una scatola di latta (ma non ci arrivano..questa è mia mia di Sabrina).

Sabrina

mercoledì 16 novembre 2011

Un filo per..i bambini di Rocchetta Vara (Sp) e I ravioli di castagne.

L'amore che nutro per la Liguria e i suoi abitanti è risaputo da chi mi conosce e vederla distrutta dalla natura, così impunemente, dà una stretta al cuore indicibile.
La grande forza che alberga nell'animo dei liguri invece è un segno di speranza, la speranza che possa tornare tutto alla normalità e che le famiglie che hanno perso tutto ciò che avevano duramente costruito, possano rientrare nelle loro case e ricominciare a vivere. 
Ma per raggiungiere l'obbiettivo è necessario l'aiuto di tutti. 

E' quindi con piacere che promuovo l'iniziativa della mia amica Patrizia della Melagranata, nata per aiutare la Coperativa Gulliver, Una ricetta per i bambini di Rocchetta Vara.


Creiamo un lungo filo di solidarietà,  un filo sottile e formidabile, che passa tra i nostri blog, tra i nostri lettori, tra tutti coloro che vorranno dare il loro contributo direttamente, senza mediazioni e senza dubbi. Un filo sottile e resistente di speranza. Pubblichiamo tante ricette  per i piccoli delle case famiglia.
Siamo sotto Natale, lasciate libera la fantasia, potranno essere dolci o meno, andranno  tutte benissimo!
Forniamo, oltre alla ricetta, le informazioni necessarie perché i nostri lettori capiscano che il nostro è un progetto più ampio, comprendano che la ricetta che hanno letto, e magari conserveranno, ha un valore più grande. C'è tempo fino al 30 novembre.

E' stato creato anche un evento su Facebook e se avete un account, vi prego di aderire, se invece non l'avete, vi riporto i dettagli di seguito:

"Paola e Fiorella sono le responsabili di una cooperativa sociale di Borghetto Vara, la Cooperativa Gulliver che si prende cura di anziani, disabili e bambini.
Questi ultimi erano accolti in due case-famiglia, due Comunità educative in cui i ragazzini, già tanto provati dalla vita, potevano trovare calore e speranza per il loro futuro.
L’alluvione del 25 ottobre ha reso pericolanti ed invivibili le case-famiglia, ha trascinato via auto e pullmini per i trasporto di bimbi e disabili, ha spazzato via abiti, giocattoli e scorte di cibo.
Paola e Fiorella hanno messo al sicuro i bambini, di notte, prima guadando un fiume e poi con gli elicotteri, quindi sono tornate lassù per ricostruire, per dare ai bimbi una speranza.
Ho parlato con loro, in questi giorni: hanno bisogno d’aiuto e questo noi, tutti insieme, lo possiamo dare.

Questo è quello di cui, oggi, la Gulliver ha bisogno:

- C’è un IBAN su cui poter fare un versamento: sarà utilizzato per acquistare il pulmino, indispensabile per bimbi e disabili.

IBAN:IT30X0617549720000000546980
Banca CARIGE Ag.394
causale: alluvione Borghetto coop.sociale Gulliver

- C’è necessità di: pasta- riso- farina - latte uht – biscotti – olio evo – marmellata – salsa di pomodoro – nutella – scatolame – ecc.

- ABBIGLIAMENTO : esclusivamente per bambini/ragazzini dai 6 ai 18 anni. Devono essere cose che mettereste ai vostri figli. Scusate se ve lo ricordo, ma non possono in questo momento dedicare tanto tempo a revisionare abiti, eliminare cose, ecc... inviate cose in buono stato, che i vostri bimbi potrebbero indossare.
- GIOCHI: come sopra, solo se sono interi, in buono stato.
- ARTICOLI PER LA SCUOLA: quaderni, penne, matite, pastelli colorati,pennarelli, righe, squadre, gomme, temperamatite, block notes...insomma tutto quello che potete immaginare.

Per inviare i pacchi scrivete a:

melagranata@gmail.com

confezionate pacchi ben chiusi,
identificateli con la scritta
" UN FILO...PER I BAMBINI DI ROCCHETTA VARA"

Chi è di Genova o dintorni, se preferisce non spedire, può PORTARE i suoi pacchi (sempre BEN CHIUSI E IDENTIFICATI) presso la Parrocchia di N.S. delle Grazie e S. Gerolamo, Corso Firenze 4 a, Genova nei giorni di giovedi e venerdi.

E ricordatevi che:
"Nessun uomo è tanto alto come quando si piega per aiutare un bambino"

La mia ricetta per l'iniziativa sono I ravioli di castagne, una ricetta della mia terra, una ricetta della tradizione romagnola, un comfort food che aiuta a scaldare il cuore.

ravioli-di-castagne

Ingredienti.

Per la pasta: 
gr. 250 di farina 00
gr. 250 di farina di castagne
gr. 220 di zucchero
gr. 50 di burro 
3 uova 
1 cucchiaio di saba o mosto cotto
1 pizzico di sale alla vaniglia
la buccia di un mezzo limone
1 cucchiaino di bicarbonato freschissimo o 1 bustina di lievito

Per il ripieno:
marmellata di prugne o di mele cotogne
gr. 150 di castagne secche
tre cucchiai di saba o mosto cotto

Lasciare le castagne in ammollo per una notte, in acqua salata e qualche foglia di alloro.
Lessarle fino a che non diventino morbide, scolarle e schiacciarle con una forchetta. Fare raffreddare e unire qualche cucchiaio di marmellata e la saba.
Ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Preparare l'impasto, unendo le due farine con lo zucchero, il sale, la buccia del limone, la saba , le uova, il bicarbonato freschissimo (deve essere freschissimo altrimenti non farà lievitare la pasta che rimarrà secca. In alternativa è meglio utilizzare una bustina di lievito) e il burro.
Lavorare velocemente, lasciare riposare l'impasto una mezz'ora, avvolto nella pellicola.
Preparare i ravioli con un coppapasta rotondo creando dei dischetti che riempiamo con la farcia. Chiuderli bene, sistemarli su una placca rivestita di carta forno e cuocere in forno caldo a 180° per 10/15 minuti.
Spolverarli con zucchero a velo e servirli con un bicchierino di saba.
Sabrina

martedì 1 marzo 2011

Tortas de aceite, ovvero, incredibili biscotti all'olio di oliva.

Tortas-de-aceite-alto
Jamie Oliver ovvero l'emblema della freschezza e della naturalezza in cucina. Mi piace tanto! Tante cose che lui fa, come cucinare all'aperto sulla brace o dentro il camino, l'ho fatto mille volte quando abitavo in campagna e la location era giusta, ma continuo a farlo anche ora che vivo in centro storico a Bologna, gli spazi sono più limitati e al posto del camino ho le cassette di carbonella, ma l'atmosfera che riesco a creare è la stessa. Del resto questo modo di cucinare è uno stato d'animo, un modo di essere e non è poi così importante il luogo, ma ciò che si riesce a creare.
Sfogliando l'ultimo libro di Jamie che ho acquisatato, mi sono innamorata di questi biscotti, primo perché c'è olio al posto del burro, poi perché sembrano chips, cioè biscottini da sgranocchiare.
Jamie Oliver racconta di aver visitato un convento in Spagna, dove ha assaggiato questi biscotti, chiamati dalle monache Tortas del virgin, Biscotti del vergine.

Tortas-de-aceite

Tortas de aceite.

Ingredienti:

gr. 300 di farina 00
1 cucchiaino di sale marino
2 cucchiaini di semi di finocchio
olio evo spagnolo (io ho usato un delicato olio pugliese)
3 cucchiai di zucchero di canna
gr. 7 di lievito per dolci
zucchero a velo per spolverare
un albume d'uovo grande biologico

Scaldare il forno a 230°. Mescolare in una terrina la farina, il sale e i semi di finocchio. Versare in una caraffa ml. 100 di olio evo e ml. 100 di acqua tiepida. Aggiungete lo zucchero e il lievito e mescolare bene. Lasciare riposare per qualche minuto.

Fare una fossetta al centro della farina e versare lentamente la miscela con il lievito. Usando la forchetta, incorporare a poco a poco tutta la farina prendendola dai bordi e portandola verso il centro. Quando inizia a legarsi, lavorare l'impasto con le mani finché non diventi bello liscio.

Coprire con carta forno una teglia, spolverarla di zucchero a velo. Stendere l'impasto molto sottilmente e con il coppapasta ricavare dei dischetti (più sottile è la pasta più croccanti saranno i biscotti). Disporli nella teglia, spennellarli con l'albume e spolverarli con lo zucchero a velo. Cuocerli in forno caldo per 10/12 minuti finché non saranno ben dorati e croccanti. Trasferirli su una retina, spolverarli ancora con un poco di zucchero a velo, raffreddarli e.....sgranocchiarli di gusto!
Sabrina

martedì 3 agosto 2010

Rosolio di bacche di rosa canina e ravioli con marmellata di albicocche.

ravioli

Due ricette della tradizione romagnola il rosolio e i ravioli, due madeleines di Proust, soprattutto il rosolio.

Quando sento l'aroma di questo liquore non posso fare a meno di ripensare alla mia nonna Stellina, addirittura associo il ricordo a quando mi faceva il bagno nella catinella, ma è solo un transfert non è un ricordo vero, avevo solo pochi mesi, non è possibile che ricordi questo momento, ma ho tante foto che lo documentano e quindi mi sembra di ricordarlo. Ero legatissima alla mia nonna, stavo sempre con lei, mi ha insegnato a lavorare all'uncinetto e a fare i miei primi pastrocchi in cucina. E' morta troppo presto, avevo solo sei anni e sono certa che tante cose nella mia vita sarebbero state diverse se lei fosse vissuta più a lungo, ma è e rimarrà una delle figure più importanti.

Il rosolio è uno di quei liquori presente nella dispensa di ogni famiglia romagnola, perché è un ingrediente basilare di alcuni dei nostri dolci più amati, come la zuppa inglese, la torta di riso e i ravioli.
Ecco, su questi c'è una delle tante discussioni riguardo ai cibi tra Emilia e Romagna. In Emilia son femmine, cioè le chiamano le Raviole, per noi in Romagna son maschi..i Ravioli, a dimostrazione c'è una della sagre più antiche, la Sagra dei ravioli di Casalfiumanese, dove dalla torre del municipio, lanciano i ravioli in piccoli sacchetti e sotto c'è il putiferio per potersene accapparrare...negli anni ho visto scene veramente esilaranti, litigate feroci alla Bud Spencer e Terence Hill, solo per poter rivendicare il possesso del tanto desiderato sacchetto.
In ogni caso, ravioli o raviole, la ricetta è pressoché la stessa, le variazioni sul tema non sono date dalle origini delle due fazioni, ma come mi è già più volte capitato di dire, dalle tradizioni familiari. Questa è la mia.

Rosolio di bacche di rosa canina.

1/2 litro di alcool a 90° 
1/2 Kg di zucchero
6 dl di acqua
1/2 stecca di vaniglia 
15 gr di cannella 
10 gr di coriandolo 
2 chiodi garofano 
5 gr di fiori di anice 
10 gr di cardamono
2 chiodi garofano
50 gr di bacche di rosa canina
colorante rosso per alimenti

Preparare uno sciroppo facendo bollire l'acqua con lo zucchero, lasciar poi raffreddare. Tritare la vaniglia, la cannella, il coriandolo i chiodi di garofano, i fiori di anice e il cardamono. Versare il preparato in un vaso di vetro con l'alcool, le bacche di rosa canina e lo sciroppo. Chiudere ermeticamente, riporre in luogo fresco e buio per 2 mesi,  agitando ogni tanto. 
Trascorso questo tempo, mescolare bene, aggiungendo un po' di colorante rosso per alimenti se il preparato risulta troppo rosa e far riposare altri 2 giorni. Filtrate bene, imbottigliare e chiudere con tappo di sughero.

rosolio

Ravioli con marmellata di albicocche.

Dose per circa 20 ravioli :

gr 500 di farina
gr 250 di zucchero
gr 50 di burro ammorbidito
3 uova
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di un mezzo limone
1 cucchiaino di bicarconato
latte se necessario
marmellata gusto a piacere
zucchero e rosolio per farcire

Impastare velocemente tutti gli ingredienti. Stendere la pasta con il mattarello e con un bicchiere o un coppapasta, ricavare dei cerchi di circa 7 cm di diametro. Riempirli di marmellata e chiuderli a mezzaluna. Disporli in una teglia ricoperta di carta da forno. Cuocerli in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti.
Lasciarli raffreddare. Mettere in due piattini un po' di zucchero e nell'altro un po' di rosolio. Bagnare la parte bombata del raviolo nel rosolio e subito nello zucchero. Farli asciugare su una gratella e porti in una scatola di latta.
Una variante per il ripieno per il periodo invernale è quella di unire alla marmellata di prugne delle castagne cotte e schiacciate con la forchetta....uhmmm deliziosi...

...come è deliziosa Ely e il suo meraviglioso blog. Con questa ricetta partecipo al suo giveaway che..oddiomio...finisce proprio oggi, "Something rEd".


Alla prossima. Sabrina

lunedì 1 giugno 2009

Le madeleines di.....Sabrina.




Il perché ho chiamato il mio blog con questo nome l'ho raccontato nel primo post pubblicato, ma vi confesso che non avevo mai preparato le madeleines in vita mia, fino a ieri.
Complice il freddo intenso che è tornato qua a Bologna, con la conseguente voglia di accendere il forno per scaldare un po' la casa, finalmente mi sono decisa.
Lo stampo mi aspettava già da tempo dentro la credenza e gli ingredienti erano tutti a disposizione, mancava la ricetta. Quindi ho fatto una ricerca nell'archivio del forum di Cucina Italiana e tra le tante che ho trovato ho scelto quella di Pinella.




Ingredienti per 35 madeleines :

3 uova
gr. 130 di zucchero
gr. 150 di farina
gr. 125 di margarina (ho usato il burro)
gr. 20 di miele liquido
gr. 5 di lievito per dolci
scorza grattugiata di arancia o limone a seconda dei gusti (io ho sostituito con 2 cucchiai di acqua di fiori d'arancia)

Per la perfetta riuscita di questi dolcetti è consigliabile preparare l'impasto il giorno prima di cuocerli, perché deve riposare in frigorifero almeno 12 ore. Infatti è proprio lo choc termico dal freddo del frigo al caldo del forno che fa formare la classica cupoletta.

Mettere la margarina in una casseruolina e farla fondere a bagnomaria. Toglierla dal fuoco e lasciarla raffreddare a temperatura ambiente.
Sgusciare le uova, unire un pizzico di sale, lo zucchero e il miele e lavorarle fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Setacciare la farina insieme al lievito e versare sulle uova montate, mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungere la margarina versandola a filo, continuare a mescolare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Profumare con la scorza grattugiata dell'agrume prescelto o con l'acqua di fiori d'arancio come ho preferito fare io.
Coprire con pellicola e mettere a riposare nella parte più bassa del frigorifero.
Il giorno dopo scaldare il forno a 180°. Imburrare lo stampo multiplo per madeleines, versare il composto riempiendo gli incavi per 2/3.
Infornare per circa 10 minuti (nel mio forno anche solo 7; nella prima infornata erano rimasti un po' troppo scuri) fino a quando i dolcetti si presenteranno dorati e sodi al tatto.
Sfornare, lasciare asciugare le madeleines e spolverizzarle con lo zucchero a velo (ehm...questo passaggio l'ho dimenticato....).

Voilà les madeleines di Proust.

Sabrina

martedì 17 marzo 2009

La prima volta...



Mamma mia che emozione..! Un'emozione mista a timore...dopo mesi passati ad incantarmi davanti a tanti meravigliosi blogs, mi sono finalmente decisa a cominciarne uno tutto mio, Les Madeleines di Proust.
Un titolo impegnativo, ma solo così si poteva chiamare il mio blog, in onore a quei profumi e sapori che percorrono la vita, che ritornano immancabilmente e ti riportano indietro nel tempo.

E' un periodo che sono innamorata dello zenzero, lo metterei ovunque e, quando ho trovato questa ricetta sul forum della Cucina Italiana, ho deciso immediatamente di provarli.
Sono veramente buonissimi, molto friabile e speziati, buoni sia da inzuppare che mangiati soli soletti.
Maura nella ricetta dice di lasciarli raffreddare, ma non ho resistito, una volta sfornati e sentito il profumino nell'aria, ad assaggiarne uno ancora bollente...favoloso..

Posto anche la foto, ma immagino non sia necessaria la premessa che come fotografa lascio molto a desiderare (questo uno dei motivi che mi rendevano titubante e timorosa a intraprendere questa avventura)...ma lo faccio ugualmente e, visto che sono testarda come un mulo, non mollerò e imparerò a fare delle foto stupefacenti!

Questa è la ricetta originale di Maura, Comfort food, tra parentesi le mie modifiche.

COOKIES ZENZERO E CIOCCOLATO
ricetta presa dal libro Biscotti Muffins e Dolcetti - Giunti Demetra Edizioni

Ingredienti :
gr. 200 di farina di frumento (io ho usato farina 00 biologica - Alce Nero)
gr. 120 di burro (gr. 80)
gr. 60 di zucchero
1 uovo grosso
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 cucchiaini di zenzero in polvere (gr. 50 di zenzero fresco grattugiato)
gr. 130 di cioccolato fondente (gr. 80)
un pizzico di sale

Procedimento :
Lavorate il burro, ammorbidito a temperatura ambiente e tagliato a pezzettini, insieme allo zucchero fino ad ottenere una consistenza morbida e cremosa.
A parte mescolate delicatamente l'uovo con la vanillina e aggiungerli al burro.
Setacciate la farina con il lievito, aggiungetevi lo zenzero, un pizzico di sale e il cioccolato spezzettato a piccoli tocchi. Quindi unite il tutto alla crema di burro, mescolando.
Distribuite il composto a cucchiaiate (io, data la consistenza dell'impasto, ho formato delle "polpettine" schiacciate) su una teglia coperta con carta da forno e mettere a cuocere in forno presiscaldato a 180° per una decina di minuti (nel mio forno 20 minuti).
Lasciare raffreddare prima di servirli.