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venerdì 25 novembre 2016

Ho fatto il mascarpone!!!!!!!!



Ho scoperto che quasi tutto ciò che è stato scritto sull'amore è vero. Shakespeare ha detto: "Il viaggio termina quando gli innamorati si incontrano". 

L'amore non va in vacanza (Nancy Meyers, 2006)
Kate Winslet e Amanda, Cameron Diaz sono due giovani donne che vivono in due continenti diversi, conducono una vita diversa ma sentimentalmente si trovano allo stesso punto. Iris, dolce e sprovveduta giornalista letteraria inglese, è da sempre innamorata del capo, chiaramente non ricambiata, il quale si approfitta della situazione da benemerito bastardo qual è, servendosi di lei a suo piacimento mentre si fidanza con un'altra. Amanda, donna in carriera, apparentemente forte e cinica, si trova ad avere al suo fianco uomini che vivono del suo riflesso e che puntualmente la cornificano con la sciacquetta di turno. 
Stanche di trascinare situazioni sentimentali che non fanno altro che mortificarle, grazie ad un annuncio on line, decidono di scambiarsi casa per le festività natalizie. 
La decisione repentina, di allontanarsi per un po' dalla vita di tutti i giorni, pone le due ragazze nella condizione di mettersi in gioco, aprendosi e concedendosi a situazioni per loro inedite. Conoscere gente nuova, vivere in un posto nuovo le nutre di nuova linfa, facendo scatenare emozioni dimenticate.
Hanno anche la fortuna di incrociare sulla loro strada Jack Black e Jude Low, che si rivelano l'altra metà della mela.

Quello che amo di questo film, che ricorda le vecchie commedie anni 50, sono Iris e Amanda, due personaggi che rappresentano le donne con tutte le loro fragilità e la loro forza, che sono sognatrici e decise, buffe e ironiche, tenere e sensuali, passionali e ironiche, che soffrono delle loro imperfezioni ma che alla fine le superano e sono felici. Il contesto natalizio, la scelta dei luoghi, la bellissima casa di Iris, dio ucciderei per averla!, rende questo film indimenticabile. 

Ecco, per me non c'è nulla di più sensuale del momento in cui sboccia l'amore. Gli occhi si cercano in continuazione, le mani si intrecciano, il cuore batte più velocemente, la testa inizia a girare, il mondo attorno non esiste più e le labbra non si staccano perché la voglia è quella di sentirsi una cosa sola. Ci si nutre d'amore, la pelle è più bella, i problemi svaniscono e per un attimo ti senti al centro del mondo.


Dedico questo film a Susy May, che di sexy ha tutto! Il suo tiramisù la rappresenta perfettamente. La ringrazio per aver proposto questa sfida perché mi ha fatto scoprire una cosa che non avevo mai pensato di preparare, il mascarpone. Chiaramente è la sfida 61 dell'Mtchallenge! Spendo due parole per consigliarvi di leggere e salvare tutti i post del tema del mese sul sito dell'MTC, se come me amate i dolci al cucchiaio. Prima però fermatevi da me ancora un po', perché è vero che la pasticceria non è il mio forte, che non ho quella manualità che serve a farti guardare un dolce con gli occhi a cuoricino, ma vi garantisco che il mio tiramisù è venuto una delizia. Provare per credere.

Cosa mi ha divertito di più di questa sfida? 
Beh..in assoluto fare il mascarpone, divertimento e gioia infinita. Consiglio a tutti di provare. E' veloce e non comprerete mai più il mascarpone in vita vostra. Ho utilizzato la panna di Guglielmo, allevatore di Monzuno (BO), che produce latte e latticini come una volta. Ho utilizzato la ricetta della mia amata Cinzia - lei si che è una sexy da morire! quando l'ho conosciuta l'ho soprannominata Sex bomb! - del resto il suo blog è Cindystar.

Ingredienti per gr. 300 di mascarpone:
500 ml di panna fresca da montare
1 cucchiaio di succo di limone fresco

Procedimento:
Versare la panna in una ciotola di pyrex e metterla a bagnomaria. Mescolare spesso fino a raggiungere 85/90°. Se non avete un termometro, aspettare finché compaiono delle bolle in superficie. Ci vorranno circa 15 minuti a fuoco medio/basso. Aggiungere il succo di limone e continuare a riscaldare, mescolando delicatamente, fino a quando la crema coagula. Non aspettatevi però la stessa azione che si vede facendo la ricotta. La panna diventa solo più spessa, come un crema inglese. Velerà fittamente il cucchiaio. Rimuovere la ciotola dalla pentola e lasciare raffreddare per circa 20 minuti. 


Nel frattempo, preparare il setaccio con un canovaccio di tela e metterlo sopra una ciotola. Trasferire il composto nel setaccio. Non strizzare assolutamente il formaggio.
Una volta raffreddato completamente, raccogliete i quattro lembi del canovaccio e unirli con lo spago senza stringere troppo. Mettere a riposare in frigorifero.


Cinzia dice di lasciarlo 24 ore ma il mio mascarpone dopo sei ore era pronto ed era buonissimo.



Cosa mi ha divertito di meno in questa sfida?
I savoiardi. Mi è piaciuto molto prepararli, ma sapevo già che non avrei ottenuto un buon risultato perché il mio forno ahimè mi sta lasciando. Urge acquistarne uno nuovo e si accettano consigli. I miei savoiardi, dal sapore buonissimo, durante la cotture si sono trasformati in lingue di gatto morbidine. Però vi assicuro che la ricetta è perfetta. Ve lo dimostrano le amiche che hanno partecipato alla sfida facendo capolavori!



Vi riporto fedelmente la ricetta. Hai miei ho aggiunto alla fine 30 grammi di noci tritate e 30 grammi di cioccolato fondente.

Ingredienti (per circa 30 biscotti)
110 g farina 00
50 g fecola di patate
125 g zucchero
100 g albume d’uovo
80 g tuorlo d’uovo
25 g miele (di acacia o millefiori)
i semi di 1/2 bacca di vaniglia
zucchero a velo

Procedimento:
Separate gli albumi dai tuorli.
Montate gli albumi con le fruste elettriche; quando raddoppiano di volume aggiungete in due o tre volte lo zucchero, sempre montando ed aumentando la velocità. Dopo circa 10-12 minuti saranno montati a neve ferma.
Nel frattempo sbattete i tuorli con il miele, quindi unite questo composto alle chiare montate usando una spatola e con movimenti dal basso verso l’alto.
Unite quindi la farina e la fecola setacciate e i semi della bacca di vaniglia, sempre con lo stesso movimento. Fate pochi movimenti, rapidi ma delicati.
Pre-riscaldate il forno a 180°C.
Riempite una sac-à-poche con bocchetta liscia da 10-14 mm. Formate dei bastoncini lunghi circa 8 cm su una teglia coperta di carta forno e leggermente imburrata.
Spolverate con lo zucchero a velo, aspettate che sia assorbito e spolverate di nuovo (servirà a far venire la crosticina superficiale). Quando li infornate lo zucchero dovrà essere completamente assorbito.
Cuocete in forno già caldo (e possibilmente statico) per i primi 3 minuti con lo sportello chiuso e poi per altri 4-5 minuti con lo sportello leggermente aperto (basterà incastrare il manico di un cucchiaio di legno nella porta per mantenerla socchiusa).
Sfornate e fate raffreddare completamente prima di rimuoverli dalla teglia, poiché saranno molto morbidi.

Un romantico tiramisù


Ingredienti per 8 coppe:

per la crema di mascarpone:
gr. 300 di mascarpone 
3 uova
zucchero di canna pari peso dei tuorli e pari peso degli albumi

per la bagna:
24 cucchiai di nocino (la ricetta qui)
3 cucchiai di zucchero di canna
6 cucchiai di acqua

per il crumble:
16 savoiardi
1 cucchiaio di burro

per decorare:
8 gherigli di noci
gr. 100 di cioccolato cremino fondente


la crema di mascarpone:
Separate le uova, raccogliete i tuorli in un recipiente che possa reggere il calore. Pesate i tuorli e aggiungete lo stesso peso in zucchero, quindi ponete il recipiente sopra una pentola sul fuoco con due dita d'acqua.
Munitevi di termometro e portate le uova, sempre sbattendo, alla temperatura di 70°
Togliete la pâte à bombe dal calore e trasferitela in un bagno freddo, continuando a montare fino a completo raffreddamento.
Fate la stessa operazione con gli albumi, raccoglieteli in un contenitore che possa essere usato a caldo, pesateli e aggiungete lo stesso peso in zucchero, trasferiteli su una una pentola sul fuoco con due dita d'acqua.
Fateli schiumare sbattendoli leggermente, inserite il termometro e portateli a 70° sempre sbattendo leggermente.
Toglieteli dal fuoco e continuate a montare con le fruste elettriche finchè avrete una meringa densa e lucida, completamente fredda.
A questo punto, trasferite il mascarpone in una grossa ciotola, montatelo un attimo con le fruste elettriche per renderlo fluido e senza piccoli grumi, aggiungete prima la montata di uova e incorporatela mescolando con una spatola, e poi la meringa. Mescolate a lungo fino ad avere un composto perfettamente amalgamato e cremosissimo.

la bagna:
Mettere in un pentolino il nocino e bollire in modo da disperdere l'alcol e fargli perdere la nota amara.
Aggiungere lo zucchero e l'acqua. Portare a bollore, abbassare la fiamma e continuare la cottura fino a quando il liquido non si addensa. Se il nocino è già denso di suo, ci vorranno pochi minuti.



per il crumble:
Sbriciolare i savoiardi e metterli in padella con il burro, fino a quando le briciole non risultino croccanti, mescolando continuamente per non farle bruciare.



la composizione:
Mettere nel fondo del bicchiere due cucchiai di crumble e un gheriglio di noce al centro. Versare a filo due cucchiai di bagna. Aggiungere la crema di mascarpone e decorare con delle lamelle di cioccolato cremino fondente. 

domenica 1 settembre 2013

Nocciole e Noci: "Salutiamoci" Settembre

Les Madeleines di Proust riapre i battenti. 
Le vacanze sono finite e come ogni anno volano ma sono indispensabili per rigenerarmi e tornare piena di nuova linfa per affrontare al meglio nuovi progetti e continuare quelli che avevo lasciato in sospeso.
A proposito di nuovi progetti, le ragazze di Salutiamoci, mi hanno invitata ad ospitare la tappa di settembre della loro affascinante e salutare iniziativa, che coinvolge anche voi che mi leggete e ho accettato con grande entusiasmo.
Voglio precisare che non è un contest, non si vince nulla, non ci sono sponsor. 

E' qualcosa di meglio. 

E' un modo divertente e creativo per fare informazione su un argomento che deve stare a cuore a tutti: il rapporto imprescindibile che c'è tra il cibo e la salute: noi siamo quello che mangiamo e per stare bene dobbiamo mangiare bene.
Questo non significa nutrirsi presso un ristorante stellato, ma utilizzare ingredienti sani, di prima qualità, privilegiando i cibi privi di grassi saturi e di zuccheri raffinati, scegliendo la natura come fonte da cui attingere la materia prima. 

La sfida è di cucinare qualcosa di buono, bello e soprattutto sano, alla scoperta di nuovi ingredienti nel rispetto della loro stagionalità con un occhio attento al rapporto cibo-salute.
Potete cucinare qualsiasi pietanza: un antipasto, un primo, un secondo, un dolce piuttosto che una bevanda.
L'unico diktat è l'obbligo a seguire le indicazioni di questa tabella a tre colonne, rispettivamente con gli ingredienti non permessi, gli ingredienti permessi ma non consigliati, e gli ingredienti consigliati.
Date sfogo alla vostra fantasia. 
Se avete un blog non dovete fare altro che pubblicare un post con la ricetta e la foto della pietanza preparata, menzionando sia questo post che il blog Salutiamoci, inserendo il logo. Dovete dare comunicazione lasciando un commento con il link a questo post.
Se non avete un blog, non dovete fare altro che inviare ricetta e foto tramite mail al mio indirizzo di posta maddadiproust@gmail.com

Vi aspetto numerosi!!!!





Nel prezioso laboratorio della natura di settembre possiamo rifornirci di
noci e nocciole
e i loro derivati come pasta di nocciole, olio di noci o di nocciole, noci pecan, brasiliane.
Questi sono gli ingredienti che non devono mancare nelle ricette che mi invierete.


Noci e Nocciole fanno parte della cosiddetta frutta secca. In realtà sono frutti oleosi, molto utili per la nostra dieta quotidiana, in quanto hanno particolari proprietà che aiutano a nutrire e rinvigorire corpo e mente, proteggono il sistema cardiocircolatorio, il cervello, la pelle, i capelli e i muscoli.
I frutti oleosi apportano sostanze per lo più presenti nei prodotti di origine animale e necessarie all’organismo: dalle vitamine B alle proteine.
Vanno consumati con moderazione perché sono molto calorici, ma i grassi che contengono, a differenza dei prodotti animali, sono grassi insaturi e omega 3 che contribuiscono ad abbassare il livello di colesterolo e aiutano a prevenire le malattie cardiache.

Noci (anticolesterolo):
Contengono acido folico, vitamina E, acidi grassi essenziali, magnesio, fitoestrogeni e fitosteroli. Sono utili contro gli effetti di un pasto ricco di grassi, hanno proprietà anticolesterolo e proteggono cuore, arterie, cervello e sistema nervoso.
• Dose: 3 noci al giorno
Nocciole (proteggono il cuore)
Contenuti: sono la miglior fonte di vitamina E e sono ricche di fitosteroli che proteggono le arterie e il cuore.
• Perché fanno bene: mantengono giovane la pelle e la idratano, contrastano la formazione di rughe e del colesterolo cattivo.
• Dose: 5 nocciole al giorno


Il latte di nocciola e il suo cappuccino

La mia ricetta è molto semplice, ma estremamente utile e necessaria per chi ha voglia di prepararsi un cappuccino vegetale davvero buono e nutriente, una vera sferzata di energia per cominciare bene la giornata.
Ho preparato un cappuccino d'orzo con il latte di nocciola homemade.
Si tratta di un latte crudo quindi tutte le proprietà delle nocciole non vengono disperse.
Con questo latte di possono fare cioccolate in tazza, budini e creme squisite.
Per addolcirle no si deve fare altro che aggiungere dell'uva passa o dei datteri.
Vi spiego come.



Per un litro di latte:

lt.1,1 di acqua
gr 100 di nocciole 
due cucchiai di uva  passa (ometterli se non si vuole dolcificarlo)

Per il cappuccino:

1 tazza di caffè d'orzo



Mettere in ammollo le nocciole e l'uva nell'acqua a temperatura ambiente. Lasciare riposare per un paio d'ore.
Trascorso questo tempo, raccogliere la frutta in un tritatutto e cominciare a tritare aggiungendo l'acqua un poco alla volta, fino ad ottenere una crema vellutata. Aggiungere il resto dell'acqua e mescolare bene. Passare il composto attraverso un colino a maglia fitta. Imbottigliare e conservare in frigorifero.
Questo latte può tenere per tre o quattro giorni.

Prepariamo il cappuccino, frullando il caffè d'orzo freddo con l'ausilio del frullatore ad immersione, servendoci di un contenitore alto e stretto. In pochi secondi il caffè monterà a crema.
Scaldare il latte di nocciola (ma anche freddo in questi giorni è ancora buonissimo) e aggiungerlo al latte.

Buon Salutiamoci a tutti!




Ringrazio per l'ospitalità e la fiducia:

Brigida Clazzer Doss di BRIGGIS HOME
Lorenza Minonzio di GALLINE 2nd LIFE 
Roberta Cadorin Cobrizo di COBRIZO 
Barbara di RAVANELLO CURIOSO 

La pagina facebook di Salutiamoci è:


Il Menù di Noci e Nocciole

Antipasti

Broccolo e carota - Antipasto di ruote di cetriolo 
Ravanello curioso - Polpette crude di carote e nocciole
Roberta Basilico - Mousse settembrina
Parole vegetali - Pumpkin muffins
Ravanello curioso - Frittatina di ceci, portulaca e nocciole

Primi Piatti

In cucina con l'omeopata - Spaghetti integrali al pesto di noci, zucchine e basilico
Parole vegetali - Cereali alla rapa rossa
Galline2ndlife - Gnocchi di segale in salsa di noci  
Galline2ndlife - Farfalle al cavolfiore, al curry, con nori e noci
Galline2ndlife - Ravioli di tofu e spinaci
Cobrizo - Fregola
Cobrizo - Ravioli mimetici
Parole vegetali - Spaghetti di quinoa in crema di peperoni
Ricette al verde - Spaghetti integrali con pere e noci
Peanut in Cookingland - Risotto alla mela e porro mantecato alla nocciola
Cindystar - Cous cous festivo
Cindystar - Vucculotti sapa e noci
Le delizie di Feli - Riso nero con crema di porri e noci
La pichina in cucina - Insalata di Orzo Perlato con Zucchine, Piselli, Pomodori Secchi e Nocciole Tostate
Gocce d'aria - Risotto integrale con nocciole e pomodorini secchi
A pen in the kitchen - Pasta con ricotta e noci
Broccolo e carote - Polenta alle nocciole
La Melagranata - Crema di finocchio al curry con nocciole
La Melagranata - Tagliolini con pioppini, nocciole e sedano rapa croccante
La Melagranata - Scialatielli al limone, con pesce spada, nocciole, chips di patate viola e germogli di finocchio
La Melagranata - Pizzoccheri con zucca, trevigiano e noci brasiliane
La Melagranata - Tagliatelline allo zafferano, pollo, zenzero e noci di Macadamia

Secondi Piatti

Cincia nel bosco - Torta salata con bietoline, noci e uvetta
Galline2ndlife - Tofu saporito allo zenzero e noci
Cincia nel bosco - Filetti di nasello e pomodori gratinati alle noci
Arbanella di basilico - Rotolini di palamita alle zucchine con granella di nocciole 
Passato tra le mani - Sformatini con piantaggine e noci
Dolce senza zucchero - Torta salata bietole, quinoa e nocciole
Ricette al verde - Peperoni ripieni di funghi e noci
Parole vegetali - Quiche alla lattuga
Cincia del bosco - Tacchino arrotolato con nocciole e borragine
Les Madeleines di Proust - Vellutata di foglie di sedano rapa e stecco di sgombro croccante alle nocciole

Contorni

Roberta Basilico - Invidia con dolcezza
Ravanello curioso - Portulaca in insalata e nocciole
La tana del riccio - Insalata di carote, mele e noci
Parole vegetali - Carpaccio di pomodori con salsina piccante di cipollotti
Peanut in Cookingland - Waldorf salad
Insalata mista - Insalata di lenticchie e sedano rapa, con nocciole e menta
Una V nel piatto - Insalata di sedano, fichi neri, noci e....
Armonia Paleo - Crumble di cavolfiore con noci e nocciole
Acquaviva scorre - Coleslaw autunnale alle noci e fichi, con salsa di carote al melograno

Dolci e Biscotti

Briggishome - Crema di Noci, carrube, orzo e uvetta
Les Madeleines di Proust - Cake datteri e noci
Les Madeleines di Proust - Biscotti muesli, noci e cacao
Les Madeleines di Proust - Porridge con carote
Broccolo e carote - Kakaokara di nocciole ovvero tortini al cacao con okara di nocciole
Cuoca mattarella - Crostata integrale con nocciole, fichi e pasta soffice
Peanut in Cookingland - Gelato al bacio
Peanut in Cookingland - Bon bons di fichi e noci al cioccolato
La tana del riccio - Biscottini alla nocciola
La tana del riccio - Muffin di carote e nocciole
La tana del riccio - Torta di noci carote e datteri
Peanut in Cookingland - Mini cheese-cake crudiste all'avocado e cocco
Cuoca mattarella - Baci di dama ai lamponi
Le delizie di Feli - Morbidi dolcetti alle nocciole
La tana del riccio - Biscotti al muesli
Ravanello curioso - Frollotti di nocciole mirtilli e cioccolato
Gocce d'aria - Sbrisolona al miglio
Les Madeleines di Proust - Oats banana bread
Le delizie di Feli - Muffin alle noci e cioccolato
Armonia Paleo - Muffin speziati di zucca
Galline2ndlife - Ciambella di mele con latte di nocciola
Broccolo e carote - Dolce di amaranto e nocciole
Cindystar - Barrette energetiche
Gocce d'aria - Ciambella nocciole e prugne
Gocce d'aria - Torta ai sapori di montagna
Il mondo di Cì - Pancake nocciole e mele
Sogni golosi - Scones alle noci e mirtilli rossi
Il mondo di Cì - Baci di dama
Mogliedaunavita - Pesche composte in ricotta e nocciole sfrantecate

Bevande

Les Madeleines di Proust - Latte di nocciole
Gocce d'aria - Latte di miglio e nocciole
Gocce d'aria - Bevanda alle noci d'Amazzonia
Sogni golosi - Cappuccino di zucca e nocciole

Salse e dip

Galline 2ndlife - Salsa di noci
Cobrizo - Nutella o Nocella?
Galline 2ndlife - Pesto di carote e rosmarino alle noci
La tana del riccio - Il pesto trentino
Broccolo e carota - Crema spalmabile di cioccolato e nocciola
Il mondo di Ci -  Pesto di rucola
Gocce d'aria - Crema nera

mercoledì 8 maggio 2013

Confettura di fragole e pepe di Sichuan.



Maggio, tempo di fragole.
Causa attacco di cervicale senza precedenti che mi rende molto sofferente, posto al volo la confettura di fragole che nella mia dispensa non manca mai.
Il metodo oramai bello che collaudato è sempre quello di Christine Ferber. 

La variante è l'aggiunta del pepe di Sichuan, originario della Cina, che in realtà non è pepe ma viene così chiamato per la sua somiglianza con il pepe nero. 
Si tratta del frutto di una pianta perenne, Zanthoxylum alatum, utilizzata da millenni per la sua azione antipruriginosa e antidolorifica di problemi cutanei, ma anche  contro i dolori dentari tanto da venire definita “albero del mal di denti”. Nella cucina cinese e giapponese viene utilizzata per contrastare le propeirtà irritanti di alcuni alimenti.
A me piace il suo sapore particolare poco piccante e con un aroma spiccato di limone che si sposa bene con il pesce, con le carni bianche ma anche con i dolci e la frutta.




Confettura di fragole e pepe di Sichuan.


Ingredienti :
kg. 1 di fragole nette
gr. 800 di zucchero ( io ne ho utilizzato gr. 350 e di canna)
il succo di 1 piccolo limone
1 cucchiaino di pepe di Sichuan



Primo step: lavare le fragole e asciugarle bene dall'acqua. Tagliarle a metà e farle macerare con lo zucchero, il succo del limone e le bacche per una notte, in una terrina di vetro coperta con un foglio di pellicola. 

Secondo step: il giorno dopo con l'aiuto della schiumaiola, raccogliere le fragole e tenerle da parte. Recuperare il succo prodotto dai frutti e portarlo ad ebollizione in una pentola dal fondo spesso per 10 minuti. Versare lo sciroppo sulle fragole che avremo riposto nella ciotola di vetro, coprire con un foglio di pellicola e lasciare riposare in luogo fresco per 24 ore
. 
Terzo step: con l'aiuto della schiumaiola, raccogliere le fragole e metterle in una pentola dal fondo spesso, portare ad ebollizione e cuocere per 10 minuti. Mettere il succo in un'altra pentola dal fondo spesso portare ad ebollizione e cuocere per 10 minuti. Aggiungere le fragole al suo liquido, mescolare delicatamente, schiumare e proseguire la cottura per 30 minuti. 

A questo punto frullare bene con il minipimer per ridurre la confettura in crema.
Invasare immediatamente, chiudere e rigirare per creare il sottovuoto.

Sabrina


 Oggi è l'8 maggio, 
   
Tanti auguri Mamma!







venerdì 19 aprile 2013

Elisir di arance.



Confermo, sono un prodotto scadente, fatto in Corea del Nord. 
Mi sono scoperta un altro piccolo acciacco, sempre strano, nulla di serio, una di quelle robe che non danno fastidio ma che quando sai di avere improvvisamente le senti.
Così ora oltre ai chili della blogger che ha smesso di fumare (connubio devastante!) che non se ne vanno neppure se digiuno una settimana e ad una serie di altre cosine, mi ritrovo due ispessimenti, uno al muscolo retto dell'occhio destro che mi  fa sembrare ciloca stile Cesara Buonamici, l'altro alla parete addominale. 
Ma che minchia sono sti ispessimenti? E perché mai ne sono diventata una produttrice? 
Un'amica mi ha detto "sono i tessuti che invecchiano". Bell'amica! Medito di incantonarla da qualche parte e utilizzare il suo corpo per fare saponette, metodo Cianciulli!
E quei canotti sotto gli occhi stile Tony Capuozzo? Va bene che avrei voluto fare la giornalista, ma da buona romagnola rendo transitivi i verbi intransitivi e viceversa e ho abbandonato presto il progetto. 
Però questo non significa che devo emularli fisicamente! 
Se tutto ciò deve accedere per una pura questione anagrafica, almeno che accada un po' alla volta, con un lasso di tempo, tra una sfiga e l'altra, lungo abbastanza da potere metabolizzare senza tanti scompensi psicologici! Eh perdindirindina!

Naturalmente, dopo uno sfogo così delirante, l'unica cosa che posso mettere oggi nel blog è un elisir profumato e inebriante, utile per far passare i cattivi pensieri e dare un po' di buon umore. 
Solo un bicchierino però, giusto per un sorriso in più.

E' un liquore davvero facile da preparare, ma rispetto ad altri dove il tempo di infusione è breve, per questo è necessario aspettare almeno tre mesi. Però non è necessario tenerlo al buio, ma si può tenere esposto su di una mensola in soggiorno o in cucina, magari vicino alla finestra dove fa un po' più fresco, perché è molto bello da vedere. 
Quando il tempo è passato è invece un sogno da bere.

Ho rubato questa ricetta dal libro di Charlotte Tween Hansen e Irene Lonne, Carlotta in Cucina, danese trapiantata in Italia dove ha aperto un bellissimo agriturismo, I due Papaveri  sulle colline modenesi.




Elisir di arance



1 litro di alcool puro a 90°
1 litro di acqua
1 chilo di zucchero bianco
1 bel pezzo di radice di zenzero fresco
2 arance non trattate
40 chiodi di garofano
6 bacche di ginepro (mia aggiunta)

Servono due vasi che abbiano una capienza di circa un chilo e mezzo e un collo grande da fare passare l'arancia.

Bollire l'acqua con lo zucchero e lo zenzero. Lasciare raffreddare. Unire l'alcool. 
Puntare l'arancia con i chiodi di garofano, divisi in egual numero per ognuna.
Mettere una arancia in ogni vaso, aggiungere 3 bacche di ginepro e la miscela sciroppo-alcool e chiudere bene.
Deve riposare almeno 3 mesi, ma se avrete la pazienza di aspettare per 5 mesi, avrete un meraviglioso liquore per le vostre serate natalizie.
Non imbottigliare, ma lasciare nel vaso, compresa l'arancia, fino a quando non sarà bevuta l'ultima goccia.

Buon fine settimana a tutti.
Sabrina





sabato 6 aprile 2013

Fette biscottate all'avena con pasta madre.

Le marmellate sono la mia passione e la colazione con le fette biscottate e marmellata la giusta conseguenza.
Ora che sono diventata un poco più esperta con la panificazione con la pasta madre, ho deciso di provare a farle da sola. Pensavo fosse più complicato, ma in realtà il lavoro è stato semplice e divertente. 
La ricetta è quella di Antonella Scialdone, presa dal suo libro La Pasta Madre, che è sempre una garanzia, ho solo omesso l'orzo e sostituito parte della farina con l'avena. 
La tostatura è la parte più delicata perchè basta un attimo per passare di là e sbruciacchiare tutto il lavoro fatto.



Fette biscottate all'avena con lievito madre


400 gr di farina 0 (per me Mulino Marino)
70 gr di fiocchi d'avena
115 gr di acqua
115 gr di latte intero fresco
150 gr di lievito madre attivo
75 g rdi zucchero di canna
5 gr di sale
7 g rdi malto d’orzo
30 gr di olio extravergine
1 tuorlo d’uovo e 3 cucchiai di latte per spennellare

Prendere il lievito madre a poche ore dal rinfresco, spezzarlo in una ciotola e impastarlo con la farina setacciata e i fiocchi d'avena tritati, il malto sciolto dentro al latte, lo zucchero, l’acqua e il latte tiepido. Man mano che si impasta aggiungere l’olio poco alla volta e per ultimo il sale. L'impasto deve risultare piuttosto compatto. Metterlo in una ciotola coperta da pellicola a lievitare per circa 4 ore.

Prendere l'impasto raddoppiato di volume e dare un giro di pieghe del primo tipo e rimetterlo a riposare ancora un paio d'ore, sempre coperto con la pellicola.

Riprendere l'impasto, dividerlo a metà e formare tue rotoli che andranno poi adagiati in stampi da plum cake rivestiti di carta forno e imburrati. Coprire con pellicola e mettere a lievitare in forno con la luce accesa per circa 2 ore. L'impasto deve raddoppiare.

Accendere il forno statico a 160°, spennellare la superficie delle fette con il tuorlo sbattuto con il latte e infornare per 40 minuti fino a doratura. Sfornare e lasciare raffreddare bene i due filoni su una gratella. 
Prendere poi con un coltello per pane a sega, tagliare a fette spesse meno di 1 cm, sistemarle su carta da forno sopra la leccarda e tostare a 140° per metà tempo da un lato e metà tempo dall'altro. La ricetta dice che in totale servono 30 minuti, in realtà con il mio forno ne sono bastati circa 15. Quindi tenete sotto controllo le fette e vedrete quanto tempo serve per biscottare.
Sfornare e lasciare raffreddare. Conservarle in una scatola di latta.
Buona domenica.
Sabrina

giovedì 28 febbraio 2013

Lo yogurt nell'abbattitore.

"Amore, il tuo yogurt è davvero buono, più buono dei più buoni che vendono!"
E non l'ha detto per compiacermi, gli uomini lo fanno solo quando devono conquistarti, poi...una volta che hanno raggiunto l'obbiettivo, diventano improvvisamente molto critici, però si sa..sono critiche costruttive, lo fanno per il nostro bene.. :))


Tornando allo yogurt, è proprio così, detto da me che non lo amo particolarmente, questo è veramente non buono, ma di più, favoloso. Ho provato a farlo per ben tre volte prima di postarlo, con tipi latte differenti, proprio per essere certa di quello che vado a raccontare.

Possiedo finalmente il mio abbattitore Fresco e da un paio di settimane sto sperimentando diverse cose.
Parto dal presupposto che è un abbattitore, quindi ideato per abbattere i cibi per la surgelazione. Questo prodotto in particolare, di tecnologia italiana brevettata al 100%, è la prima macchina al mondo che unisce il “freddo veloce” e il “caldo lento” in un’unica soluzione. Quindi oltre a surgelare i cibi in modo professionale, possiamo anche cucinare a lenta cottura in modo professionale, con un risparmio energetico importante, in quanto il Fresco non ha i consumi altissimi del forno tradizionale, mantenendo, cosa più importante, inalterate le proprietà nutrizionale e i sapori dei cibi..

Tra le tantissime cose che questo strumento meraviglioso può fare, c'è anche lo yogurt, poichè tenendo la temperatura in camera costante a 40°, che permette lo sviluppo dei fermenti lattici, si trasforma in una efficace yogurtiera.



Vediamo come ho fatto.
Il latte e lo yogurt che si utilizzano devo essere freschissimi. Ho provato con tre tipi di latte diversi di altrettante aziende, da quello artigianale a quelli delle nostre centrali di latte di zona di alta qualità e il risultato non è cambiato.
Fare bollire un litro di latte fresco intero per circa 10 minuti.
Mettere il latte in una ciotola e farlo raffreddare nell'abbattitore fino alla temperatura di 40°. Ci vorranno circa 15 minuti. Prendere un vasetto di yogurt bianco, al naturale, freschissimo e stemperarlo nel latte caldo.
Prendere 6 vasetti di vetro, di capacità ml.200 e riempirli con il composto ottenuto. Tenere da parte i coperchi e inserire i vasetti nell'abbattitore. Impostare la modalità "cottura lenta" a 40° per un'ora e mezza. 
A ciclo terminato, spegnere l'abbattitore e lasciare raffreddare i vasetti all'interno dello stesso per 5/6 ore. Richiuderli poi con il loro coperchio e conservarli in frigorifero.
Il tempo di conservazione è di 7/8 giorni, ma difficilmente vi rimarranno per così tanti giorni, troppo buoni!
Per un ciclo di produzione continuativo,utilizzare sempre un vasetto del vostro yogurt.



Il risulatato, lo ripeto, è più che soddisfacente. Lo yogurt si presenta denso, cremoso e poco acido, proprio come piace a me.
Buona giornata. 
Sabrina




sabato 17 novembre 2012

Confettura di sedano rosso di Orbassano



Lo stand del sedano rosso di Orbassano, al salone del gusto di Torino, era un'esplosione di rosso carminio in tutte le sue sfumature fino a ricongiungersi con il verde tipico del sedano tradizionale.
Ne sono stata attratta come una calamita. I produttori mi hanno accolto con un grande entusiasmo e voglia di far conoscere il prodotto che coltivano con tanta passione. Mi hanno offerto un freschissimo centrifugato, che mi ha subito stimolato le papille gustative e per questo non ho potuto fare a meno di comprarne un bel mazzo, scelto con cura dal produttore.
Il sedano rosso di Orbassano è un sedano che sa di sedano, peccato non trovarlo a Bologna, un vero peccato.
Amo il sedano, nella mia cucina è sempre presente, lo utilizzo per profumare il brodo, nei soffritti, in una vellutata deliziosa, a go-go nelle insalate e preparo anche un semifreddo molto chic. 
Mi mancava la marmellata, che ho preparato seguendo il metodo di Christine Ferber e la consiglio vivamente, perché mantiene inalterato il profumo intenso del sedano e anzi, a mio avviso lo esalta ancora di più.

 Sedano rosso di Orbassano


La storia.

La tradizione del sedano rosso a Orbassano è antica, risale al Seicento, quando la duchessa di Savoia, Anna Maria d'Orléans, sposa del re Vittorio Amedeo II, portò con sé dalla Francia il sedano violetto di Tours, più saporito e tenero di quelli coltivati al tempo in Piemonte.
Con il passare degli anni il sedano violetto francese si è ben acclimatato negli orti circostanti la città di Torino, soprattutto ai terreni ricchi di acqua della zona di Orbassano, e ha sviluppato il caratteristico colore rosso alla base delle coste e un sapore lievemente ammandorlato che lo rende molto interessante per l'utilizzo gastronomico.
Nei secoli ogni paese della cintura torinese acquisì una rinomanza per particolari ortaggi: Nichelino per l'insalata, Savonera per le rape e rapanelli, Santena per gli asparagi, Carmagnola per peperoni, Gassino per le carote, patate e cipolle, San Mauro per le fragole, Settimo Torinese per i cavoli, e Orbassano per i sedani rossi. Il sedano rosso si seminava a marzo aprile in pieno campo e si trapiantava a giugno-luglio per essere poi pronto dalla fine di settembre ai primi di novembre, quando si celebrava perfino una festa.
Per conservare e intenerire i sedani gli ortolani durante l'inverno si erano anche inventati un metodo ingegnoso: scavare delle fosse nel terreno a sezione rettangolare, in cui deporre i sedani rossi appena raccolti, in piedi, fosse profonde quanto le coste del sedano. Ricoprivano poi i sedani con fieno di erbe raccolte nelle aree paludose dei boschi di Stupinigi (dette impai) e, se le condizioni climatiche erano favorevoli, riuscivano a conservare i sedani fino a marzo.
Gli ortolani si davano appuntamento al mercato di Torino che, fino attorno al 1930 era in piazza Borgo Dora, davanti all'Arsenale (oggi della Pace) poi, negli anni '30 vennero inaugurati "i Mercati Generali all'Ingrosso" in piazza Balilla, oggi piazza Galimberti, dove i loro prodotti venivano venduti ai dettaglianti.
Ma gli ortolani di Orbassano erano presenti con la loro specialità anche sui mercati di Pinerolo, Avigliana, Giaveno, e si spingevano fino a Susa.

Il presidio.

Questa coltivazione storica è stata progressivamente abbandonata, fino ad arrivare negli anni '60 quasi all'estinzione. Le ragioni sono molte: la concorrenza di altre varietà che richiedevano meno lavoro e più redditizie, quali ad esempio il sedano dorato di Asti, il calo della domanda, la destinazione di molti terreni fertili alla costruzione di zone industriali e artigianali. Oggi solo pochi ortolani della piana agricola che si estende dalla Palazzina Reale di Stupinigi fino alle porte della cittadina di Orbassano continuano a produrlo, vendendolo direttamente in azienda o nei mercati del torinese, e ogni anno organizzano anche la storica festa del sedano rosso la terza domenica di ottobre.
Il Presidio riunisce tre coltivatori che oggi costituiscono il "Consorzio Sedano Rosso Orbassano" e che hanno partecipato ad un lungo lavoro di selezione e recupero della semente originaria in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università di Torino.
L'azione del Presidio intende far conoscere e promuovere questa antica varietà nei mercati e nei ristoranti del torinese e, allo stesso tempo, conservare le aree agricole alle porte di Torino.
Referente dei produttori del Presidio
Giovanna Scaffidi
tel. 
011 9002384 - 340 2389525
agriturismo@cascina-gorgia.it

Proprietà oganolettiche.

Venticinque secoli fa il medico greco Ippocrate ne consigliava l'utilizzo per i nervi sconvolti. Oggi è stato accertato che il sedano rosso è ancora un ottimo tonico nervino.
Il sedano contiene una grande percentuale di vitamina E, fattore stimolante delle funzioni sessuali, per questo considerato un potente afrodisiaco.
Possiede virtù digestive, diuretiche, stimolanti e depurative.
Il decotto di semi attenua il meteorismo e l'aerofagia, molto indicato nelle cure dimagranti.
Contrasta i dolori reumatici, la gotta, i calcoli biliari e renali.
Il succo del sedano rosso, aiuta nella prevenzione delle rughe, rende luminosa la pelle e svolge una particolare azione cicatrizzante.

Confettura di sedano rosso di Orbassano 



Per due vasetti da gr 250:

gr. 500 di sedano rosso
gr. 300 di zucchero

Tagliare il sedano a tocchetti, metterlo in una ciotola di porcellana con lo zucchero, coprirlo con la pellicola trasparente e farlo riposare in frigorifero per 24 ore.
Passato questo tempo, raccogliere lo sciroppo che si è formato e metterlo a bollire, schiumando se necessario, in una pentolina di rame per circa 10 minuti. Versarlo sul sedano, coprire con pellicola e fare riposare ancora 24 ore in frigorifero.
Separare il sedano dallo sciroppo e fare cuocere separatamente in due pentoline di rame per circa 10 minuti, avendo cura di rimestare e schiumare se necessario. 
Trascorso questo tempo, unire di nuovo il sedano allo sciroppo e cuocere per 15 minuti a fuoco lento, fino a quando il sedano non è diventato trasparente. 
Frullare fino a ridurlo una crema, versare la confettura bollente nei vasi lavati e sterilizzati, chiuderli bene, capovolgerli e coprirli con un panno caldo.
Quando si sono completamente raffreddati, mettere l'etichetta e riporli in dispensa.
Alla prossima.
Sabrina