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sabato 25 marzo 2017

Terrina di capriolo alle nocciole

L'ispiratrice per questa terrina è stata Christine Ferber e un libretto molto bello che mi regalò anni fa la mia cara Sandra, Mes aigres-doux, terrines et pâtés che ringrazio di cuore per avermi aiutato a tradurre al meglio la ricetta, che poi ho modificato in alcuni passi.
La terrina è un tipico e antico piatto francese, una sorta di pasticcio di carne macinata, cotto in forno nel tradizionale coccio di terracotta, da cui prende il nome.
La terrina tipica è di carne di tipi diversi macinata oppure di foie gras, ma può essere anche di pesce , di legumi o di verdure.
La componente grassa è fondamentale per ottenere una terrina morbida e succosa.
Viene sempre accompagnata da una salsa e da verdure che ne esaltano i sapori.
Si gusta fredda e più tempo si lascia riposare, più diventa buona.

Terrina di capriolo alle nocciole



Ingredienti principali

g.500 di filetto di capriolo
g 100 di fegato di coniglio
g 200 di capocollo di maiale
g 200 di noce di vitello
2 scalogni
g 10 di burro
g 20 di olio di extravergine d'oliva
g 10 di sale
g 1 di coriandolo macinato
g 3 di pepe
g 4 di 4 spezie (mix di noce moscata, cannella, zenzero e chiodi di garofano, tutte rigorosamente in polvere)
g 2 di zucchero di canna in polvere
g 75 di nocciole tostate
g 50 di vino rosso
g 50 di Armagnac

per il fondo di vitellone:
2 ossa
g 200 di punta di petto 
g 250 di gommosa (copertina)
g 50 di vino rosso
g 50 di Armagnac
g 10 di burro
g 10 di olio extravergine d'oliva
2 cucchiaini di dado vegetale fatto in casa 
1 piccola carota
1 piccola cipolla
1 rametto di timo
1 foglia di alloro
1 piccolo rametto di prezzemolo
g 1500 di ghiaccio o acqua ghiacciata

per il fumetto:
g 500 di fondo di vitello
la marinata del capriolo
g 10 di burro
g 10 di olio extravergine d'oliva
1 piccola carota
1 piccola cipolla
1 rametto di timo
1 foglia di alloro
1 piccolo rametto di prezzemolo

per la gelatina:
g 20 di polvere per gelatina
g 170 di acqua
g 30 di armagnac

1 terrina da 1 litro
2 foglie di alloro
1 rametto di timo
lardo di colonnata

Procedimento:

Tagliate la carne di capriolo in filetti e mettetela a marinare in una terrina con vino rosso, cognac, sale, pepe, zucchero e spezie per il tempo che si prepara il fondo. 

Preparate il fondo:
Mettete a scaldare in una casseruola il burro e l'olio. Unite la carota e la cipolla tagliate a tocchetti e fate soffriggere qualche minuti. Aggiungete le ossa, la punta di petto e la gommosa e fate rosolare bene. Sfumate poi con l'Armagnac e il vino rosso (ho utilizzato un teroldego). 
Una volta che i liquidi hanno perso l'alcool, aggiungete il ghiaccio, le erbe e il dado vegetale. Portate a bollore e fate cuocere a fuoco dolce per 3/4 ore, fino a quando il brodo non si sia leggermente addensato e la carne risulti tenera. 

Nel frattempo pelate e tritate finemente gli scalogni e fateli appassire in un tegame con olio e burro, aggiungendo un poco del brodo che sta cuocendo e lasciare raffreddare.

Preparate il fumetto:
Pelate e tritate finemente la carota e la cipolla, con il prezzemolo e il rametto di timo. 
In un tegame scaldare il burro e l'olio e mettete le verdure a dorare.  Aggiungete il fondo di vitello e il sugo della marinata. Fate ridurre a fuoco dolce, fino ad ottenere g 200 di fumetto. Fate raffreddare senza filtrare. 

Macinate la carne di vitello a griglia media. Macinare il collo a griglia sottile. Tritate il fegato a coltello. In una terrina mescolare bene le due carni, il fegato, il filetto di cervo, gli scalogni, il fumetto e le noccioline, aggiungendo il sale e abbondante pepe macinato al momento.



Riscaldate il forno a 150°. Tappezzate bene la terrina con il lardo. Depositate la farcia. Pressate e lisciate con la punta delle dita. Non deve rimanere aria. Appoggiare il rametto di timo e due foglie di alloro. Coprire con carta forno e carta stagnola oppure con il coperchio da terrina.
Mettete la terrina bagno maria e cuocere in forno fino a quando la temperatura cuore sarà di 75°. Se non avete il termometro, dopo due ore inserite un coltello fino al cuore e se esce asciutto e caldo, la terrina è pronta.
Scolate la terrina dall'abbondante sugo di cottura, che non butterete ma conserverete per preparare delle favolose patate stufate. Con la punta delle dita stendete la carne verso il bordo, pressandola leggermente. Copritela e fate raffreddare in frigorifero per almeno un giorno. 

Preparate la gelatina, mischiando la polvere con l'acqua e l'armagnac. Portate a ebollizione e fate intiepidire. Versate la gelatina sulla terrina e rimettete in frigorifero per almeno 4 ore, fino al momento di servirla.


Agro dolce di mele, frutta secca e noci



Ingredienti


g 600 di mele
g 59 di albicocca secca
g 50 di prugne secche
g 50 di fichi secchi
g 50 di noci
g 50 di scorza di arancia candita a dadini
g 250 di aceto di mele
g 500 di gewustraminer
g 110 di zucchero
g 150 di miele
g 5 grani di pepe schiacciati con il coltello
1 punta di coltello di zeste arancia
1 punta di coltello di zeste di limone

Preparate la frutta. Tagliate la frutta secca a julienne. Pelate le mele e tagliarle i 8 quarti, senza cuore e semi. 
Preparate il succo agro dolce in un una piccola casseruola di acciaio inox. Mescolate l'aceto, il vino, lo zucchero, il miele, il pepe, le zeste di agrumi e portare a bollore. Schiumate e lasciate sobollire. Il liquido deve ridursi della metà e diventare leggermente sciropposo. 
Aggiungete le mele, la frutta secca e le noci e portare a bollore.
Cuocete a fuoco dolce per 5 minuti.

Fermtre la cottura e con la ramina, togliete la frutta. Le mele saranno ancora croccanti. Mettete la frutta nei vasi sterilizzati. Portate di nuovo a ebollizione l'aigre-doux e schiumate. Versare sulla frutta, che deve essere completamente coperta. Chiudete i vasi e girare.  Lasciare riposare almeno due settimane. 

Insalata di misticanza con vignagrette all'olio di nocciolina



Ingredienti

g 200 di misticanza
erba cipollina e aglio orsino
g 20 di olio di nocciolina
g 5 di aceto di mele
sale e pepe

Lavate e asciugate la misticanza, l'erba cipollina e l'aglio orsino. Preparate la vignagrette montando con la frusta tutti gli ingredienti, fio ad ottenere una crema. Condite l'insalata.

Patate stufate


Ingredienti

4 patate grosse
liquido di cottura della terrina
timo

Lavate, pelate e tagliate a spicchi le patate. Mettete un cucchiaio di grasso di cottura della terrina in una padella e fate scaldare. Aggiungete le patate e fate rosolare per qualche minuto. Unite il liquido di cottura della terrina, dopo averlo sgrassato. Coprite con coperchio e fate stufare fino a cottura. Servite calde con timo fresco. 


Con questa ricetta partecipo alla 64esima sfida dell'MTChallenge, proposta dalla carissima Giuliana di Gallina Vintage. Vi consiglio di correre da lei, per carpire tutti i segreti di questa fantastica preparazione. 





martedì 28 aprile 2015

..e non è un dolce per tutti.



...o quanto meno non è un dolce per me. 
La difficoltà non è fare il pan di Spagna, ma è la fase di pasticceria creativa. 
Questo dolce l'avrò visto fare centinaia di volte da mia cognata, pasticcera provetta, con una facilità impressionante e sinceramente ho sempre creduto che fosse semplicissimo. 

Invece....

Invece i dischi di pan di Spagna li ho tagliati tutti storti. Potrebbe essere uno dei misteri di Kezzenger: ma perchè una volta tagliati, i dischi di pan di Spagna non combaciano più?????? 
La farcia è venuta poco densa.
Le noci le ho sminuzzate troppo.
Il sapore come sarà?
Ohi..gli ingredienti erano tutti di primissima qualità..non dovrebbe essere male.Ve lo dirò alla fine, Ora guadagno tempo scrivendo il post, mentre lei è in frigorifero a cercare di solidificarsi prima della stesura della panna finale. Si raddrizzerà anche? Dio come vorrei possedere un coppapasta gigante, in questo momento!

E voi direte, ma per quale assurdo motivo scrivi di questo dolce se ti sta venendo una ciofeca?
Ma perchè è la prova mensile dell'Mtchallenge no? What else?
Anche questo mese la prova è tostissima: Il pan di Spagna di Igino Massari.
La nostra Cooking Planner Caris ne ha fatto un imperdibile trattato, ricco di particolari e trucchi, non manca proprio nulla, dalla spiegazione dei diversi tipi di Pan di Spagna, alla descrizione degli ingredienti, dalle variazioni alle tecniche di cottura. E' un articolo degno delle più autorevoli pubblicazioni di pasticceria, da stampare e conservare con cura. Vi invito a farle visita subito! ..non proprio subito..non appena avrete finito di leggere Les Madeleines! :))

Seguendo i suoi consigli di Caris il Pan di Spagna è venuto perfetto. 
Ho scelto il metodo più semplice, il montato a freddo.
Panna, fragole, liquore all'arancia e noci sono gli ingredienti della farcia.


Pan di Spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)



Ingredienti:
con queste quantità ne sono venute due piccole teglie di cm 18 (farcita solo una)

Uova intere 300 g (circa 6 uova bio piccole)
Zucchero di canna 200 g
Sale g 2
Limone grattugiato ½
Farina bianca 00 (W 150-170) 150 g
Fecola 50 g

Procedimento:

Lo zucchero di canna ha una grana grossa, quindi per far si che si sciolga bene durante la montatura delle uova, lo passo velocemente nel tritatutto fino a renderlo polvere.
Montare in una ciotola capiente con una frusta: uova intere, zucchero, sale limone per circa 10 minuti a media velocità. Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia. Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Tra tutti i consigli dati da Caris, quello della prova dell'impronta per vedere se la torta è cotta, mi è piaciuto molto. In pratica toccare con un dito la sommità del pan di Spagna e se resta l'impronta vuol dire che non è cotta.


Torta semifreddo alle fragole e noci



Ingredienti:
per una piccola teglia di cm 18

gr. 200 di fragole
gr. 150 di panna fresca
gr. 50 di gherigli di noci
2 cucchiai di zucchero di canna
qualche cucchiaio di elisir di arance (qui)

Procedimento:

Pulire le fragole e frullarle con lo zucchero.
Montare a neve fermissima la panna, dividerla in due ciotole. Metterne una in frigorifero mentre l'altra unirla al frullato di fragole.
Tritare finemente le noci.
Tagliare il pan di Spagna in tre dischi.
Bagnare il primo disco con un cucchiaio di elisir di arance e coprirlo con la panna con le fragole. 
Aggiungere il secondo disco, bagnarlo con  un cucchiaio di elisir di arance e coprirlo con la panna con le fragole.
Aggiungere il terzo disco, bagnarlo con  un cucchiaio di elisir di arance e coprirlo con la panna con le fragole.
Mettere in frigorifero a raffreddare per una mezz'ora.
Coprire poi la torta con la panna che abbiamo messo da parte e spolverizzare con la granella di noci.

Assaggiata.
Non male, davvero non male, della serie, brutta ma buona!
Alla prossima.
Sabrina




giovedì 19 dicembre 2013

La tradizione per le feste: La torta di Tagliatelle




La Romagna è la patria delle tagliatelle, buone come da noi non si mangiano da nessuna altra parte d'Italia! Le condiamo con il prosciutto per un primo piatto da leccarsi i baffi, ma le facciamo anche fritte e dolci per carnevale.

La torta di tagliatelle invece è tipica emiliana ed è una torta di tradizione.
Mi ha sempre incuriosita ma non l'avevo mai assaggiata fino a poco tempo fa, quando mi sono trovata a pensare ad un dolce nuovo per questo Natale. Così ne ho comprato un pezzetto per assaggiarla dal mio fornaio preferito e devo ammettere che mi è piaciuta tantissimo. Contiene tanti sapori che amo come le mandorle e l'amaretto, l'unica nota troppo stucchevole è stata la forte presenza di burro, tanto per i miei gusti.
Ho confrontato una serie di ricette che avevo trovato un po' nei miei libri di cucina e un po' su internet e in tutte il quantitativo di burro è enorme.

Ho quindi pensato di modificare la torta seguendo una linea più moderna, privilegiando i sapori che caratterizzano questa torta, senza abusare con i grassi, rendendo più leggero tutto l'insieme.
Ho utilizzato materie prime di altissima qualità, come le farine di macina, le uova di gallina ruspante, le mandorle non pelate, lo zucchero di canna, il burro di centrifuga e le arance non trattate, regalo di un mio cliente siciliano.
Per la frolla, ho scelto la ricetta di Montersino che ritengo sia la migliore.
L'insieme è risultato fragrante, dolce ma non stucchevole, molto profumato e poco pesante.
Se vi va di provarla, questa è la mia

Torta di tagliatelle

Ingredienti per uno stampo di cm 18:

per la frolla:
gr. 125 di farina 
di cui gr. 70 di farro Mulino Marino e gr. 55 di semola rimacinata Senatore Cappelli
gr. 70 di burro di centrifuga
gr. 50 di zucchero a velo
1 tuorlo di uovo di gallina ruspante
la buccia grattugiata di mezza arancia non trattata

per la farcia:
gr. 130 di mandorle non pelate
gr. 100 di amaretti
gr. 50 di cioccolato fondente 60%
1 uovo + 1 tuorlo di gallina ruspante
il succo di un'arancia e la sua buccia grattugiata
1 bicchierino di liquore di mandorla amara
2 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di latte intero

per le tagliatelle:
gr. 100 e un po' di farina (metà semola e metà farro come per la frolla)
1 uovo di gallina ruspante

per la gratinatura:
gr 20 di burro di centrifuga
1 cucchiaio di zucchero di canna



Preparare la frolla setacciando le due farine insieme. Unire il burro a pezzetti, freddo da frigorifero e lavorare con la punta delle dita. Aggiungere lo zucchero a velo, il tuorlo, le zeste di arance e lavorare velocemente fino ad ottenere un impasto liscio. Formare una palla, avvolgerla in pellicola e metterla a riposare in frigorifero. (la frolla si può preparare anche prima e conservarla in congelatore)

Preparare le tagliatelle impastando le due farine, setacciate insieme, con l'uovo,  fino ad ottenere un impasto liscio. Formare una palla e lasciare riposare una mezz'ora sul tagliere ricoperta con una tazza.
Stendere poi una sfoglia sottile e lasciarla asciugare una mezz'ora. Tagliare dei tagliolini sottili come quelli da cuocere in brodo. E' necessario che non secchino molto, la pasta deve essere fresca quando si unisce alla torta.

Preparare la farcia.
Prendere le mandorle e passarle velocemente in padella.  Quando sono leggermente abbrustolite toglierle dal fuoco e si strofinarle con le mani, così da eliminare la pelle. Tritarle fini fini con un coltello ben affilato. Metterle in una ciotola.
Schiacciare gli amaretti con le mani e aggiungerli alle mandorle. Sbattere a parte le uova con una forchetta e unire al composto preparato. Aggiungere il succo di un'arancia e le zeste, il liquore, lo zucchero,  il cioccolato tritato e il latte. Mescolare bene.

Prendere uno stampo rotondo e ungerlo con poco burro. 
Stendere la frolla e coprire lo stampo. Forare la base della pasta con una forchetta.
Mettere uno strato di tagliatelline e coprirle con la farcia. 
Metter sopra le restanti tagliatelline e aggiungere qualche pezzetto di burro (20gr).

Infornare a forno caldo 170° per una mezz'ora, coprendo la superficie della torta con un foglio di carta forno.
A questo punto togliere il foglio di carta forno, spolverare con un cucchiaio di zucchero di canna e gratinare fino a doratura.

Spero che vi piaccia. 
A noi è piaciuta tanto.
Buona serata..




lunedì 25 novembre 2013

La piada dei morti e così sia

E' da tempo che volevo pubblicare questa ricetta, della quale ne ho trovato un paio di versioni, ma in realtà non riuscivano a soddisfarmi, anche perché entrambe utilizzano il lievito chimico, mentre io voglio servirmi della pasta madre.
Dopo una serie di tentativi, ho raggiunto quello che desideravo ed ora posso mostrare al mondo la mia creatura! :))
Ringrazio Mangiare Matera per l'opportunità di utilizzare la semola rimacinata Senatore Cappelli, della quale ho già parlato nel post precedente, perché è favolosa, fa davvero la differenza.

La piada dei morti è un dolce tipico della zona di Rimini, la Romagna marittima a tutto tondo. Si prepara nel periodo dei morti (sono un po' lunga per i motivi di cui sopra..) perché è il momento in cui la frutta secca è al top e anche perché uno degli ingredienti è il vino nuovo.




Ingredienti:

Per il lievitino:
gr. 150 di pasta madre rinfrescata il giorno prima
gr. 75 di acqua tiepida
gr. 150 di semola rimacinata

Per la piada:
gr. 200 di semola rimacinata
1 uovo
1 bicchiere di vino rosso novello 
gr. 50 di pinoli
gr. 50 di noci
gr. 50 di mandorle
gr. 100 di uva passa
gr. 100 di zucchero di canna
1 dl di olio extravergine d'oliva delicato

Mettere in ammollo l'uva passa nel vino novello (io ho utilizzato la cagnina).

Preparare il lievitino:
Rompere a pezzetti la pasta madre e scioglierla con l'acqua calda. Aggiungere la semola e impastare bene fino ad ottenere un impasto liscio. Metterlo in una ciotola, praticare un taglio a croce,  coprirlo con un telo umido e farlo lievitare al caldo per almeno un'ora, fino al raddoppio del volume.

Tritare insieme la frutta secca. Prendere il panetto lievitato, metterlo nell'impastatrice e aggiungere tutti gli ingredienti. Lavorare poco l'impasto che dovrà risultare molto umido.
Rivestire una teglia da forno rotonda con la carta forno e riempirla di impasto. 
Coprire la teglia con il telo umido e far riposare al caldo l'impasto per 5 ore.
Cuocere per 40 minuti a 200° con un contenitore d'acqua all'interno del forno.

Perfetto per finire una tipica merenda romagnola con un bicchiere di cagnina o vin brulè.


Con questa ricetta partecipo a Mangiare Matera.





lunedì 30 settembre 2013

Vellutata di foglie di sedano rapa e stecco di sgombro croccante alle nocciole

   


Oggi una ricetta a mio avviso perfetta per siglare la fine della mia partecipazione come ospite di Salutiamoci. 
Una ricetta ad impatto [quasi]  zero ideata rispettando i paramentri della tabella degli alimenti a cui Salutiamoci si affida.

Impatto [quasi]  zero 1
L'altra sera al mercato della terra ho trovato per la prima volta il sedano rapa con tutto il suo ciuffo di foglie profumatissime. 
Visto che cerco sempre di non buttare via nulla, ho pensato di fare una vellutata con queste foglie che hanno l'aroma tipico del sedano ma molto più intenso, tanto da ricordarmi il levistico. 
Se avessi utilizzato solo queste foglie il sapore della vellutata sarebbe risultato troppo pungente. Ho quindi utilizzato le foglie esterne di due finocchi, la parte verde di un porro e una grossa patata. In questo modo l'aroma del sedano ha si prevalso, ma è stato addolcito dalle altre verdure.
Ho prima stufato il porro tagliato grossolanamente con due cucchiai di olio extravergine. Ho poi aggiunto il resto delle verdure a pezzi, ho coperto di acqua bollente e ho fatto cuocere a fuoco basso per un'ora e mezza. Ho frullato tutte le verdure fino ad ottenere la consistenza di una vellutata.

Impatto [quasi]  zero 2
Con l'avanzo della pasta madre che ho rinfrescato, invece che buttarlo, ho preparato della pita. Ho semplicemente formato dei dischi sottili qualche millimetro di pasta, che ho fatto lievitare per una mezz'ora prima di cuocerli sulla piastra bollente come se fosse una piadina.

Impatto [quasi]  zero 3
Tempo fa ho comprato delle fette biscottate senza glutine. Non avrei mai immaginato di avere fatto un acquisto così barbino. Oltre al costo spropositato, le fette sono immangiabili. Oltre ad essere totalmente insapore sono anche dure come i sassi, per nulla friabili come devono essere le fette biscottate, delle vere spaccadenti. 
Però non ho potuto buttarle, mai! Quindi le ho tritate finemente e le utilizzo per le panature.


Vellutata di foglie di sedano rapa e stecco di sgombro croccante alle nocciole


Ingredienti per due persone:

Vellutata di foglie di sedano rapa a piacere
condita con olio extravergine,  pepe e sale integrale di Cervia

gr. 250 di filetti di sgombro freschissimi
gr. 30 di nocciole tostate
tre cucchiai di pangrattato
un cucchiaio di gommasio
foglie di maggiorana e timo
pepe rosa
olio extravergine d'oliva

pita

Scaldare il forno a 200°. 
Tritare finemente le nocciole con le erbe e il pepe rosa. Unirle al pangrattato e al gommasio.
Steccare i filetti di sgombro e panarli bene.
Cuocerli in forno per circa 15 minuti, fino a quando la panatura non risulti ambrata e croccante.
Servirli con la vellutata e la pita calda.


Ecco, questa è la mia ultima ricetta per il mese di settembre.
Ospitare Salutiamoci si è rivelata un'esperienza notevole, che mi ha lasciato tanto. Ho conosciuto blogs molto belli, ma soprattutto molto utili che mi hanno avvicinata ancora di più a questo regime di alimentazione salutare che già comunque frequentavo da tempo.
Ringrazio tutte le ragazze, a partire da chi muove i fili, Brii, Roberta, Lorenza e Barbara fino a tutte le ragazze che costantemente mese dopo mese alimentano con le loro ricette, la loro fantasia e bravura, questo importante progetto.

Guardate qua...sono le 21,30 ,  sono ancora a negozio, pubblico solo ora e devo ancora andare a casa.
Oggi sono arrivate le ultime graditissime ricette. Cercherò di aggiornare il menu prima di crollare a letto, ma se non riesco entro domani troverete tutto in ordine.
Spero di aver fatto tutto bene e che la mia ospitalità vi sia piaciuta.
VOI mi siete piaciute tanto. 
Se mi rivolete, sarò ben felice di tornare.
Grazie e buona serata.




sabato 14 settembre 2013

Bologna e dintorni: appuntamenti nel we e Invidia con dolcezza.

Sabato, una bellissima mattina di settembre, aria frizzantina e sole splendente.
Sull'onda lunga delle vacanze finite da poco, voglia di uscire e di godere dell'unico giorno di riposo della settimana, la domenica, per me che lavoro anche il sabato.
Mi guardo un po' in giro e trovo tante belle iniziative tra cui scegliere.

Un angolo della Chiesa della Madonna del Baraccano a Bologna.

  • E' ancora la settimana del Sana e quindi continuano gli eventi del Sana Off di cui ho parlato la settimana scorsa. Questo il programma.
  • Nella splendida cornice dei Giardini del Baraccano a Bologna c'è la 4a edizione del Festival della Salute e del Benessere Olistico: Bologna Ben Essere. La giornata è articolata con una serie di conferenze, un mercatino, prove gratuite e ristorazione naturale, tra yoga, massaggi ed ecologia. Questo il programma.
  • Per gli amanti dei motori, un appuntamento storico nella mia bella Imola: il mercato internazionale di veicoli d'epoca e pezzi di ricambio: la Mostra scambio, organizzata dal Crame ogni anno all'interno dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Questo il link.
  • A Medicina una festa antichissima, la rievocazione storica de Il Barbarossa. Il palio, gli antichi mestieri, tante piccole osterie all'aperto rianimano le strade di questa piccola cittadina romagnola. Un'atmosfera unica. Questo il programma.
  • A Ferrara ultimi giorni del Festival dei Baloon, una manifestazione unica dove lo sport la fa da padrone! Qualche anno fa ho scritto un post dedicato a questo straordinario evento, carico di suggestione. Questo il programma. 
  • A Castenaso, un paese alle porte di Bologna, e' in programma la storica Festa dell'uva, classica sagra, mercato, eventi legati al questo frutto e alla sua lavorazione. Questo il programma.
  • C'è anche un bel evento per gli intellettuali, il Festival Filosofia Amare, un percorso culturale itinerante lungo le strade di Modena, Carpì e Sassuolo tra mostre, installazioni, concerti e spettacoli. Questo il programma.
Beh...c'è n'è per tutti i gusti, no? Se passate da queste parti, sapete dove andare.
Vi lascio con un'altra squisitezza della nostra cara Doris Robbie Day per Salutiamoci.
Un buon fine settimana a tutti! 


Indivia con dolcezza

 



Ingredienti:

2 caspi di indivia
8 gherigli di noci
un piccolo grappolo di uva rossa
un cucchiaino di malto d'orzo
poco vino per sfumare
sale marino integrale, olio evo, aceto balsamico

Cuocere a vapore l'indivia. In una padella insaporire qualche cucchiaio d'olio con uno spicchio d'aglio. Togliere l'aglio, aggiungere l'uva, le noci e il malto. Caramellare qualche minuto e sfumare con poco vino bianco. Aggiungere l'indivia e impiattare, decorando con qualche goccia di aceto balsamico.

venerdì 13 settembre 2013

La mousse settembrina.

Lei è Roberta Basilico, pasticcera con la predilezione per le torte, vegetariana quasi vegana, sosia incontrastata di Doris Day!
Quando ha saputo della mia partecipazione a Salutiamoci, subito si è offerta di inviarmi qualche ricetta.
Questa è la prima, una mousse fresca, preludio di fine estate, con tutto il sapore settembrino.
Un antipasto delizioso.
Grazie Robbie! Aspetto con ansia le prossime. 






Mousse settembrina




Ingredienti per 4 persone:

gr. 100 di ricotta di pecora
gr. 100 di caprino fresco
1 piccolo scalogno
qualche foglia di salvia e di basilico
un pugno di nocciole
4 fichi maturi
sale marino integrale e pepe


Tritare finemente le erbe con lo scalogno.
Lavorare insieme la ricotta e il caprino. Aggiungere le nocciole tritate, tenendone alcune per la guarnizione, e le erbe. Salare e pepare.
Tagliare i fichi in quattro parti e comporre il piatto.



               Questa ricetta è perfetta per Salutiamoci.



martedì 21 maggio 2013

La mia torta di carote, senza lievito.

Chi mi segue sa come sono fatta, sa che non ho nulla di programmato ma che vado a sentimento e pubblico quello che cucino il giorno stesso. Questo significa che se non cucino non pubblico!  
Giovedì scorso mio padre è stato operato di protesi all'anca e devo destreggiarmi tra il negozio e l'ospedale  il tempo di cucinare non c'è, quindi mi nutro a barrette e ad insalate. Beh almeno in questo modo forse, dico forse, riuscirò a smaltire quei chilacci di troppo che mi perseguitano da un paio d'anni. 
Mi piace stare vicino a babbo in questo momento. Vivendo a Bologna non vedo i miei genitori spesso come vorrei, quindi ne approfitto di questo momento per godermeli un po'. 
Babbo Dante è sempre stato un gran fifone, persino un semplice raffreddore lo spaventa, figurarsi un intervento! Fortunatamente non ha mai avuto grossi problemi di salute ed è arrivato alla veneranda età di quasi 83 anni con esami del sangue perfetti e una pressione di 75/120 che neanche un quarantenne se la sogna oramai! Non ha un chilo di sovrappeso e ha ancora la muscolatura di uomo molto più giovane. E a quanto pare neppure questo intervento lo ha scalfito, duro come una roccia, ma sempre fifone. 
Non nego che avevo un po' di timore per gli effetti dell'anestesia, soprattutto sulla memoria. Invece nulla, giovedì quando si è risvegliato dall'operazione, abbiamo parlato tanto, sempre del suo argomento preferito, lo sport, della sua adorata Juventus, dei play off di pallanuoto, del giro d'Italia, di Coppi e Gimondi! 
Grande babbone, non perdi un colpo!
Sono certa che si riprenderà alla grande e anche in fretta, perché non ce la può fare a stare in casa tutto il giorno, pur con il bene che vuole a mia mamma, non resisterebbe! :))  Lui ha bisogno della sua partita di biliardo quotidiana, ha bisogno di andare a fare la spesa e di curare il suo orto, di fare e su zirtin in bizicletta: è un leone, ha bisogno della sua libertà .

Ho fatto la torta di carote, leggera come piace a lui.
Domani gliene porto un po'.
Uhh è vero! Oggi è il compleanno di mia sorella! Tanti auguri piccoletta! 




Torta di carote



gr. 300 di carote 
gr. 150 di frutta secca (noci, mandorle e nocciole)
gr. 100 di zucchero di canna + 1 cucchiaio
3 uova
2 cucchiai di olio extravergine
zeste di 1 limone
gr. 80 di farina di farro integrale

Grattugiare le carote. Tritare finemente la frutta secca e unirla alle carote con le zeste di un limone.
Montare bene con lo zucchero i tuorli. Aggiungere le carote, la frutta secca e amalgamare bene. Unire l'olio e  la farina. Montare a neve solida gli albumi con un pizzico di sale e incorporali delicatamente all'impasto.
Ricoprire uno stampo con carta da forno. Versare l'impasto e spolverarlo con lo zucchero di canna.
Cuocere a 170° per 45 minuti circa.
Buona serata a tutti.
Sabrina


domenica 8 novembre 2009

La crostata di mele e mandorle di Adriano Continisio

Eccomi qua, come promesso, anch'io nel mio piccolo oggi pubblico, insieme ad altri foodbloggers e non, la Crostata di mele e mandorle di Adriano, in segno di protesta contro tutti quelli che rubano una ricetta o una foto e le spacciano per proprie.
E' una crostata deliziosa. La mia cucina è avvolta da un profumo di mele e cannella inebriante ed è stata una compagna per il mio tè di questa domenica uggiosa, che mi ha scaldato l'animo.
Grazie Adriano per condividere con tutti noi la tua grande arte.


Crostata-di-mele-e-mandorle-di-Adriano


Ingredienti:

g. 400 pasta frolla
4 mele grandi (ca. g. 600 al netto degli scarti)
g. 80 di zucchero
4 cucchiai di amaretto di saronno
succo di mezzo limone
poca cannella in polvere.

massa di mandorle:
g. 120 uova intere
g. 60 zucchero
g. 50 farina di mandorle
g. 15 farina di mais fioretto
g. 15 fecola
un pizzico di sale
estratto di mandorle

una manciata di mandorle a lamelle
sciroppo di zucchero
marmellata di albicocche


Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.

Foderare uno stampo da 26cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso)

Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.

Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti. In forno a 170° per ca. 20 minuti. All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.


venerdì 12 giugno 2009

Fours pochés.

dolcetti-di-mandorla

Fin da ragazzina preparare i dolci è sempre stata una valvola di scarico.
Ricordo quando tornavo a casa da scuola, dopo aver avuto una mattinata pesante, la prima cosa che facevo era una torta e le tensioni come per incanto svanivano.
All'epoca avevo anche un metabolismo che funzionava...potevo mangiarne in quantità e rimanevo magra come uno stecchino! Purtroppo questo non succede più e l'unico modo per tenere a freno la mia voglia di dolci è non preparane, perché di fronte a una fetta di torta non so proprio resistere.
Sapere che nel frigorifero c'è un tiramisù, piuttosto che una bella fetta di tenerina, il mio cervello va in tilt, nulla mi riesce a distogliermi da quel pensiero e immancabilmente la mia proverbiale forza di volontà va a farsi friggere...
Però ogni tanto si deve cedere, ne va del buonumore e dopo aver letto sul forum di Cucina Italiana la ricetta di questi dolcetti che adoro, ho scacciato tutti i fantasmi e li ho preparati.

La ricetta è di Stefano Spilli che riporto pari pari.

Ingredienti :

gr. 135 di mandorle dolci non spellate
gr. 90 di zucchero
2 chiare d'uovo (io ne ho utilizzata 1 di un uovo grande)
2 cucchiaini di marmellata di albicocche setacciata (io marmellata di fragole)
2 gocce di essenza di vaniglia (io un pezzetto di stecca di vaniglia)
2 gocce di essenza di mandorle (io 7 mandorle amare)
per guarnire : mandorle, nocciole, ciliege candite e scorzette d'arancia

Nel robot tritare le mandorle con la vaniglia e lo zucchero. Per capire se l'aroma va bene uso un metodo molto scientifico : dopo una prima frullata apro il coperchio, se l'aroma mi soddisfa continuo, altrimenti aggiungo un'altro paio di mandorle amare.
Tritare finemente, lo zucchero assorbirà l'olio delle mandorle.
Trasferire in una ciotola, aggiungere la chiara d'uovo e la marmellata. Il composto dovrà essere quasi troppo spesso da passare nella tasca da pasticcere (a me è rimasto abbastanza morbido, forse dovevo aggiungere più mandorle, ma le avevo terminate...).
Porre l'impasto in una tasca da pasticcere con la bocchetta a stella da un cm.
Spremere delle rosette di circa 4 cm in una teglia ricoperta di carta da forno, se ne ricavano circa 20 pezzi.
Decorare le rosette con le guarnizioni preferite (io adoro le ciliege e le scorzette d'arancio).
Lasciar riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti, poi cuocere nel forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti. I dolcetti dovranno essere dorati ma non eccessivamente coloriti.
Raffreddare su una gratella e conservare in un barattolo di latta.

Le mie considerazioni:
a differenza di quelli comprati in pasticceria, dopo 5 giorni sono ancora morbidi come appena fatti. Una delizia.

Sabrina