Visualizzazione post con etichetta Digestive e co.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Digestive e co.. Mostra tutti i post

venerdì 4 ottobre 2013

ProgettoMondo Mlal 2013 : i cereali

"Il primo giorno di scuola della prima elementare lo ricordo come un incubo.
Mia madre il giorno prima mi ha portato dalla parrucchiera a tagliare a maschio i miei lunghi capelli che adoravo e che portavo da sempre, perché dice che non è possibile andare a scuola con i capelli che volano sugli occhi.
Mi ha anche dotata di una cartella di pelle stampata, che era stata di un mio cugino, anche quella molto maschile in stile azzeccagarbugli (non la potevo vedere, mentre ora mi piacerebbe da morire!).
Scarpe nere in pelle lucida con frappe, calzettoni bianchi come il grembiule con colletto all'uncinetto e via che si parte, con tappa obbligata al negozio dello zio fotografo per la foto ricordo.

Il piazzale della scuola è invaso da primini e parenti vari, sono tantissimi.
Mi guardo intorno e non conosco nessuno.
Nessuno ha una cartella dell'epoca di Garibaldi come la mia.
Vedo solo bambine con i capelli lunghi, spazzolati bene e raccolti in code, codini, treccine, piccoli chignon e io guardo mia madre con odio feroce.
Vedo solo bambine di altezza normale, mentre io mangio a tutte i maccheroni sulla testa, svettando di una spanna. Cerco di stare un poco gobba per sembrare più bassa.
Il Direttore comincia a chiamare i bambini e a formare così le classi per sezione...a, b, c, d, e, f, g, h...e ancora il mio nome non si sente.. i, l, m...e si ferma. Nel piazzale ci sono oramai solo una trentina di bambini e il Direttore comunica che non ci sono più aule disponibili. Quindi questi trenta, me compresa, saranno distaccati presso la canonica della parrocchia e si chiameranno sezione 'a distaccata'.
Sono basita, mi sento smarrita e molto sfigata.
Di positivo c'è che il cortile della chiesa confina con il cortile di casa mia. Dalla finestra dell'aula riesco ad intravedere la finestra della cucina di casa dei miei e questo mi rassicura un poco.
Entriamo in aula e chiaramente la maestra mi assegna un posto dietro, tra i compagni maschi più alti. Isorio è il mio compagno di banco, alto e secco come me. Sguardo feroce quando mi sembra di cogliere risatine di scherno da parte delle compagne davanti.
Voglio scappare! Mamma, mammina dove sei? Voglio tornare a casa!
Nei giorni seguenti devo combattere con un altro dramma, la noia, la noia bestiale.
(Non ho detto che ho cominciato le elementari sapendo leggere e scrivere perfettamente e anche con le tabelline andavo forte.) E qui però arriva la mia rivincita. Mentre i miei compagni combattono contro paginate di a e i o u, la maestra mi manda in giro per la canonica a svolgere improbabili commissioni, pur di tenermi impegnata e mi prende come esempio ogni qual volta qualcuno di loro sbaglia una virgola.
Della serie, finché c'è vita c'è speranza."

Mentre pensavo a cosa preparare per il  ProgettoMondo Mlal  mi è tornato alla mente il mio primo giorno di scuola con i suoi patemi d'animo. Ho pensato a quanto siamo fortunati, noi, a vivere in una società che ci permette di studiare, di curarci, di lavarci, di nutrirci e di vivere in modo consapevole se solo lo vogliamo.
L'anno scorso siamo partiti dal pane,  l'elemento primario per la nutrizione, raggiungendo  un grande risultato   che ci ha riempito di orgoglio. Quest'anno abbiamo voluto andare ancora più a fondo, alle origini e abbiamo scelto i cereali.


La campagna è sempre la stessa,  il Progetto continua e va alimentato sempre. Per chi non la conoscesse la campagna Io non mangio da solo è un’insieme di progetti volti ad assicurare un’alimentazione adeguata al neonato e alla sua mamma, a promuovere la distribuzione di almeno un pasto al giorno nelle scuole per centinaia di comunità di America Latina a Africa, sostenere programmi di sicurezza alimentare, di accesso all’acqua potabile e di gestione delle risorse naturali.

A promuovere la campagna è Virginia del blog Lo Spilucchino, giovane mamma attenta e consapevole.

Il mio è un contributo dolce e ho scelto l'unico ingrediente che non è un vero cereale ma che soprattutto negli ultimi tempi è entrato in modo molto importante a fare parte della mia cucina, l'amaranto.
Insieme alla quinoa è il vegetale-cereale più antico dell'umanità, per questo motivo viene anche chiamato il cibo degli dei. A livello nutrizionale è ricco di proteine ad alto valore biologico, come la lisina, un amminoacido essenziale del quale i cereali sono piuttosto carenti. Contiene inoltre calcio, fosforo, ferro, magnesio e un buon quantitativo di fibre, che lo rende un alimento amico dell'intestino.
Privo di glutine, diventa protagonista nelle diete di chi è affetto da celiachia.
Una volta cotto l'amaranto assume una consistenza gelatinosa, tipo la tapioca. Prima si lava bene dalle impurità, poi si cuoce in tre parti di acqua con una presa di sale integrale, magari assieme ad un pezzetto di alga kombu. Si lascia bollire per 30 minuti e si lascia poi raffreddare coperto in modo che i chicchi si gonfino.
I chicchi possono anche essere tostati crudi con un filo d'olio e utilizzati come ingredienti per il muesli, per il loro sapore dolciastro che ricorda un po' la nocciola.
C'è anche una farina di amaranto che si può utilizzare preferibilmente spezzata con farina di farro o di frumento.


Tortino di amaranto al cioccolato e pere profumate alla cannella.




Ingredienti per 4 persone:

gr. 120 di amaranto
1 cucchiaio di olio extravergine
gr. 200 di latte d'avena + 2 cucchiai
gr. 30 di mandorle tritate finemente
gr. 40 di zucchero muscovado
gr. 60 di buon cioccolato fondente 65%
gr. 20 di fecola
gr. 10 di cacao amaro in polvere
cannella in polvere
2 pere non troppo mature
1 cucchiaio di zucchero di canna
rum



Tostare in una padella antiaderente l'amaranto con un cucchiaio di olio extravergine.
In un pentolino, scaldare 200 g di latte d'avena con lo zucchero, aggiungere l'amaranto e mescolare bene. Unire le mandorle e il cioccolato fondente spezzettato, mescolando fino a che si sarà sciolto. Unire il cacao, cannella a piacere e mescolare per farlo amalgamare bene. Miscelate la fecola con due cucchiai di latte d'avena e amalgamarla bene al composto. Mettere l'impasto sul fuoco e rimescolare sempre fino quasi a bollore.
Dividere il composto in bicchierini e raffreddare in frigo.
Al momento di servire, tagliare le pere a dadini, e saltarle velocemente in padella con un cucchiaio di zucchero di canna e la cannella a piacere. Sfumare con il rum.
Aggiungere la dadolata di pere ad ogni bicchierino, guarnire con pezzetti di cannella e schegge di cioccolato.



martedì 10 settembre 2013

Porridge alla carota: buongiorno!

Abito in centro storico, all'interno di una corte di un vecchio convento. Casa mia in realtà è stata ricavata dalle antiche rimesse. È incredibile il senso di tranquillità che si respira, nonostante fuori dal portone ci sia la vita frenetica di Bologna. È un posto che amo e che mi fa sentire bene.
Ha un'unica pecca: come tutti gli appartamenti a piano terra in centro, si gode del sole solo quando è alto nel cielo, da metà marzo a ottobre inoltrato.
Solo poche settimane e per fortuna la temperatura è ancora tipicamente estiva, così posso svegliarmi presto, aspettare che il sole faccia capolino tra i tetti, aprire la porta e fare entrare i caldi raggi a scaldare la casa, il cuore, la mente. Una sferzata di energia che mi accompagna per tutta la giornata.
Ascolto il tg, poi metto un po' di musica mentre sbrigo qualche faccenda mattutina,  mi preparo e vado al lavoro. Vorrei tanto che questo senso di benessere mi accompagnasse fino a sera....


Mi regalo anche  il tempo per preparare una colazione sana e nutriente. 
Ieri sera al mercato della terra ho comprato delle carote freschissime e profumate, così mi è venuta l'idea di aggiungerle al porridge, per ricreare i sapori della torta di carote che adoro.



Carrot Porridge

E' completamente vegan perchè ho usato il succo di mele e non ho aggiunto l'acqua. Ho utilizzato carote piccole, mi piacciono cosi, tenere e succose. La cannella profuma in modo incredibile questo porridge.
Buona giornata a tutti.




Ingredienti per due persone:

4 cucchiai di fiocchi d'avena bio
2 piccole carote
2 dl di succo di mela senza zucchero
4 noci
cannella in polvere a piacere

Grattugiare le carote dopo averle ben lavate. Unirle all'avena e al succo di mela.
Mettere sul fuoco e cuocere per qualche minuto, avendo cura di mescolare di tanto in tanto.
Servire aggiungendo le noci e una copiosa spolverata di cannella.





sabato 7 settembre 2013

Biscotti al muesli, noci e cioccolato e Il Sana a Bologna.

Oggi a Bologna comincia il Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale, un appuntamento che seguo da tanti anni, che in questa edizione festeggia il 25esimo.
Per questo importante traguardo il Sana ha l'onore di avere per l'inaugurazione la presenza di una donna straordinaria come Vandana Shiva. La “terra madre”, la difesa della biodiversità, del valore e della proprietà dei semi per impedire l’utilizzo di quelli geneticamente modificati nelle coltivazioni, sono le linee guida dell’impegno mondiale di Vandana Shiva. Oggi pianterà alcuni semi indiani di piante autoctone e di piante italiane, a simboleggiare uno scambio fra le due culture.
La tendenza delle fiere negli ultimi anni è quella di integrarsi con la città, proponendo una serie di eventi che si articolano in una lunga passeggiata tra incontri, convegni, orti e degustazioni.
Questa è una cosa che amo, che mi diverte perché mi da la possibilità di godere ancora di più della mia città che adoro, ma anche di informarmi su un tema che mi sta molto a cuore come il bio e il naturale.
Poi c'è la fiera...e qui la nota dolente, ma solo per il mio portafoglio, poiché faccio incetta di ogni cosa, in preda ad una sorta di raptus in puro stile I love shopping!
A chi interessa questo il link del programma del Sana Off.

Una cosa che mi ha colpito molto è il progetto "Bologna Città degli Orti - Da Sana 2013 all'Expo Milano 2015" , messo in piedi dal comune e dal Caab di Bologna.
Di seguito riporto uno stralcio dell'articolo di  Marta Albè scritto su Green me:
Bologna è tra le grandi città italiane che si sono dotate di una mappa interattiva per il censimento e la localizzazione degli orti urbani. Si tratta di Gramigna Map, uno strumento utile per individuare i punti della città in cui gli abitanti si dedicano all'orticoltura urbana. I cittadini stessi possono contribuire ad arricchire la mappa segnalando il proprio orto.

Ora Bologna si pone un obiettivo ambizioso: trasformarsi in una vera e propria Città degli Orti, in vista di Expo 2015. Bologna si sta impegnando nel sostegno, nell'ampliamento e nell'innovazione degli orti urbani in città, valorizzando una tradizione centenaria che ha portato a rendere gli orti un vero e proprio patrimonio della collettività.

Vi lascio con una ricetta in perfetto tema Sana e mi preparo per una bella gita in bici in visita agli orti urbani.
Buon fine settimana.




Biscotti al muesli, noci e cioccolato

La ricetta si ispira a quella di Stella di Sale. Ho aggiunto le noci, il cacao in polvere per attenuare il sapore del grano saraceno che trovo troppo forte e non ho messo il cremor tartaro



Ingredienti:

200 gr di muesli alla frutta bio senza zucchero
150 gr di farina di grano saraceno
2 cucchiai di cacao amaro
100 gr di gherigli di noci
un cucchiaio di uvetta passa frullata
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
150 gr di succo concentrato di mela
mezzo stecca di vaniglia

Mischiare tutti gli ingredienti secchi da una parte, dall’altra tutti quelli liquidi, impastarli insieme e metterli in frigo mezz’ora. Fare delle palline di impasto e schiacciarle a forma di biscotto.
Cuocerli a 180 gradi per 10/15 minuti. 



martedì 21 maggio 2013

La mia torta di carote, senza lievito.

Chi mi segue sa come sono fatta, sa che non ho nulla di programmato ma che vado a sentimento e pubblico quello che cucino il giorno stesso. Questo significa che se non cucino non pubblico!  
Giovedì scorso mio padre è stato operato di protesi all'anca e devo destreggiarmi tra il negozio e l'ospedale  il tempo di cucinare non c'è, quindi mi nutro a barrette e ad insalate. Beh almeno in questo modo forse, dico forse, riuscirò a smaltire quei chilacci di troppo che mi perseguitano da un paio d'anni. 
Mi piace stare vicino a babbo in questo momento. Vivendo a Bologna non vedo i miei genitori spesso come vorrei, quindi ne approfitto di questo momento per godermeli un po'. 
Babbo Dante è sempre stato un gran fifone, persino un semplice raffreddore lo spaventa, figurarsi un intervento! Fortunatamente non ha mai avuto grossi problemi di salute ed è arrivato alla veneranda età di quasi 83 anni con esami del sangue perfetti e una pressione di 75/120 che neanche un quarantenne se la sogna oramai! Non ha un chilo di sovrappeso e ha ancora la muscolatura di uomo molto più giovane. E a quanto pare neppure questo intervento lo ha scalfito, duro come una roccia, ma sempre fifone. 
Non nego che avevo un po' di timore per gli effetti dell'anestesia, soprattutto sulla memoria. Invece nulla, giovedì quando si è risvegliato dall'operazione, abbiamo parlato tanto, sempre del suo argomento preferito, lo sport, della sua adorata Juventus, dei play off di pallanuoto, del giro d'Italia, di Coppi e Gimondi! 
Grande babbone, non perdi un colpo!
Sono certa che si riprenderà alla grande e anche in fretta, perché non ce la può fare a stare in casa tutto il giorno, pur con il bene che vuole a mia mamma, non resisterebbe! :))  Lui ha bisogno della sua partita di biliardo quotidiana, ha bisogno di andare a fare la spesa e di curare il suo orto, di fare e su zirtin in bizicletta: è un leone, ha bisogno della sua libertà .

Ho fatto la torta di carote, leggera come piace a lui.
Domani gliene porto un po'.
Uhh è vero! Oggi è il compleanno di mia sorella! Tanti auguri piccoletta! 




Torta di carote



gr. 300 di carote 
gr. 150 di frutta secca (noci, mandorle e nocciole)
gr. 100 di zucchero di canna + 1 cucchiaio
3 uova
2 cucchiai di olio extravergine
zeste di 1 limone
gr. 80 di farina di farro integrale

Grattugiare le carote. Tritare finemente la frutta secca e unirla alle carote con le zeste di un limone.
Montare bene con lo zucchero i tuorli. Aggiungere le carote, la frutta secca e amalgamare bene. Unire l'olio e  la farina. Montare a neve solida gli albumi con un pizzico di sale e incorporali delicatamente all'impasto.
Ricoprire uno stampo con carta da forno. Versare l'impasto e spolverarlo con lo zucchero di canna.
Cuocere a 170° per 45 minuti circa.
Buona serata a tutti.
Sabrina


venerdì 15 marzo 2013

Cake al cedro e limoncello con farina di lino.


“Ovunque i semi di lino divengano un cibo comune tra la gente, lì ci sarà una salute migliore”
Mahatma Gandhi 

Grande osservatore delle abitudini della sua gente e figlio di mercanti di spezie, Gandhi fu uno dei primi a capire l'importanza dell'utilizzo dei semi di lino nella dieta quotidiana.

Qualche nozione per imparare a conoscerli meglio.

I semi di lino contengono sostanze nutritive molto salutari: il 20% di proteine, il 40% di grassi e il 28% di fibre. Conservati a temperatura ambiente non perdono le loro proprietà per circa un anno, invece tostati è meglio conservarli in frigorifero per non più di un mese. Si trovano nei negozi di alimentazione bio e nelle erboristerie.

L'anticolesterolo in cucina:
Ricchi di acidi grassi polinsaturi, i semi di lino possono essere considerati tra le più ricche fonti naturali di acido alfa-linoleico (ALA), un acido grasso omega-3 che ha la capacità di abbassare i livelli di colesterolo. Come usarli: assumere tutti i giorni 50 g di semi di lino, aggiungendoli tostati alle verdure o ai formaggi morbidi, ma anche nello yogurt a colazione, o negli impasti di pane e focacce come nel cake che vi propongo. 

I semi di lino hanno anche proprietà emollienti e rinfrescanti nella cura di tutte le affezioni respiratorie: bronchiti, tosse, raffreddori.
Come usarli: il rimedio più antico è la “pappetta della nonna”: due pugni di farina di semi di lino (se non si ha la farina, usare due pugni di semi di lino tritati e farli cuocere in un poco d’acqua finché assumono la consistenza di una polentina) messi a bollire con un po’ d’acqua, fino ad ottenere la consistenza di una pappetta. Stenderla poi con uno spessore di almeno un centimetro, su una garza, ripiegata in due e porla sul petto, coprendo con un drappo di lana, che conserva il calore. Tenere sul petto per almeno 20 minuti.
Per un rimedio più veloce, si consiglia il decotto: mettere a bollire 8 grammi di semi di lino in 100 gr di acqua, far cuocere per 15 minuti, filtrare e bere, due volte al giorno.

Il consiglio in più: Il potere antinfiammatorio dei semi di lino torna utile anche in caso di gastrite e colite. Prendete il decotto (sempre due tazze al giorno) prima dei pasti. Vi garantisco che funziona veramente. Soffro di colite e da quando bevo questo decotto va molto meglio.

Per la pelle e per i capelli:
l’acido grasso omega-3 ha la capacità di ridurre le reazioni infiammatorie, soprattutto delle pelle. In caso di dermatiti, psoriasi, infezioni cutanee, ascessi e ferite è ottimo l’impiastro di semi di lino, che è una cura efficacissima anche contro la caduta dei capelli.

Come usarli: mettere alcuni cucchiai di semi di lino in un sacchetto di garza e farli bollire in acqua per una ventina di minuti. Farli intiepidire e applicarli per un quarto d’ora sulla ferita, tenendoli ben coperti.  La stessa pappetta, tolta dal sacchetto, è un ottimo rimedio per contrastare la caduta dei capelli: da applicare ogni giorno, per venti minuti, sul cuoio capelluto.



L'altro giorno mentre passeggiavo per una delle mie vie preferite, Via Galliera, scopro un negozietto bio nuovo nuovo con tante belle cose, risi di tutti i tipi, farine, cereali, legumi, tutti nei sacchi come nei negozi di granaglie di una volta e vengo attirata da questa farina di lino, di colore marrone scuro, dall'intenso profumo di nocciola e subito ne compro un chilo. Il ragazzo dietro al banco, anche lui genere d'altri tempi, faccia tonda con una bella barba lunga, il maglione di lana grezza e un bellissimo grembiule di canapona, con modi gentili e ossequiosi, mi consiglia di provare ad utilizzarla per un cake dolce, tagliandola sempre un poco, nella percentuale di un 20 % con una farina integrale di grano o di farro.
Sono corsa a casa, intirizzita dal freddo, perché si è marzo, ma qua a Bologna ha piovuto molto, la temperatura è siberiana e ho subito messo in cantiere questo cake che avevo in serbo da tempo, ma che nella ricetta originale prevede farina bianca di grano. Ho sostituito parte della farina con questa di lino e il calore del forno misto al profumo che sprigionava, ha scatenato le endorfine, diventando così la mia #cheaphappiness del giorno. 


Cake al cedro e limoncello con farina di lino.


Ingredienti:

gr. 180 di farina di lino
gr. 60 di farina di farro integrale
3 uova
gr. 160 di zucchero di canna + due cucchiai
gr. 150 di burro di centrifuga
un pizzico di sale
mezza bacca di vaniglia
1 grosso cedro
1/2 bicchiere di limoncello
un bicchiere d'acqua
gr 12 di lievito per dolci

Montare le uova con lo zucchero. Aggiungere il burro ammorbidito e continuare a montare. Unire poi la vaniglia, il pizzico di sale, il succo del cedro e un poco di buccia grattugiata, il limoncello e amalgamare bene.
Setacciare insieme le due farine con il lievito e unirle all'impasto.
Imburrare uno stampo da plumcake e versare l'impasto. 
Cuocere a 170° in forno già caldo per 40 minuti. Sfornare e raffreddare capovolto sulla gratella.
Preparare uno sciroppo con un bel bicchiere di acqua e due cucchiai abbondanti di zucchero di canna. Tagliare un poco di buccia di cedro con il pelapatate e farla a listarelle. Buttarle nello sciroppo e cuocerle a fuoco lento per circa 20 minuti (devono diventare traslucide). Fare raffreddare.
Guarnire il cake con il cedro candito e lo sciroppo rimasto.
Sabrina



lunedì 11 febbraio 2013

Quaker oat fingers, un ricordo d'infanzia.

Quando ero piccola capitava che andassi a casa dei miei zii a giocare con le mie cugine e ricordo che la loro mamma, inglese, faceva dei dolcetti d'avena deliziosi, dei quali andavo matta.
Era già un po' di tempo che pensavo di chiamare mia cugina per chiederle se fosse possibile avere la ricetta e  dopo qualche giorno ho ricevuto questa mail.




Cara Sabrina,
Karen mi ha incaricata di spedirti una ricetta del infanzia!

100 gr fiocchi avena
50 gr burro
75 gr zucchero (o meno volendo)
1 cucchiaino di treacle...è una melassa chiara, delle volte si trova in erboristeria o in supermercato tipo Superal (che non si chiama più così credo) la melassa è troppo forte di sapore, ma credo che si potrebbe sostituire con miele.
Sciogliere il burro e treacle in un tegame, aggiungere lo zucchero e l'avena e rimescolare qualche minuto sulla fiamma bassa. Mettere tutto in una teglia unta e cuocere dai 15 ai 20 minuti in forno circa 170°C, finchè diventa dorata. Lasciare nella teglia a raffreddare, poi tagliare a striscie o come vuoi.
 
Un affettuoso abbraccio.
Alexis

mercoledì 23 gennaio 2013

Vegan, detox, energy, light, superbuono: Cake datteri e noci.

Una nuova puntata della "retrospettiva" Digestive & co.
Il dattero è un alimento molto indicato nei casi in cui vi è una necessità di energia immediata, come quando si fa sport o agli studenti nel periodo di intenso sforzo mentale, e ancora alle donne in dolce attesa.
Sono però assolutamente proibiti a chi soffre di iperglicemia: 100 gr. di datteri ci regalano ben 260 calorie e il 70% di zuccheri, ma sono ricchissimi di potassio, calcio, fosforo, magnesio, vitamina A e B.
Oltre ad essere energetici, rimineralizzanti e lassativi, combattono anche la decalcificazione ossea e le infiammazioni a carico dell'apparato respiratorio.
Preferiamo sempre i datteri freschi a quelli secchi, per il maggior contenuto di vitamine ma anche per l'assenza della glassa di glucosio che serve per la conservazione.
Il dattero contrasta anche i radicali liberi e l'invecchiamento naturale delle cellule e viene consigliato per la prevenzione dei tumori.
Lo sciroppo si ottiene bollendo i frutti in acqua e è un buon rimedio per tosse e raffreddore.

In cucina.
Qualcosa di sublime nell'uso salato?
Datteri freschi avvolti nel bacon e saltati in padella. Non fatene tanti però, perché uno tira l'altro, ma come appetizer sono fantastici.

Qualcosa di dolce?
Questo cake ricco di fibre preziose, di vitamina B e privo di grassi, dove i datteri hanno la funzione di burro. Una versione simile è anche uno dei dolci preferiti da Alla Bay.

Cake datteri e noci


Ingredienti:

gr. 175 di datteri freschi
gr. 250 di succo di mele senza zucchero
gr. 60 di malto di orzo (io gr. 30 di miele)
gr. 175 di farina di farro integrale
1 cucchiaino di lievito per dolci
gr. 75 di noci spezzettate
1 cucchiaino di vaniglia in polvere ( io mezzo baccello)

Mettere i datteri in una pentola con il succo di mela e cuocere adagio per 10 minuti. I datteri devono risultare un purè. Togliere dalla fiamma, lasciare raffreddare e aggiungere il malto. 
nota: avevo finito il malto e ho usato il miele dimezzandone la dose e aggiungendo un altro poco di succo di mele per riequilibrare i liquidi. La prossima volta utilizzerò solo il succo di mele, perché lo preferisco meno dolce.
In una terrina mescolare la farina, il lievito, le noci e la vaniglia, unire il composto di datteri e amalgamare bene.
Versare in una teglia da plumcake  di cm 27x12, oliata e infarinata e cuocere in forno circa 45 minuti a 180°.
Lasciare raffreddare prima di togliere il dolce dalla teglia.

Ottimo per la colazione.
Buon detox time.
Sabrina

sabato 12 gennaio 2013

Retrospettiva: Digestive & co.


Questa parola mi piace da impazzire, retrospettiva: 
dal latino retrospectus, participio passato di retrospicere, composto di retro (dietro) e spicere (guardare). Che riguarda indietro, che descrive avvenimenti passati.
Questa è l'etimologia del termine che con i biscotti digestive & co molto probabilmente con ha nulla a che vedere. 
Ma cercando sfumature diverse dello stesso (dio quanto mi piace farlo!), si può intendere anche come: rassegna, mostra che illustra l'evoluzione di un artista, di un movimento artistico, culturale ecc. 

Ora, cosa mi vieta di associarla ai biscotti? Non sono anche loro un'opera d'arte? Non hanno pure loro una storia, un'origine? La loro divulgazione non ha fatto si che la ricetta fosse sottoposta a differenti interpretazioni?
Bene, sempre per restare in tema di detox, mi sono appassionata a questo biscotto e ho cercato un po' in giro, sia nei miei libri di cucina che nel web, trovando tante versioni sia del famigerato digestive che biscotti preparati con i cereali. Ho pensato quindi di provare tutte le ricette che mi hanno colpita maggiormente e di pubblicarle un poco la volta (con la mia ben nota incostanza, non finirò mai :D).

I Digestive sono forse i biscotti made in England più conosciuti. 
Furono inventati dal panettiere di Edimburgo, in Scozia,  Robert McVitie nel 1830 circa. Il figlio che lavorava nel suo panificio, sviluppò ulteriomente la ricetta e cominciò a produrre questi biscotti su larga scala.
Li chiamò Digestive perché contengono bicarbonato di sodio, noto per essere un antiacido che aiuta la digestione. In realtà il biscotto confezionato contiene circa 70 calorie a pezzo e una serie di ingredienti quali lo zucchero, le farine, olio idrogenato e lievito che non lo rendono proprio un prodotto light.
Ma questo è anche tipico dei biscotti confezionati.

Preparandoli in casa, oltre alla soddisfazione di mangiare un prodotto genuino, non dico che le calorie diminuiscano, ma la qualità delle materie prime ci farà comunque ottenere un biscotto migliore e assolutamente più gustoso. Poi contengono avena, che amo molto, perché è un toccasana per la salute essendo ricca di proteine e fibre, con un basso indice glicemico.

Comincio con una ricetta che mi sono trovata nel mio quaderno, ma di cui non ricordo dove l'ho pescata non avendolo scritto da nessuna parte.
Li chiamerò:

Biscotti di aveva e farina di mais bianco.
  


Ingredienti:

100g di fiocchi di avena
50g di farina di mais biancoperla
50g di farina integrale 
35g di zucchero di canna Muscovado
35g di zucchero di canna 
90g di burro di capra
2 1/2 cucchiai di latte
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di fleur de sel 

Nel mixer frullate i fiocchi d'avena per pochi secondi fino a tritarli ma non finemente.  Aggiungere il resto degli ingredienti secchi e mescolare. A questo punto aggiungere il burro freddo di frigo e il latte (magari 1/2 cucchiaio tenetelo da parte e metterlo solo se l'impasto lo richiede). Impastare molto velocemente, come per fare una frolla, per far si che il burro non si scaldi tanto. Coprire con la pellicola e mettere in frigo a riposare per una mezzora.
Stendere poi l'impasto con spessore di 3 o 4 mm tra due fogli di carta forno infarinando un po' il panetto prima di cominciare. Tagliare i biscotti con la forma che preferite e appoggiarli su una teglia coperta di carta forno. Mettete la teglia in frigo per una 20ina di minuti: questo aiuterà a far si che i biscotti mantengano di più la forma. Infornare in forno preriscaldato a 170° per circa 12/15 minuti. 
Sfornare e far raffreddare su una gratella.
Alla prossima e buon fine settimana.
Sabrina

martedì 8 gennaio 2013

Torta di fiocchi d'avena. (no burro, no uova)

Ieri mattina dal macellaio:
- Buongiorno Signora, cosa le servo oggi? Ho un bellissimo taglio di arista, ma ho anche appena preparato degli arrosti di vitello speziati e teneri come il burro, oppure delle polpettine miste golosissime! 
- Buongiorno Mario oggi un petto di pollo grazie.
E lui, rivolgendosi alla moglie:
- Eccone un'altra! Stamattina ho venduto più petto di pollo che in un mese intero! i è tot a dieta!

Ahimè...questa è la triste realtà...in questi giorni non si sente parlare d'altro. Dopo le feste, la rémise en forme è d'obbligo! 
Sempre ieri leggevo l'articolo di Lorenza Fumelli su  Dissapore, Dimagrire come i famosi: 8 diete da (non) seguire dopo le feste. Esilarante oltre che verissimo. Il fai da te non è mai la cosa migliore. 
Lo sappiamo tutti cosa bisogna fare per dimagrire, intendo dimagrire di qualche chilo non 20 (in questo caso è d'obbligo il dietologo), mangiare poco  senza eccedere con i dolci, pane e pasta, e muoversi di più, camminare, nuotare, fare le scale 10 volte. Ma aggiungo anche prendere la vita con un poco più di leggerezza, ridere anche quando non c'è nulla da ridere, ascoltare musica e cantare a scquarciagola. Ecco forse così ce la si può fare.

Devo dire in tutta sincerità che non ho poi così ecceduto, durante il Natale, ma ho voglia di detox, di depurarmi internamente, disintossicarmi dallo stress accumulato nel periodo prenatalizio più che dal cibo stesso. Ho voglia di ingredienti leggeri, che mi facciano sentire più energica, poi se perdo anche qualche chilo, beh, tanto meglio.

Questo dolce è ispirato da una ricetta di quel libro meraviglioso che è Le ricette dei magnifici 20 di Marco Bianchi. Ho sostituito solo qualche ingrediente perchè non avevo quelli da lui indicati nella ricetta e ne è uscito un dolce buonissimo, perfettamente indicato per cominciare la giornata in modo energico e leggero, ma sempre con quel pizzico di gratificante dolcezza che non guasta mai.
Provare per credere.

Torta di fiocchi d'avena. (no burro, no uova)


Ingredienti (tra parentesi le mie sostituzioni):

200 gr di farina 0 (semola)
100 gr di fiocchi d'avena biologici
150 gr di zucchero di canna biologico
200 ml di latte di soia (yogurt magro)
150 gr di ribes rossi, 50 gr di lamponi (gr. 150 do cramberries disidratati)
60 ml di olio extravergine di oliva (taggiasche di Dolce Acqua)
1 pizzico di cannella in polvere
1 pizzico di sale alla vaniglia
1/2 bustina di lievito

Preriscaldare il forno a 180°C.
Versare la farina una terrina e unire lo zucchero. aggiungere poco alla volta, mescolando, il latte di soia o lo yogurt e l'olio; poi aggiungere i fiocchi d'avena, i frutti, la cannella e il sale. Amalgamare delicatamente ed aggiungere il lievito setacciato.
Versare in uno stampo unto con un filo d'olio e svolverizzato con poco zuccheo di canna e cuocere per circa 40 minuti.

Buon detox time. 
Sabrina