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martedì 24 giugno 2014

Officina del gusto: i girasoli per Volubilis


"Cucinare è come amare... o ci si abbandona completamente o si rinuncia." 

Harriet Van Horne

Come non condividere questa citazione, motto dell'Enoteca Officina del gusto di Castenaso, in provincia di Bologna.
Ho già parlato di loro nel post di presentazione del contest Volubilis e per ringraziarmi hanno inviato un primo piatto di ravioli pensati proprio per il contest e io ringrazio loro.

L'Enoteca Officina del gusto è un locale dove oltre che a degustare ottimi vini, si può anche cenare. 
Il menù a degustazione si basa su un appetizer, un tris di antipasti, un primo, un bis di secondi e il dolce, che cambiano costantemente per offrire pietanze sempre diverse agli ospiti che amano frequentare spesso l'Officina.

La cucina è ispirata dalla tradizione bolognese, ma rivisitata dal gusto raffinato del proprietario Dario Stagni.
Le materie prime sono reperite dalle produzioni di eccellenza del territorio.
Le portate sono calibrate per gustare una cena perfetta.
La carta dei vini, ricca e ricercata, permette al sommelier di consigliare il vino più giusto per accompagnare le pietanze del menù. 

I ravioli per il contest Volubilis sono stati pensati e creati da Dario, da La Sfoglina Cynthia Ravanelli e un amico gourmet.

I Girasoli Cynthia




Ingredienti per 2 persone: 

1 uovo 
100 gr farina 
100 gr ricotta di mucca 
3 foglie di menta piperita 
1/4 bacca di vaniglia 
1 noce di burro 
2-3 fette bresaola 
mezza melanzana viola 

Il ripieno:
Tagliare a dadini la melanzana e farli scottare con un filo d'olio e sale assieme a due foglie di menta piperita, togliere dal fuoco e aggiungere a crudo la restante menta.Lasciare raffreddare e unire alla ricotta .

Il girasole: 
Preparare la sfoglia impastando la farina con l'uovo e tirandola sottile. Con un coppapasta tagliare due dischi di pasta uguale. Mettere un poco di ripieno su di un disco e chiedere con l'altro sovrapponendoli. Rifinire con un coppa pasta smerlato.

Sciogliere il burro unendogli la polvere della bacca di vaniglia.
Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata e unirli al burro e alla vaniglia. A fine cottura aggiungere la bresaola precedentemente tagliata a striscioline.
Impiattare e decorare con una fogliolina di menta piperita.



Con questa ricetta Officina del gusto partecipa al contest 






martedì 25 febbraio 2014

Strucolo di ricotta e spinaci crudi, gratinato burro e salvia

Al volo, ma proprio al volo e anche in fretta e furia, arrivo con la ricetta per l'MTC n. 36 - LO STRUDEL
proposto da Mari la Lasagna pazza.
Inutile dire che è uno dei miei dolci preferiti, che faccio spessissimo e il mio è classico, tradizionale, con mele, uvette, pinoli e tanta tanta cannella.
Ma Mari ha proposto anche una versione salata e bollita, lo strucolo, con una pasta di sola acqua e farina, con un goccio di olio. 
Il mio è tradizionale, con un ripieno e un condimento che ricordano quello della mia pasta preferita, i tortelloni di ricotta.

Strucolo di ricotta e spinaci crudi, gratinato burro e salvia


 Ingredienti:

per la sfoglia
150 gr di farina 00
50 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 mezzo cucchiaino di sale all'ibiscus

per il ripieno
250 gr di ricotta di capra
250 gr di spinaci freschissimi
100 gr di parmigiano reggiano
noce moscata

per il condimento
foglie fresche di salvia
burro fuso 
parmigiano reggiano grattugiato a piacere

Preparate la sfoglia.
Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da una tazza.

Preparate il ripieno.
Mettete la ricotta in un recipiente, ammorbiditela con una forchetta, aggiungete la noce moscata.
Grattugiare il parmigiano reggiano.
Lavare e asciugare bene gli spinaci e tritateli grossolanamente con la cortella.

Stendete la sfoglia.
Prima di cominciare a stendere la sfoglia mettete a bollire sul fuoco una pentola abbastanza larga e che possa contenere comodamente lo strudel. Disponete su una spianatoia uno strofinaccio pulito di lino o di cotone bianco (possibilmente lavato con sapone neutro e ben sciacquato) e infarinatelo. Prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi tiratelo aiutandovi con un mattarello. Il risultato finale dovrebbe essere una sfoglia più o meno quadrata di 25 centimetri per lato.

Stendete la ricotta su tutta la superficie della sfoglia lasciando liberi circa due centimetri lungo il bordo. 
Spolverare con una buona manciata di parmigiano.
Coprire la ricotta con gli spinaci crudi e un'altra spolverata di parmigiano.
Cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno, se necessario aiutandovi con il tovagliolo, anche se in questo caso non dovrebbe essercene bisogno visto che l’impasto dovrebbe essere un po’ più spesso e consistente. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine. Avvolgete il rotolo così ottenuto nel tovagliolo senza lasciare vuoti e chiudete, con uno spago da cucina, i due lembi esterni.

Salate l’acqua bollente e adagiatevi delicatamente lo strudel avvolto nel tovagliolo facendo attenzione che non tocchi troppo il fondo della pentola. Fate cuocere sobbollendo per 30 minuti, quindi togliete lo strudel dall’acqua e togliete il tovagliolo.
Tagliate il rotolo a fette spesse circa uno o due centimetri e leggermente oblique, disponetele in pirofile monoporzione, irroratele con il burro fuso, il parmigiano grattugiato e la salvia tritata.

Gratinare in forno per 7/8 minuti e servire.


Chiedo scusa a Mari e alle ragazze dell'MTC per questo post così scarno e povero di dettagli, ma sono ancora nel marasma più completo, ma ancora per poco perchè, qui lo dico in anteprima, l'8 marzo inauguro il mio nuovo spazio fuocobio.
Questo è il motivo della mia latitanza. In preparazione c'è una nuova linea di camini, un nuovo sito e un lavoro rinnovato a trecentosessantagradi!
Però non volevo mancare, anche solo con questa semplice ricetta di tradizione.

Alla prossima! 
Sabrina.



venerdì 13 settembre 2013

La mousse settembrina.

Lei è Roberta Basilico, pasticcera con la predilezione per le torte, vegetariana quasi vegana, sosia incontrastata di Doris Day!
Quando ha saputo della mia partecipazione a Salutiamoci, subito si è offerta di inviarmi qualche ricetta.
Questa è la prima, una mousse fresca, preludio di fine estate, con tutto il sapore settembrino.
Un antipasto delizioso.
Grazie Robbie! Aspetto con ansia le prossime. 






Mousse settembrina




Ingredienti per 4 persone:

gr. 100 di ricotta di pecora
gr. 100 di caprino fresco
1 piccolo scalogno
qualche foglia di salvia e di basilico
un pugno di nocciole
4 fichi maturi
sale marino integrale e pepe


Tritare finemente le erbe con lo scalogno.
Lavorare insieme la ricotta e il caprino. Aggiungere le nocciole tritate, tenendone alcune per la guarnizione, e le erbe. Salare e pepare.
Tagliare i fichi in quattro parti e comporre il piatto.



               Questa ricetta è perfetta per Salutiamoci.



venerdì 26 luglio 2013

Sapori verdiani con lo chef Luca Ciaffarafà a Siena.

Si avvicina il 30 luglio, data da me molto attesa perché coincide con l'inizio delle mie tanto sospirate ferie che quest'anno cominciano in modo insolito e inaspettato, ma assolutamente gradito.

Il 30 luglio è la serata del concerto dell' IKO INTERNATIONAL ORCHESTRA che eseguirà Giuseppe Verdi 200° Celebrations - Arie e Duetti d'opera, nella suggestiva cornice di Piazza del Duomo di Siena, nell'ambito della manifestazione Siena and Stars.

Avrò l'onore di assistere a questo meraviglioso concerto, ma anche di presentare la cena a tema, con un menù di ispirazione verdiana,  proposto a prezzo speciale, che si terrà al Ristorante Saporidivino.  
Saporidivino è il ristorante, aperto al pubblico, del Grand Hotel Continental prestigioso cinque stelle lusso nel centro storico di Siena, la cui cucina è diretta con maestria dallo chef Luca Ciaffarafà.
L' "incontro" tra Verdi e lo chef si sposa perfettamente con la filosofia del Ristorante Saporidivino che punta si sulla valorizzazione dell’enogastronomia del territorio toscano ma anche sulla riscoperta della tradizione reinterpretata per i buongustai di oggi.

Lo chef Ciaffarafà  per il momento l'ho conosciuto solo al telefono e si è rivelato fin da subito un professionista molto attento e preparato, disponibile a condividere la sua esperienza.
Dalla nostra telefonata è nata questa piccola intervista.
Toscano purosangue, ha cominciato a respirare l'aria della cucina fin da bambino.

Come nasce la tua passione per la cucina?
Ce l'ho nel sangue, la mia famiglia aveva un a albergo ristorante.

Dove trovi l’ispirazione per creare un piatto?
Sono tanti gli spunti che mi portano a creare un piatto. Parto sempre dalle materie prime, fondamentali per la
riuscita di ogni piatto, che devono essere di assoluta eccellenza. Guardo con attenzione piatti e ingredienti di altre zone oltre che a quelli toscani che comunque prediligo. Posso venire attirato da un profumo particolare che poi cerco di riprodurre in un piatto. 

Quanto è importante la tradizione e quanto la sperimentazione?
La tradizione è quella che da le basi senza le quali non si potrebbe sperimentare. Quello che cerco di fare è proiettare la tradizione nel futuro. Ora c'è molta attenzione al cibo rispetto ad un tempo. Si predilige una cucina più leggera e più sana, con preparazioni che non appesantiscano il piatto. Questo va assolutamente tenuto in considerazione, quindi mi piace rivisitare la tradizione con innovazione e creatività.

Quanto è importante la territorialità nella tua cucina?
E' fondamentale, soprattutto per chi come me lavora con i turisti. Quello che desidero è fare conoscere i prodotti d'eccellenza della mia terra come la cinta senese, il chianti, i nostri salumi e formaggi, l'olio extravergine d'oliva.

Nel tuo menù c’è un piatto ispirato ai sapori dell’infanzia e ai ricordi delle tradizioni culinarie di famiglia?
Come ho già detto la famiglia, il territorio e le tradizioni per me sono molto importanti. Non c'è un piatto in particolare, ma tanti piatti e da  ognuno ho preso qualcosa.

Quali sono gli ingredienti indispensabili nella tua cucina?
L'olio extravergine d'oliva, la farina di farro e i prodotti di stagione. Anche le spezie non mancano mai.

C'è qualcosa che vorresti aggiungere?
Sono molto discreto, non amo tanto parlare di me. Mi piace incontrare le persone, sedermi ad un tavolo e chiaccherare piacevolmente davanti ad un buon bicchiere di vino.

Grazie Luca...allora ci vediamo il 30!

Il menù proposto dallo chef è stato pensato prendendo ispirazione da alcuni dei suoi piatti che sono poi stati rivisitati utilizzando ingredienti tipici della cucina parmense, terra di origine di Giuseppe Verdi.

Spuma di parmigiano con tartare di pere marinate nel lambrusco, erbette aromatiche e miele della spiaggia
Tonno di cinta senese con cipolle rosse di Certaldo caramellate e melagre del Chianti
Cremoso scomposto con schiuma di nocino e gelato di amaretti
€ 40 per persona, incluso un calice di lambrusco, acqua e caffè

Vi aspetto per gustare insieme questo menù così ricercato, carico di storia e di poesia.
Ristorante Saporidivino
Banchi di Sopra, 85 - Per prenotazioni: Tel. 0577 56 011


La mia ricetta di oggi è in onore sia dello chef Luca Ciaffarafà che di Giuseppe Verdi.
A Siena si chiamano gnudi. E' il ripieno dei tortelli di ricotta senza la pasta, quindi nudi.
A Parma si chiamano malfatti, sempre per lo stesso motivo, ed era uno dei piatti preferiti da Verdi. 

Malfatti con pomodoro fresco e basilico



Ingredienti per 4 persone:

gr. 300 di ricotta di mucca freschissima e di ottima qualità
gr. 500 di spinaci lessati, tritati e ben strizzati
2 uova
gr. 100 di parmigiano grattugiato
noce moscata

tre pomodori San Marzano
abbondante basilico fresco
erba cipollina
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva toscano

Mettere la ricotta e gli spinaci in una terrina, lavorarli bene. Aggiungere il parmigiano e le uova e una grattugiata abbondante di noce moscata. 
Formare con l'impasto ottenuto delle palline un po' schiacciate e passarle nella farina.
Mettere a bollire abbondante acqua salata. Nel frattempo preparare il condimento, facendo insaporire qualche cucchiaio di olio con lo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungere i pomodori tagliati a cubettini, l'erba cipollina e tre quarti del basilico. Cuocere per qualche minuto. 
Buttare i malfatti nell'acqua bollente e scolarli con la schiumarola appena vengono a galla.
Condirli con il pomodoro appena scottato e il basilico fresco.
A piacere finire con una bella grattugiata di parmigiano reggiano.


Buone vacanze!




martedì 16 luglio 2013

Crostata di pasta fillo, ricotta e frutti di bosco.

Andare ad un concerto è sempre un'esperienza unica, da vivere e godere pienamente ogni istante e che ti rimane per sempre. 
Li ricordo tutti i concerti della mia vita.
Per tutti uno, il primo, della serie, il primo amore non si scorda mai, all'antistadio di Bologna i mitici Dire Straits! Avevo 16 anni, avevo lottato con unghie e denti  per strappare ai miei genitori il permesso di andare e alla fine avevo vinto! Sono partita da Imola in treno con gli amici e il mio ragazzo, non che futuro marito ed ex marito, tronfia di libertà! E' stato un concerto meraviglioso ed indimenticabile,  sotto il palco, a ballare e cantare a squarciagola e a perdermi, come solo una sedicenne sa fare, negli occhi del bellissimo chitarrista biondo.

Quando mercoledì scorso è cominciata la manifestazione Siena and Stars, con il concerto di Marco Mengoni, la mia mente è subito andata a quel mio primo concerto e ho pensato a quante ragazzine, in quel preciso istante, stavano provando quello che avevo provato io quella sera. 

E' stato poi il turno di Giorgio Panariello che ha riempito Piazza del Duomo, facendo un bel tutto esaurito.
Ma anche Miguel Zotto ha creato momenti continui da pelle d'oca, con il suo sensualissimo tango.

Vi voglio stuzzicare con qualche foto, presa da Instagram all'hashtag  #sienaandstars, ricordandovi che:

  • il prossimo appuntamento è per venerdì 19 luglio con i Buena Vista Social Club ;
  • che avete ancora tempo fino a domani per partecipare al Contest dell'estate che vi permetterà di vincere un soggiorno a Siena per il concerto di Ludovico Einaudi;
  • potete prenotare alberghi e biglietti scaricando la app che trovate qui a fianco, in alto a destra;
  • potete prenotare la cena a tema con i menù stratosferici, presentati da:

Aurelia Bartoletti - Profumi in cucina
Lucia Arlandini - Ti cucino così
Marina della Pasqua - La Tarte Maison
Giulia Nekorkina - Rossa di Sera








Il dolce di oggi lo voglio dedicare a Patrizia, la Patty di Andante con gusto.
Lei, per noi fortunate blogger che partecipiamo a questa avventura, è la nostra anima, la nostra mentore.
Lei che ci ha scelte e volute, ci segue con attenzione, ci rassicura nei momenti di panico e ci riempie di suggerimenti fondamentali, senza mai perdere un colpo.
Questa bellissima donna, bella dentro e fuori, ha la musica nel sangue. Non per niente ogni post del suo blog comincia con il link di una canzone.
La ricetta del Dolce di ricotta è la sua, un dolce della sua famiglia, che ho amato non appena l'ho letto. 
L'ho voluto trasformare in "crostata", utilizzando la pasta fillo, per matenere la leggerezza del piatto e decorandola con un tripudio di frutti di bosco.
Grazie cara Patty, per tutto.

Crostata di pasta fillo, ricotta e frutti di bosco



Ingredienti:

6 fogli di pasta fillo
gr. 500 di ottima ricotta di mucca freschissima
5 uova 
200 gr di zucchero
5 uova
la scorza grattugiata di un limone
un cucchiaino di essenza naturale di vaniglia (io un mezzo baccello)
mirtilli, lamponi e more freschissime
un cucchiaio di miele d'acacia

Foderate uno stampo da plum cake di 24 cm con della carta da forno (fatela aderire bene al fondo ed ai lati imburrando la teglia in precedenza). Stendere i fogli di pasta fillo, uno sopra all'altro.
In una larga ciotola versate la ricotta setacciata e mescolatela con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. 
Aggiungete le uova, una alla volta, amalgamandole bene al composto e per ultimo gli aromi.
Versate il composto sulla pasta fillo e fate ruotare lo stampo per livellarlo.
Mettelo in forno preriscaldato a 180° e fate cuocere per 45 minuti o fino a quando la superficie non sarà gonfia e ben dorata. 
Fate raffreddare. 
Condite i frutti di bosco con il cucchiaio di miele e disponeteli sopra il dolce.
Lasciatelo in frigorifero fino al momento di servirlo.


Buon concerto a tutti.



martedì 2 aprile 2013

Quenelle di carciofi della mamma.



29 agosto io, 28 agosto lei 20 anni prima.
Due vergini d'agosto siamo la mia mamma ed io. Siamo sempre state come il cane il gatto. Quante litigate abbiamo fatto nel corso degli anni. Quanto l'ho fatta tribolare, figlia difficile che non sono stata altro! Se lei diceva bianco, io facevo nero, molte volte solo per non darle soddisfazione, pur sapendo perfettamente che non seguire i suoi consigli facevo più danno a me che a lei. Quanti sacrifici ha fatto per darmi quello che avevano le altre e io, ingrata, non ero mai contenta. Quante cose mi ha dato e io, stronza che non ero altro, non ho apprezzato e ho gettato al vento.
Fatto, fatto, dato, lo sto ripetendo tante volte ed è sempre riferito a lei. Non, non, non ed è sempre riferito a me.
Mi si diceva "siete come il cane e il gatto perché siete uguali". Ma la verità è che non siamo uguali, lei è sempre stata migliore di me.
La fortuna è che nell'invecchiare tutto diventa più chiaro. La fortuna è che lei è ancora giovane e io posso recuperare, perché una madre questa possibilità alla fine ad un figlio la da sempre. Questo non mi toglie il senso di colpa, ma poco alla volta, quando sono con lei mi sento più serena, meno inadeguata.
La fortuna è che lei è qui e posso dirle:
mamma perdonami, ti voglio bene.



Mamma è una gran cuoca, prepara tante cose buonissime, ma la sua specialità sono le verdure. Come le lavora lei, non sarò mai capace, anche se cerco di imitarla. In una cosa siamo uguali però, cuciniamo a sentimento, molte volte ad occhio, senza seguire una ricetta precisa.
L'altro giorno ad esempio, arrivo a casa dei miei all'ora di pranzo. Mamma mi guarda con quell'aria un po' colpevole, per non essersi "impegnata" a preparare qualcosa di particolare, ma, dice che era andata a casa di mia sorella e aveva fatto razzia di tutta la verdura che aveva per fare pulizia frigorifero. Così si era inventata al volo "due quenelle, due finocchi gratinati, due fusilli con i broccoli, due forchettate di insalata tagliata alla perfezione, un tortino di porri, due fette di torta di carota..........".

Le quenelle le ho adorate. Una sorta di gnudi ma di carote (quelle aveva), non di spinaci, non bolliti ma passati direttamente in padella, in un battuto di porri (altrimenti diventavano troppo vecchi, bisognava pur metterli da qualche parte!) che si sono sciolti formando una sorta di vellutata deliziosa. Ha messo poca farina, quindi si possono consumare sia come antipasto che come primo piatto.
Le ho rifatte sia con le carote per il brunch domenicale, che con i carciofi per la vigilia di Pasqua.



Quenelle di carciofi 



Ingredienti per 2 persone:

4 carciofini
1 etto di ricotta di mucca
due cucchiai di pangrattato
due cucchiai di parmigiano + 1
1 uovo
1 cucchiaio di farina di semola di grano duro
sale e noce moscata
limone
1 piccolo porro
olio evo e un cucchiaino di burro

In una ciotola mettere la ricotta, il pangrattato, i due cucchiai di parmigiano, la farina, una grattugiata abbondate di noce moscata, salare e amalgamare bene con l'uovo. Pulire i carciofi e strofinarli con il limone per far si che a contatto con l'aria non anneriscano. Tritarli finemente e aggiungerli a crudo al composto appena fatto. Coprirlo con la pellicola e farlo riposare in frigorifero per una mezzora.
Tagliare molto finemente il porro e farlo appassire con due cucchiai di olio e una presa di sale per circa cinque minuti.
Prendere dal frigorifero l'impasto e formare le quenelle. Aggiungerle al porro con il burro, coprire con il coperchio e fare cuocere per dieci minuti. Se occorre aggiungere un paio di cucchiai di acqua bollente. A metà cottura girarle e cospargerle di parmigiano.
Servire con il suo sughetto di porro e qualche fogliolina di salvia.

I carciofi si possono sostituire con altre verdure come asparagi, spinaci, carote, broccoli. Si aggiungono al composto sempre a crudo, senza cuocerle prima.
Sabrina





domenica 4 novembre 2012

Tortelloni di ricotta di capra, burro e salvia.

Li ho sempre chiamati tortelli, ma li chiamano anche ravioli o tortelloni e sono in assoluto la mia pasta preferita.
Li preferisco a forma di triangolo o rettangolo, perché amo sentire bene il gusto del ripieno, ma si trovano anche a forma di grande tortellino, formato che, a mio gusto personale, li appesantisce e ne esalta meno il sapore, ma ripeto, è solo il mio gusto.
Mi piacciono di sfoglia sottile, con un ripieno leggero di ricotta e prezzemolo e conditi semplicemente con burro, salvia e un poco di parmigiano. 
Nella mia terra d'origine, Imola e la Vallata del Santerno, sentiamo molto l'influenza della cucina toscana e questo ha fatto si che in tanti ristoranti si trovano i tortelli con il ripieno di patate, dove la morte loro è un ragù bianco di poca salsiccia e funghi porcini. Anche così li amo molto.
Quando posso, vado nel cuore della Romagna, dove sono piccoli e quadrati, con un ripieno di erbe di campo e raviggiolo, delicatissimi, si sciolgono in bocca.
Poi, l'estate scorsa, ne ho gustati dei favolosi in Liguria. Li fanno con una pasta senza uovo e un ripieno di formaggio leggero, tipo ricotta e borragine o con un ripieno di pesce, molto leggeri ma allo stesso tempo saporitissimi. 
A Ferrara li voglio solo di zucca, ma senza amaretto, conditi con burro salato e tanto pepe macinato al momento.
Nella mia famiglia è mio padre che li prepara, ancora oggi che ha 82 anni e per me sono i migliori al mondo, potrei mangiarne in continuazione, senza saziarmi mai. Se capito a casa mentre li sta facendo, chiude la porte della cucina e mi vieta di entrare, perché non so resistere, li mangio così, anche crudi. Da bambina mi obbligava a cantare per tutto il tempo: In realtà mi intimava a fischiare, ma non essendo capace, cantavo...sarà per questo che impazzisco per il karaoke...:D

Questi li ho preparati durante un deliziosissimo pomeriggio trascorso nella splendida cucina di Silvia, l'adorata mogliedaunavita, dove abbiamo improvvisato un piccolo corso di sfoglina, tra chiacchiere di cibo e cinema, pedalate e risate. 
Da romagnola verace li fa proprio come piacciono a me, uguali uguali a quelli di babbo e come lui, mi ha bacchettata ogni volta che mi vedeva inghiottirne uno.
Non potevano mancare tra le mie ricette.

questa foto l'ha scattata Silvia  e l'ha pubblicata così: 
il ballo.dell'orecchino...solo perché non si vede il culo
#scuola di mattarello


Tortelloni di ricotta di capra, burro e salvia.


Ingredienti per 4 persone:

Per la sfoglia:
5 uova di gallina
gr. 500 di farina 0

Per il ripieno:
gr. 300 di ricotta di capra
gr. 300 di parmigiano  reggiano
2 cucchiai di prezzemolo tritato
noce moscata

Per il condimento:
burro e un rametto di salvia

Preparare la sfoglia versando sul tagliere la farina a fontana, rompere al centro le uova e, con l'aiuto di una forchetta, cominciare ad amalgamare bene la farina alle uova. Impastare energicamente fino ad ottenere un panetto omogeneo e liscio. Consiglio di partire tenendo da parte un poco di farina e di aggiungerla man mano che si impasta, poiché la quantità dipende dal tipo di farina utilizzata e dal suo grado di assorbimento e anche dalla grandezza delle uova.
Una volta pronto l'impasto, formare una palla coprirla con una tazza di porcellana e lasciarla riposare per una mezz'ora.

Preparare il ripieno, grattugiando al momento il parmigiano e pestando con il coltello il prezzemolo. Unirli alla ricotta con una generosa grattugiata di noce moscata. Lavorare gli ingredienti con un cucchiaio di legno, formando un impasto omogeneo. Coprire e mettere in frigorifero.

Tirare una sfoglia molto sottile e tagliare dei quadrati con la sprunella.
A questo punto è arrivato il momento di mettere su uno dei nostri cd preferiti e cominciare a cantare!
Prendere il ripieno e metterne una piccola noce in ogni quadretto e chiudere immediatamente a triangolo.
Questa operazione deve avvenire nel più breve tempo possibile, onde evitare che la sfoglia si secchi.

In un largo tegame sciogliere un bel pezzetto di burro e insaporirlo con le foglie di un rametto di salvia.
Mettere a bollire abbondante acqua salata, buttare i tortelli e una volta che l'acqua ha ripreso il bollore, contare un minuto. Prelevare i tortelli con la ramina e unirli al burro sciolto. Farli saltare e servirli subito con parmigiano a parte, per chi lo desidera.

Alla prossima.
Sabrina


giovedì 30 aprile 2009

Un regalo di Luigi Pomata.



Ultimi giorni di ferie in quella isola meravigliosa che è la Sardegna, raggiungiamo amici che soggiornano a Carloforte per una sorta di cena d'arrivederci a Bologna. Prendiamo il traghetto a Sant'Antioco. Anche se sono solo le sei di pomeriggio e siamo al 20 di agosto, l'aria è fredda e pungente, colpa del maestrale che sferza imperterrito da giorni e ci costringe a fare il viaggio chiusi nella piccola saletta bar del traghetto. Peccato...adoro stare sul ponte, scrutare il mare in attesa di attraccare.
Per fortuna il viaggio è breve, solo una mezz'ora e arriviamo alla meta.
Il porticciolo è quello caratteristico dei borghi marinari, pieno di negozietti di prodotti tipici e ristorantini.
Il vento incalza e all'appuntamento con i nostri amici mancano ancora un paio d'ore, quindi cerchiamo di trovare un po' di riparo passeggiando tra le tante viuzze strette del paese a caccia di un posto carino dove prendere l'aperitivo. Nell'attesa ci chiediamo dove mai avranno prenotato, cosa ci piacerebbe mangiare e pensando alla cucina tipica carlofortina, abbiamo già l'acquolina in bocca all'idea di gustare il tonno e il loro famoso cous-cous.
Arrivano finalmente i nostri amici che ci comunicano che a causa di qualche disguido e misunderstanding tra moglie e marito, hanno trovato posto per cena solo in una pizzeria sul porto...ma quello che importa è la compagnia...!
Chiaramente all'aperto e non riparato, il nostro tavolo è quello più esposto all'esterno, chiediamo al cameriere se per cortesia possiamo cambiare, visto che il locale è mezzo vuoto, ma nulla, questo non cede ci lascia in mezzo alle intemperie... Leggiamo il menu....mah...nulla di accattivante, ripieghiamo per un branzino alla griglia, unica cosa che ci sembra accettabile.
La mia attenzione viene attirata dal locale a fianco, bell'arredo, dehor coperto da vetrata (grrrrrrr), commensali sereni e gioiosi e, ciliegina sulla torta, i piatti che venivano loro portati, una meraviglia della natura. La mia amica si accorge del mio interesse nei confronti del vicino e mi spiega che quel ristorante è "Da Nicolò" dello chef Luigi Pomata, "quello della Prova del Cuoco..." e che era la meta prevista, ma quando hanno telefonato per prenotare (3 ore prima e di sabato...) non c'era più posto... Sigh...pazienza, me ne farò una ragione.
Ma una volta tornata a casa, la mia curiosità è aumentata, ho trovato Pomata anche su Facebook, mi sono iscritta al suo gruppo e lui periodicamente manda ai suoi adepti una bella ricettina.
Beh comunque una consolazione...




Involtini di tonno con mousse di melanzane e ricotta.

Ingredienti:

Tonno affumicato 20 fette
Melanzane 3
ricotta 200 gr
Aglio 1 spicchio (io l'ho sostituito con l'erba cipollina)
Sale, pepe q.b.
Tabasco 5 gocce



Sistemare le melanzane in una teglia e mettere in forno a 190 °C per 40 minuti. A fine cottura, privarle della pelle e sistemarle in una teglia forata per eliminare l’ acqua di vegetazione.
Frullare le melanzane ed aggiungere il formaggio, il prezzemolo e l’ aglio tritato. Correggere di sale, pepe e tabasco e se l’impasto risulta troppo duro aggiungere dell’olio di oliva.
Stendere il composto a fiocchi sulle fette di tonno e chiuderle a involtino.




Sabrina

venerdì 20 marzo 2009

Mousse di ricotta e yogurt con fragole



Che illusione e che delusione! Le giornate calde e soleggiate dell'ultima settimana, hanno annunciato un preludio alla primavera...ma è stato solo un attimo, oggi di nuovo freddo e vento gelido... Ma non mi perdo d'animo e continuo ad invocare la bella stagione con questa mousse inventata al momento, con quello che ho nel frigorifero.

Mousse di ricotta e yogurt con fragole

Dosi per 2 persone:

1 albume
2 cucchiai colmi di zucchero
1 cucchiaio colmo di ricotta di mucca
4 cucchiai di yogurt bianco intero
gr. 200 di fragole

Lavare le fragole, tagliarle a pezzetti piccoli, aggiungere un cucchiaio di zucchero e porle in frigorifero. Montare l'albume a neve, aggiungere lo zucchero e la ricotta e continuare a montare con le fruste a bassa velocità fino ad ottenere una crema vellutata. Unire poi lo yogurt e amalgamare. Versare la mousse in due coppette e riporle in frigorifero.
Al momento di servirle, aggiungere le fragole.

A me è piaciuta molto, delicata e very light, oltre che veloce da preparare.