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mercoledì 18 giugno 2014

Fagottini di Salmone affumicato con fagiolini e erbe aromatiche

Rita è una persona molto carina, ospitale di mente e di fatto, con la quale, la sera che l'ho conosciuta al compleanno di una amica comune, è stato feeling immediato.
Rita è anche un'ottima cuoca. Condividiamo la passione per le materie prime e per i prodotti genuini delle nostre terre.
Non ho potuto fare a meno di invitarla a partecipare al contest e lei ha accettato con l'entusiasmo che la contraddistingue.

Ha raccolto le verdure e le erbe nell'orto del suo babbo che coltiva amorevolmente nonostatante l'età e ha preparato questo piatto profumato e molto estivo. La presentazione sulle foglie di granoturco dimostra la sua indiscutibile creatività e la passione per le cose semplici. 
Il risultato è un piatto molto elegante di sicuro effetto.
Grazie cara Rita e in bocca al lupo.


Fagottini di Salmone affumicato con fagiolini  e erbe aromatiche



Estate è colore, colore è creatività, creatività è cucina, cucina è una esplosione di profumi e aromi. 
Mi piace inventare, amalgamare, sperimentare e lasciare libera la fantasia, antichi profumi d’infanzia che osano miscelarsi con profumi nuovi, diversi, e mi perdo in questo mondo affascinante , ed è attraverso la cucina che nasce aggregazione, amicizia, relazione, intimità, complicità erotismo allegria. Un buon piatto in tavola rimane sempre il modo più straordinario per incontrarsi. 
Ecco la mia ricetta e ringrazio Sabrina che con il suo invito e la sua solarità mi ha stimolato a
partecipare.



Ingredienti per due persone:

150 gr salmone affumicato
fagiolini lessati (circa 6/7 fagiolini per ogni fettina di salmone)

per la salsa:
1 pompelmo
1 limone
prezzemolo
menta piperita
basilico
6 noci
sale
pepe
olio Evo

per abbellire: 
foglie di granoturco
lavanda fresca

In un piatto preparate il succo del pompelmo del limone un pizzico di sale olio evo e mettete a marinare
le fettine di salmone in frigo per un paio d’ore. 
Tritare il basilico la menta il prezzemolo le noci e amalgamare il tutto con un po’ di olio evo, sale e pepe q.b.

Pulire i fagiolini lessarli in acqua salata, tenerli leggermente al dente, e condirli con una parte della salsa.

Preparate dei fagottini ripieni di fagiolini e legateli con un rametto lavanda (oppure di erba cipollina o uno stecchino a piacere).

Lavare le foglie di granoturco, una volta asciugate adagiate i fagottini e condite con la rimanete salsa.

Un ciuffetto di menta per finire la decorazione e volendo qualche goccia di aceto balsamico accompagnate con pane fresco appena sfornato. 


Con questa ricetta Rita Brunelli partecipa al contest 

giovedì 31 gennaio 2013

Polpette di alici con sugo di cotenne di cinta senese.


Di lui ho già parlato un paio di volte, è Salvatore Ferdico, lo chef del ristorante Le Mura di Bologna. 
Da qualche mese ha arricchito il menù con alcune ricette di pesce e carne insieme. 
Ad esempio una particolare tartare di girello che finisce con uno scampo crudo e le sue polpette di alici che accompagna con un sugo di cotenna di cinta senese.
Quest'ultima è la ricetta che ha deciso di fare partecipare al nostro contest.  
Non aggiungo altro per par condicio, ma non nego che questo mi ha fatto tanto piacere.


Polpette di alici con sugo di cotenne di cinta senese.



Ingredienti:

Polpette:
gr. 500 di alici deliscate
gr. 20 di mandorle
gr. 20 di uvetta di zibibbo
gr. 50 di pangrattato
1/2 spicchio d'aglio
1 ciuffo di mentuccia
1 uovo
olio evo

Purea di patate:
1 litro d'acqua
gr. 500 di patate
1 piccolo finocchio
1 cucchiaio di fiori di camomilla
sale

Sugo di cotenne
gr. 200 di cotenna di cinta senese
gr. 500 di passata di pomodoro
1 piccola cipolla gialla
2 patate
vino bianco 

Preparare le polpette:
Tritare le alici, le mandorle, l'uvetta, l'aglio e la metuccia. Unire il pangrattato,  l'uovo e un pizzico di sale. Lavorare l'impasto e fare delle piccole polpette. Friggerle in olio d'oliva extravergine bollente.
Tenere al caldo.

Preparare la purea:
preparare una camomilla intensa con un litro di acqua bollente e un cucchiaio colmo di fiori di camomilla. Lavare e tagliare le patate, cuocerle nella camomilla con il finocchio.Una volta cotte, montarle a purea con il frullatore ad immersione, con qualche cucchiaio di olio evo e un poco di sale.

Preparare il sugo: 
Rosolare la cipolla tritata con la cotica di cinta senese a pezzetti.
Sfumare con il vino bianco e aggiungere le patate a cubetti. Unire la passata, aggiustare di sale e cuocere a fuoco lento per circa un'ora. la cotenna si deve completamente sciogliere e il sugo si deve rapprendere.

Impiattare: Mettere sul fondo del piatto qualche cucchiaio di sugo con sopra un cucchiaio di purea di patate. Aggiungere le polpette di alici.

Questa ricetta partecipa al contest Quinto Quarto (R)evolution.




mercoledì 21 marzo 2012

Le crèpes, una salata: Gorgonzola e spinacino e una dolce: Cheese Lemon Curd.

Qualche post fa, ho parlato del mio momento francese che sto vivendo ( mi sa proprio in occasione dell'MTC di febbraio!) e di alcuni blogs di cui mi sono completamente innamorata.
Bene, uno di questi è il blog di Giuseppina di The adventures of a very personal chef. 
Il mio contest era cominciato da pochi giorni, quando ricevo una mail dove mi si chiede se accetto anche ricette da blog in inglese. Incuriosita vado a vedere di cosa si tratta e....coup de foudre...rimango incantata a vede tutte quelle immagini così suggestive che fanno volare la mia fantasia. Cerco l'autrice e scopro che si tratta di un'italiana trapiantata in Provenza..ommioddio..il mio sogno...non ho più speranze, sono una donna finita, completamente rapita...:))
E' chiaro che quando leggo che è prorio lei che ha vinto MTC ne sono felicissima e quando poi ci presenta il tema del mese, tombola!,  un pieno di felicità...le crèpes, le adoro.

crepes-collage

Le crèpes sono un piatto che fa parte della mia cucina da tanti anni, mio figlio le ama e pure io, perchè è uno di quei piatti dove ci si può sbizzarrire con la farcitura e la loro versatilità  le può trasformare in un primo sfizioso ma anche in un dolce goloso.
Utilizzo da anni una ricetta per l'impasto che mi passò un caro amico chef e con la quale mi sono sempre trovata molto bene, perchè fa risultare le crèpes molto leggere. Per l'occasione ho voluto provare la ricetta di Giuseppina e devo riconoscere che è molto buona anche questa, si sente meno il sapore dell'uovo, ma risulta molto leggera e compatta. La differenza sta nelle dosi e nell'utilizzo dell'acqua. il punto in comune è il burro chiarificato utilizzato per la cottura. Ho utilizzato la farina di farro. Le scrivo entrambe, per chi ha voglia di provarle.
Ho preparato sia la versione salata che quella dolce.
Bon appetit.



Ricetta base per l'impasto delle crèpes.

Sabrina ( per 8/9 crèpes):

gr. 75 di farina di bianca di farro
3 uova piccole
1 bicchiere di latte parzialmente scremato (circa cl. 350)
sale
burro chiarificato per la cottura

Giuseppina (per 10/12 crèpes):

150 gr di farina O
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale
30 gr di burro chiarificato per cuocere

crepes-cottura

Il procedimento è il medesimo:

Tra gli ingredienti trovate il burro chiarificato per cuocerle : la sua particolarità é di avere un punto di fumo simile all'olio extravergine di oliva quindi non brucia e dona un sapore delizioso alla crèpe.
Rompete le uova in una terrina, sbattetele un po' con la frusta, cominciate ad aggiungere alternando la farina setacciata e il latte/acqua, mischiate bene fino ad avere una pastella piuttosto liquida e liscia. Aggiungete il sale, mischiate e lasciate riposare almeno un'ora .
Fate sciogliere 30 gr di burro chiarificato in un pentolino, scaldate bene la padella per le crépes, ungetela con il burro usando un pennello (possibilmente in silicone) versate la quantità di pastella necessaria per una crépe. Come misurino per fare una crèpe in una padella di cm. 22 utilizzo mezzo mestolo da brodo di impasto.
A questo punto fate " ruotare" la padella per spargere uniformente la pasta, fate cuocere fino a che sarà ben dorata , quindi giratela e finite la cottura dall'altra parte. E importante cuocerle a puntino perché é questo che dona loro il sapore .



Crèpes gorgonzola e spinacino saltato.


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Ingredienti per 4 persone:

4 crèpes
gr. 200 di gorgonzola dolce
gr. 300 di spinacino fresco
1 spicchio d'aglio
parmigiano reggiano
burro
sale pepe

Preparare le crèpes.
Lavare e asciugare lo spinacino. Sciogliere  in una padella una noce di burro con l'aglio schiacciato che andrà tolto a fine cottura.Versare lo spinacino, salare, pepare e saltare e saltare a fuco vivo per qualche minuto.
Farcire le crèpes con un pezzetti di gorgonzola dolce e lo spinacino.
Adagiarle in una teglia imburrata, spolverarle di parmigiano e passarle al forno per dieci minuti.
Servire subito.


Crèpes Cheese Lemon Curd

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Ingredienti per 8 persone:

4 crèpes
3 cucchiai di Lemon curd
2 albumi
gr. 150 di ricotta di mucca
3 cucchiai di zucchero 
acqua d'arancia
zucchero a velo per spolverizzare

per il Lemon curd:

il succo e la scorza di 3 limoni non trattati
2 tuorli e 2 uova intere
gr. 200 di zucchero
1 cucchiaio di maizena 
1 cucchiaio di olio evo delicato

Preparare il Lemon curd qualche ora prima. Ho utilizzato la versione del Lemon curd senza burro di Menu Turistico.
A freddo in una casseruola dal fondo spesso, sbattere per poco, senza montarle, le uova con lo zucchero. Unire la maizena e il succo e la scorza dei limoni. Mettere sul fuoco a fiamma media e, mescolando con una frusta, portare ad ebollizione. Abbassare la fiamma e sobbollire continuando a mescolare per due minuti. Filtrare in un colino a maglie strette e aggiungere l'olio evo. Invasare. Con questa dose si ottengono circa gr. 350 di lemon curd che si mantiene in frigorifero per circa 20 gg.

Preparare le crèpes e lasciarle raffreddare.
Montare gli albumi rimasti dal lemon curd con un pizzico di sale. Montare la ricotta con lo zucchero e aggiungere, continuando a montare, il lemon curd e gli albumi.
Bagnare le crèpes con l'acqua di arancio e tagliarle in quattro quarti. Farcire ogni parte con la mousse di lemon curd e chiudere a cannolo.
Spolverizzare con lo zucchero a velo.
Sabrina


giovedì 17 febbraio 2011

Tartare di capasanta e avocado.

Per un pelo...per un pelo son arrivata tardi..:))
E quindi propongo la mia ricetta "fuori concorso"...
No, confesso la verità, non ho trovato il coppapasta a forma di cuore, l'ho perso nei meandri della mia cucina...sarà finito da qualche parte, prima o poi uscirà fuori, ma per partecipare al primo e romantico contest di Eli-Fla, sarà troppo tardi....Avrei potuto rimediare in altro modo, disegnando un cuore sulla tartare con i ribes ad esempio, cosa che ho fatto con risultato molto scadente, ma  volevo il mio coppacuore e senza di quello nulla...non si poteva.. 
Però Fla cara, dolce e vulcanica amica, ti dedico il cuore appeso all'uscio di casa mia e se ti va, malgrado il mio ritardo, provala questa tartare...è semplicemente deliziosa.
Ti mando un abbraccio forte forte e spero di rivederti presto nella nostra Bologna...

Cuore-di-benvenuto

Tartare di capasanta e avocado.

Ingredienti per 2 persone :

4 capesante
1/2 avocado
foglie di maggiorana
olio evo, fleur de sel, pepe bianco
una punta di cucchiaino di senape di Digione
un cucchiaino di succo di limone freschissimo o di aceto di mele
un rametto di ribes

Tartare di capasanta e avocado.

L'altra sera ho seguito su youtube, alcune lezioni tenute da Moreno Cedroni, un vero genio della cucina, che mi hanno ispirata nella preparazione di questa tartare.
Mettere a bollire un tegamino di acqua. Pulire perfettamente le capesante dalla sacchetta di sabbia, sciacquarle e, con l'aiuto di una schiumarola, passarle per una quindicina di secondi nell'acqua bollente per dare loro uno shock termico. Questo le farà avere un aspetto traslucido e le renderà più tenere. Scolarle perfettamente.
Tagliare a pezzetti piccoli un mezzo avocado e metterlo in una ciotola. Tagliare anche le capesante a tartare. 
Preparare il condimento : emulsionare tre cucchiai di olio evo delicato, un cucchiaino di succo di limone o di aceto di mele, macinare una buona presa di pepe bianco e di fleur de sel. Aggiungere la puntina di un cucchiaio di senape di Digione e le foglioline di maggiorana. Condire la tartare e porre in frigorifero coperta per circa un'ora.
Servirla con una manciata di chicchi di ribes.

Ho suggerito l'aceto di mele al posto del succo di limone, perchè personalmente non lo amo accostato al pesce. L'altra sera ero a cena in un ristorante a Cesenatico e sul menù c'era scritto: Noi ci impegnamo a preparare un fritto croccante, vi preghiamo di non rovinarlo con il limone. Beh condivido totalmente, anche se non c'è fritto.

Bonne nuit....
Sabrina

venerdì 30 luglio 2010

Insalata di polipo in cocotte di melone.

insalata-di-polipo-nel-melone

Non è facile trovare in pescheria un polipo di mare così fresco che ancora muove i suoi tentacoli e non ho saputo resistere, anche se si trattava di una bestiolina di due chili! Il pescivendolo l'ha pulito e lavato per bene, in modo che io, una volta pronta per lessarlo,  non dovessi neppure toccarlo ma solo lasciarlo scivolare in una pentola e coprirlo di acqua fredda.
Non sono una di quelle persone che di impressiona a cuocere un polipo che muove ancora i tentacoli o un astice vivo (è una bugia che piange...non ho mai sentito nessun genere di verso..), anzi penso che sia un onore per quel pesce essere cotto nel migliore dei modi!
Così è come preparo l'insalata di polipo, ma questa volta ho voluto utilizzare un contenitore diverso dal solito, il melone il cui profumo da all'insalata un tocco esotico molto piacevole e fresco, adatto alle calde serate estive.

polipo-nel-melone


Ingredienti per 4 persone:

1 polipo pulito di circa Kg. 1,5
2 carote
3 gambi di sedano
1 piccola cipolla Tropea
2 cucchiai di capperi
2 cucchiai di olive
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
timo e maggiorana a piacere
2 piccoli meloni
olio evo e sale

Mettere il polipo in una pentola e coprirlo con acqua fredda fino a qualche centimetro sopra. Quando l'acqua bolle, salare e pepare e cuocere per circa un'ora coperto con coperchio.
Spegnere il fornello e lasciar raffreddare il polipo nella sua acqua di cottura.
Preparare l'insalata in una ciotola capinte, tagliando le verdure a tocchetti, unire i capperi, le olive e le erbe e condire con un pizzico di sale e un poco di olio.
Tagliare il melone a metà, ma non dalla parte che solitamente si taglia per fare le fette, svuotarlo dai semi e scavare ancora un po' di polpa che taglieremo a pezzetti e aggiungeremo all'insalata. Coprire le cocotte con pellicola e mettere in frigorifero.
Tagliare il polipo a piccoli pezzetti, unirlo alle verdure, aggiustare di olio e sale, lasciar riposare un'ora al freddo.
Prendere poi le cocotte di melore, riempirle di insalata di polipo e servire.

Buon appetito. Sabrina

domenica 4 aprile 2010

Il Lunedì di Pasqua e i Gamberi club.

La Pasqua, negli anni in cui ho vissuto a Fontanelice, è stata caratterizzata dall'evento principale di questo paese, la Pasquetta e la Sagra della Piè fritta. La mattina del Lunedì di Pasqua scendevo in paese a prendere negli stand la piè fritta, preparata in maniera sublime dal comitato che segue questa sagra da ben 54 anni. Poi tornavo a casa e imbandivo in giardino una bellissima tavola primaverile, con salumi tipici di zona, squaqquerone e vino sangiovese e attendevo il pellegrinaggio degli amici che passavano da casa mia per gli auguri e per gustare la famosa piadina.
Non era necessario telefonare per gli inviti, era diventata una consuetudine...bei ricordi...

In Emilia Romagna è un cibo di tradizione, chiamato gnocco fritto, crescentina fritta o piè fritta, dipende dalla zona in cui viene preparata.

Quest'anno a Fontanelice si svolgerà 54esima edizione, con distribuzione fin dalle prime ore della mattina della gustosa Piè accompagnato dal buon vino locale (Sangiovese). Fin dal mattino per le vie del paese suoneranno gruppi folkloristici e saranno presenti oltre 60 bancarelle per il tradizionale mercato, presso l’asinodromo (campo sportivo) saranno ospitati i tradizionali somari.
Nel primo pomeriggio gli s’ciucarèn ( frustatori ) e la banda musicale, accompagneranno i somari lungo le vie del paese sostando nella piazza principale dove saranno presentati ai cittadini.
Infine si recheranno nell’asinodromo per la tradizionale corsa dei SOMARI tra gli 8 rioni del comune. E' in assoluto l'evento più divertente della manifestazione, la maggior parte delle volte i somari in gara non ne vogliono sapere di seguire gli ordini dei cavalieri, ed è così possibile assistere a siparietti veramente esilaranti, dove alla fine è il cavaliere che deve trascinare il somaro per raggiungere il traguardo.
La corsa terminerà alle 17/17,30. Per la parte artistica il Comune ha realizzato in collaborazione con la Cooperativa Ceramica di Imola e il pittore Nevio Galeotti il 4° piatto in ceramica della serie Fontanelice nel Passato. La festa terminerà alle ore 19 con il saluto finale da parte dell’Associazione.
Consiglio a chi si trova in zona di farci un passaggio..merita veramente.

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Ma a chi come me passerà la giornata in città, magari organizzando un picnic in qualche parco, al posto della piè fritta (che comunque preparerò a breve) i Gamberi club.



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Ingredienti per 4 persone :

8 fette di pan carré
1 mela verde
gr. 50 di rucola
1 cucchiaio di succo di limone
8 cucchiai di hummus
gr. 200 di gamberi
1 cucchiaio di salsa worcherster
sale e pepe
olio evo

Per l'hummus :
Frullare gr. 50 di ceci cotti con un pezzetto di aglio, un cucchiaio di olio, un cucchiaino di succo di limone, sale e un po' di liquido di cottura dei ceci, fino ad ottenere una crema densa.

Bollire i gamberi in poco brodo vegetale per qualche minuto. Sgusciarli, tagliarli in due per il lungo, peparli e condirli con il limone e la salsa worchester.
Sbucciare e grattugiare la mela e unirla all'hummus.
Eliminare la crosta del pane e passare le fette in padella da un solo lato e tagliarle a triangolo. Su ogni lato non spadellato, bagnare con qualche goccia di olio evo, stendere un cucchiaio di hummus, unire alcuni gamberi e un po' di rucola, coprire con un triangolo di pane. Steccarli e servire.

Buona Pasqua e Buona Pasquetta a tutti.

Sabrina



mercoledì 1 luglio 2009

Aspic di gamberi argentini e insalata di calamari.



L'aspic è un antipasto che mi piace tanto perché si può preparare con la carne, le verdure, il pesce, i salumi, la frutta e da la possibilità di sbizzarrire la fantasia. I cibi rimangono perfetti e non perdono il colore e tanto meno il sapore.
Il componente principale è la gelatina che, per quanto riguarda la preparazione salata, si prepara con il brodo e la colla di pesce. Io ho utilizzato un preparato già pronto che avevo in dispensa, molto più indicato in estate perché si evita così di preparare il brodo.
E' un piatto tipicamente estivo e accompagnato con un'insalatina di verdurine, può diventare un pasto gustoso e rinfrescante.




Ingredienti per due persone :

8 code di gamberi argentini
gr. 200 di calamari puliti
1 carotina
1 gambo di sedano bianco
1 cipollina
a cucchiaio di capperi
1 cucchiaio di olive
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di olio evo
1 dado di preparato per gelatina ( ne rimane un po)

Preparazione :


Cuocere i calamari in poco brodo vegetale e a tre minuti dalla fine cottura aggiungere i gamberi.
Nel frattempo tagliare le verdure a piccoli dadini e metterle in una ciotola con le olive, i capperi, il prezzemolo e un cucchiaio di olio evo.
Preparare la gelatina facendo bollire gr. 250 di acqua dove sciogliere il dado. Aggiungere altri gr. 250 di acqua e lasciare raffreddare.
Scolare il pesce dal brodo e una volta tiepido, tagliare i calamari a dadini o a listarelle se preferite e aggiungerli alle verdure.
Disporre i gamberi nel fondo di uno stampo a piacere e aggiungere gelatina fino a coprirli.
Porli in frigorifero per un quarto d'ora circa, il tempo che è necessario perché la gelatina si solidifichi. Aggiungere poi l'insalata di calamari e coprire con la restante gelatina.
Di nuovo in frigo per qualche ora.
Se si prepara la sera, il giorno dopo è ancora più buono.

Sabrina

martedì 9 giugno 2009

Gazpacho verde e gamberetti croccanti.

Oggi proprio non è giornata, l'umore è nero già da ieri.
La diplomazia non è una delle mie qualità, avrei voglia di urlare tutto quello che mi passa per la mente, ma ancora non posso...è troppo presto, devo prima metabolizzare e trovare qualcosa di piacevole che mi distragga.

Vediamo se vi piace questa ricettina..
E' tanto che volevo provarla, da quella sera che la mia cara amica Irene ce l'ha proposta come antipasto accompagnato a delle seppioline bollite. Domenica lo chef dell'Osteria Le Mura di Bologna, palermitano doc, mi ha regalato dei freschissimi gamberetti rosa appena arrivati dalla Sicilia (che lui cucina in maniera sublime come del resto tutto il pesce che propone nel suo menù) e quindi ho pensato di accompagnarne una parte al gazpacho.


gaspacho

Ingredienti per due persone :

per il gazpacho :
1 zucchina
1 pomodoro verde
basilico, origano, maggiorana, erba cipollina
1 cucchiaino di aceto
2 cucchiai di olio evo
sale e pepe

per gli spiedini:
4 gamberi
1 fetta di pancetta arrotolata (magretta)

Tritare finemente la zucchina e il pomodoro con i semi. Passare nel mixer aggiungendo le erbe aromatiche, condire con olio, aceto, sale e pepe. Dividerlo in due bicchieri o coppette.
Arrotolare un po di pancetta nei gamberi e cuocerli in griglia o anche in padella senza olio (il grasso della pancetta lo sostituisce) un paio di minuti da ogni parte in modo che la pancetta diventi croccante. Infilarne due in uno stecchino e guarnire i bicchierini.

E' un antipasto fresco, estivo e veloce da preparare, si mantiene bene ed è buono anche un giorno perché i tempi di riposo permettono alle verdure di assorbire completamente gli aromi delle erbe. Si può servire sia freddo che tiepido. Ci si può sbizzarrine nell'accostamento : Irene lo ha accompagnato a delle seppie lessate, tagliate a listarelle e condite, io agli spiedini di gamberi, ma ci vedo bene anche una caprese, dei fagioli cannellini al rosmarino, insomma via libera alla fantasia e buon appetito.

Sabrina
Con questo gaZpacho partecipo alla raccolta de Il Gatto Goloso Bicchierini golosi.

giovedì 30 aprile 2009

Un regalo di Luigi Pomata.



Ultimi giorni di ferie in quella isola meravigliosa che è la Sardegna, raggiungiamo amici che soggiornano a Carloforte per una sorta di cena d'arrivederci a Bologna. Prendiamo il traghetto a Sant'Antioco. Anche se sono solo le sei di pomeriggio e siamo al 20 di agosto, l'aria è fredda e pungente, colpa del maestrale che sferza imperterrito da giorni e ci costringe a fare il viaggio chiusi nella piccola saletta bar del traghetto. Peccato...adoro stare sul ponte, scrutare il mare in attesa di attraccare.
Per fortuna il viaggio è breve, solo una mezz'ora e arriviamo alla meta.
Il porticciolo è quello caratteristico dei borghi marinari, pieno di negozietti di prodotti tipici e ristorantini.
Il vento incalza e all'appuntamento con i nostri amici mancano ancora un paio d'ore, quindi cerchiamo di trovare un po' di riparo passeggiando tra le tante viuzze strette del paese a caccia di un posto carino dove prendere l'aperitivo. Nell'attesa ci chiediamo dove mai avranno prenotato, cosa ci piacerebbe mangiare e pensando alla cucina tipica carlofortina, abbiamo già l'acquolina in bocca all'idea di gustare il tonno e il loro famoso cous-cous.
Arrivano finalmente i nostri amici che ci comunicano che a causa di qualche disguido e misunderstanding tra moglie e marito, hanno trovato posto per cena solo in una pizzeria sul porto...ma quello che importa è la compagnia...!
Chiaramente all'aperto e non riparato, il nostro tavolo è quello più esposto all'esterno, chiediamo al cameriere se per cortesia possiamo cambiare, visto che il locale è mezzo vuoto, ma nulla, questo non cede ci lascia in mezzo alle intemperie... Leggiamo il menu....mah...nulla di accattivante, ripieghiamo per un branzino alla griglia, unica cosa che ci sembra accettabile.
La mia attenzione viene attirata dal locale a fianco, bell'arredo, dehor coperto da vetrata (grrrrrrr), commensali sereni e gioiosi e, ciliegina sulla torta, i piatti che venivano loro portati, una meraviglia della natura. La mia amica si accorge del mio interesse nei confronti del vicino e mi spiega che quel ristorante è "Da Nicolò" dello chef Luigi Pomata, "quello della Prova del Cuoco..." e che era la meta prevista, ma quando hanno telefonato per prenotare (3 ore prima e di sabato...) non c'era più posto... Sigh...pazienza, me ne farò una ragione.
Ma una volta tornata a casa, la mia curiosità è aumentata, ho trovato Pomata anche su Facebook, mi sono iscritta al suo gruppo e lui periodicamente manda ai suoi adepti una bella ricettina.
Beh comunque una consolazione...




Involtini di tonno con mousse di melanzane e ricotta.

Ingredienti:

Tonno affumicato 20 fette
Melanzane 3
ricotta 200 gr
Aglio 1 spicchio (io l'ho sostituito con l'erba cipollina)
Sale, pepe q.b.
Tabasco 5 gocce



Sistemare le melanzane in una teglia e mettere in forno a 190 °C per 40 minuti. A fine cottura, privarle della pelle e sistemarle in una teglia forata per eliminare l’ acqua di vegetazione.
Frullare le melanzane ed aggiungere il formaggio, il prezzemolo e l’ aglio tritato. Correggere di sale, pepe e tabasco e se l’impasto risulta troppo duro aggiungere dell’olio di oliva.
Stendere il composto a fiocchi sulle fette di tonno e chiuderle a involtino.




Sabrina